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Antiqua 2026, il Seicento rivive a San Raffaele: amore, musica e poesia in concerto

Il 18 aprile l’ensemble Orfeo Futuro porta in scena cantate e serenate tra passione e malinconia nella chiesa di San Raffaele Arcangelo

Antiqua 2026

Antiqua 2026, il Seicento rivive a San Raffaele: amore, musica e poesia in concerto

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Un viaggio nel tempo, tra musica barocca e suggestioni senza età. Sabato 18 aprile, alle 21.15, la chiesa di San Raffaele Arcangelo a San Raffaele Cimena ospita un nuovo appuntamento della rassegna Antiqua 2026, giunta alla sua 31esima edizione. Un percorso consolidato, quello promosso dall’Accademia del Ricercare, che continua a valorizzare repertori antichi e a riportare al pubblico pagine spesso dimenticate della storia musicale europea.

Protagonista della serata sarà l’ensemble Orfeo Futuro, formazione specializzata nell’esecuzione su strumenti storici, che proporrà un programma interamente dedicato alle cantate e serenate d’amore del Seicento italiano. Un tema universale, quello dell’amore, declinato in tutte le sue sfumature: passione, ironia, malinconia, follia.

Il concerto si muove tra composizioni note e rarità, costruendo un percorso sonoro che attraversa il XVII secolo. Tra gli autori in programma figurano nomi come Benedetto Ferrari, con la sua intensa “Amanti io vi so dire”, e Giovanni Battista Buonamente, autore del celebre “Ballo del Gran Duca”, esempio di scrittura strumentale brillante e raffinata. Accanto a loro, spazio anche a Andrea Falconiero, con una delle sue pagine più evocative, e a repertori meno frequentati come le serenate di Simone Coya o il canto popolare “Tu bella ca lu tieni”, testimonianza di una tradizione musicale che intreccia cultura colta e radici popolari.

È proprio questo uno degli elementi più interessanti del programma: la capacità di mettere in dialogo mondi diversi, facendo convivere la musica delle corti con quella che nasce tra la gente. Un equilibrio che restituisce tutta la ricchezza del Seicento italiano, epoca di straordinaria creatività e sperimentazione.

Sul palco, un gruppo di interpreti di alto livello. Il controtenore Alessandro Giangrande darà voce alle cantate, accompagnato da un ensemble strumentale composto da violini, basso di viola, tiorba, chitarra, percussioni e clavicembalo. Una formazione che permette di ricreare le sonorità originali dell’epoca, restituendo al pubblico un’esperienza il più possibile fedele alla prassi esecutiva storica.

Orfeo Futuro, attivo dal 2010, è un ensemble a geometria variabile che riunisce musicisti italiani e internazionali specializzati nella musica antica. Nel corso degli anni ha sviluppato progetti originali, spesso capaci di dialogare anche con linguaggi contemporanei. Tra le produzioni più recenti si segnalano lavori che intrecciano repertori barocchi con influenze moderne, dimostrando una costante ricerca artistica e una forte apertura alla sperimentazione.

Il concerto del 18 aprile si inserisce in un contesto più ampio, quello di Antiqua, una rassegna che da oltre trent’anni rappresenta un punto di riferimento per gli appassionati di musica antica in Piemonte. Non solo concerti, ma anche occasioni di incontro tra musica e altre forme espressive. Anche quest’anno, infatti, gli appuntamenti sono accompagnati da un piccolo allestimento artistico curato dall’associazione “La Voce dei Venti”, che arricchisce l’esperienza del pubblico creando un dialogo tra suono e immagine.

La scelta della chiesa di San Raffaele Arcangelo non è casuale. Lo spazio sacro, con la sua acustica e la sua atmosfera raccolta, contribuisce a valorizzare il repertorio proposto, creando un ambiente ideale per l’ascolto. In questi luoghi, la musica del Seicento ritrova una dimensione autentica, lontana dalla frenesia contemporanea.

L’ingresso è gratuito, ma è consigliata la prenotazione. Un segnale della volontà degli organizzatori di rendere la cultura accessibile, mantenendo al tempo stesso un’attenzione alla qualità e all’esperienza del pubblico.

In un’epoca in cui l’offerta musicale è sempre più vasta e diversificata, appuntamenti come questo rappresentano un’occasione preziosa per riscoprire le radici della tradizione europea. Non si tratta solo di ascoltare musica, ma di immergersi in un mondo fatto di parole, suoni e emozioni che continuano a parlare anche oggi.

Perché, al di là dei secoli, l’amore resta un tema universale. E la musica, ancora una volta, trova il modo di raccontarlo.

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