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FAVRIA. Quando nel 2010 Cortese si incatenò alla Casa del Sole

FAVRIA. Quando nel 2010 Cortese si incatenò alla Casa del Sole

Cortese incatenato alla Casa del Sole

Sabato 30 ottobre 2010. Alle 19 una delegazione, composta tra gli altri dal sindaco di Favria Giorgio Cortese e dal suo vice, Serafino Ferrino, irrompe nell’ospizio “Casa del Sole”.  Alcuni si incatenano nella hall, Cortese ha perfino la fascia da sindaco.  Una richiesta: che la società Mgl Gest abbandoni la struttura che gestisce. Sono ore concitate, di fuoco. Ore che adesso sono finite tra i faldoni dell’operazione Perseo, in seguito alla denuncia di chi quella società l’ha gestita prima del fallimento.  Il braccio di ferro va avanti fino alle 3 del mattino di domenica, poi si giunge ad un documento congiunto, un vero e proprio “armistizio” tra le parti, sottoscritto da Antonio Serlenga, Sergio Melis e Dario Battuello della Cisl, Luca e Barbara Cortese daella Uil, Osvaldo Borio della Synago, Guglielmo Agolino della Cooperativa Altra Età, Luca Bonardi della Cooperativa Lario. C’era anche Pasquale Motta dell’Eurocoop Service, Almerico Vitelgo della Mgl Gest, gli amministratori Ferrino e Cortese. Metà dell’elenco è oggi indagata a piede libero dalla procura della Repubblica di Ivrea. Motta è finito in manette, “protagonista” in negativo dell’indagine.  L’ordinanza La delegazione aveva fatto irruzione alla Casa del Sole per dare seguito - si fa per dire - all’ordinanza del sindaco di poche ore prima, con la quale si intimava alla società Mgl Gest di abbandonare la casa di riposo. Il Comune, inoltre, aveva affidato la gestione della struttura, a decorrere dall’1 novembre, alla società Eurocoop Service. La societì di Motta. La prefettura, nel pronunciarsi sull’ordinanza sindacale, era stata un po’ titubante. Ma già appariva ai più come quell’atto non fosse valido.  Solo grazie all’intervento dei carabinieri i vertici della Mgl Gest poterono starsene al loro post, nonostante le grandi proteste della delegazione composta da politici, sindacati, rappresentanti delle cooperative.  I militari furono presi a “male parole”. Svolsero solo il proprio ruolo in modo ineccepibile. 
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