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A Settimo Rottaro l’inverno profuma di salam d’patata: la sagra che trasforma un paese in una festa lunga tre giorni

Dal 23 al 25 gennaio la 22ª edizione dell’evento che racconta un territorio attraverso il cibo, la cultura contadina e la voglia di stare insieme

In Canavese

In Canavese arriva la patata: a Settimo Rottaro torna la Sagra del Salam d’Patata

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Gennaio, a Settimo Rottaro, non è mai un mese qualunque. Da ventidue anni è il tempo della Sagra del Salam d’Patata, un appuntamento che affonda le radici nella storia contadina del Canavese e che, edizione dopo edizione, è diventato molto più di una festa gastronomica. Dal 23 al 25 gennaio 2026, il paese tornerà ad animarsi con tre giorni intensi di sapori, musica, camminate, laboratori e momenti di riflessione, in un intreccio continuo tra tradizione, identità locale e partecipazione collettiva.

La manifestazione, organizzata dal Comune e dalla Pro Loco di Settimo Rottaro, con il patrocinio di enti istituzionali e associativi, ruota attorno a un prodotto simbolo: il salam d’patata, insaccato povero solo in apparenza, nato per non sprecare nulla del maiale e diventato nel tempo un vero emblema della cucina del territorio. Un cibo che racconta una storia di necessità, ingegno e convivialità, valori che la sagra continua a custodire e rinnovare.

L’apertura è fissata per venerdì 23 gennaio, nel tardo pomeriggio. Alle 18, in piazza della Chiesa, spazio a una camminata rurale accessibile a tutti, organizzata in collaborazione con il Gruppo di Cammino del Comune. Un percorso di circa un’ora pensato non solo per muoversi, ma per riscoprire i luoghi in cui la sagra è nata e cresciuta, intrecciando memoria e territorio. Subito dopo, alle 19.30, il cuore della festa si sposta al Palasagra, nell’area parcheggio, con la prima cena ufficiale: salam d’patata accompagnato da patate al forno, dolce, acqua e vino. Una formula semplice, fedele alla tradizione, seguita dall’intrattenimento musicale che accompagna la serata e dà il via al clima di festa.

Il sabato 24 gennaio è la giornata che unisce gusto e approfondimento. Dalla tarda mattinata, in piazza della Chiesa, la Pro Loco apre lo stand con le proprie specialità, tra cui le Uova in drago, fritture e piatti che affiancano il salam d’patata. A mezzogiorno, al Caffè Osteria della Piazza, spazio a uno dei grandi classici della cucina locale: polenta e spezzatino, piatto che richiama una ritualità familiare e conviviale.

Il pomeriggio cambia ritmo e linguaggio. Alle 16, a Piriuso ad Olivetti, si tiene il convegno “Coltivare il futuro in Canavese”, dedicato a ricerca, tecnologia e strategie per affrontare il cambiamento climatico e la presenza di insetti alieni in orticoltura e viticoltura. Un momento di riflessione che inserisce la sagra in una dimensione più ampia, legando la tradizione agricola alle sfide contemporanee.

La sera, alle 20, si torna al Palasagra per uno degli appuntamenti più attesi: la “Sen-a dal purcat”, la cena secondo tradizione che celebra la lavorazione del maiale e la cucina senza sprechi. Il menù è ricco e dichiaratamente identitario: salam d’patata, salame buono, salame di testa con tigelle montanare arrivate da Zocca, frittata con cipolle, cotechino con patate, cinghiale in spezzatino con polenta, ossa con insalata di cavolo, frutta, dolce, vino, acqua e caffè. Una sequenza che racconta una cultura gastronomica fatta di stagioni, rituali e saperi tramandati. Anche qui, la serata prosegue con musica dal vivo, a sottolineare il carattere festoso dell’evento.

La domenica 25 gennaio è il giorno che più di ogni altro restituisce il senso profondo della sagra. Il titolo scelto parla da solo: “Del maiale non si butta via niente”. Per tutta la giornata prende vita la filiera figurata della lavorazione del maiale, una rappresentazione che unisce dimostrazione, racconto e memoria collettiva. Intorno, il paese si trasforma in un grande spazio diffuso di eventi.

Le osterie dei cantoni Castello, Crearo, Maletto e Villa propongono piatti della tradizione, mentre la Pro Loco continua a cucinare allo stand. Al Palasagra va in scena il Disnà dla Duminica, il pranzo della domenica con menù degustazione, mentre da Zocca arrivano ancora le tigelle montanare con salumi. Dalle 9 alle 18, il centro del paese ospita una mostra mercato di prodotti tipici, accompagnata dalla musica itinerante della Curva Street Band.

Accanto al cibo, spazio ai laboratori e alle dimostrazioni: dall’impagliatura delle sedie ai banchi di beneficenza, dai laboratori di spada e costume alle visite guidate. Non mancano le camminate con guida ambientale, le degustazioni di vini del territorio, le visite a laboratori artistici e il battesimo della sella per i più piccoli. Un programma fitto che trasforma la sagra in una festa di paese a tutto tondo, capace di coinvolgere famiglie, appassionati, curiosi e visitatori da fuori.

La Sagra del Salam d’Patata continua così a essere molto più di un evento gastronomico. È un racconto collettivo che passa dal piatto alla piazza, dalla memoria al futuro, tenendo insieme cucina, agricoltura, cultura e socialità. E a Settimo Rottaro, anche nel pieno dell’inverno, diventa il modo più diretto per sentirsi comunità.

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