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Ivrea, conferenza sul diritto internazionale e il conflitto israelo-palestinese

Il 17 marzo a Officina H l’avvocato Gianluca Vitale ospite del Presidio per la Pace: al centro il caso della Sumud Flotilla, le accuse di violazioni del diritto internazionale e l’esposto alla Corte penale internazionale

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Un confronto pubblico sui profili giuridici del conflitto in Medio Oriente e sulle responsabilità della comunità internazionale. È questo il tema al centro della conferenza-dibattito intitolata “Le leggi internazionali contro la pirateria di Israele e il genocidio del popolo palestinese”, in programma martedì 17 marzo alle 20.30 nell’Aula Magna Infermieristica di Officina H a Ivrea.

L’iniziativa è promossa dal Presidio per la Pace di Ivrea, che invita cittadinanza e organi di informazione a partecipare all’incontro, dedicato all’analisi delle norme del diritto internazionale e alle recenti vicende legate alla guerra nella Striscia di Gaza.

Relatore principale della serata sarà l’avvocato Gianluca Vitale, esponente dell’associazione Giuristi e Avvocati per la Palestina (GAP), organizzazione impegnata nella denuncia delle violazioni del diritto internazionale nel contesto del conflitto israelo-palestinese.

Durante l’incontro verranno analizzate alcune delle più recenti azioni militari e diplomatiche nell’area, con particolare attenzione all’episodio della Sumud Flotilla, la flotta di imbarcazioni cariche di aiuti umanitari diretti a Gaza. Secondo quanto sostenuto dall’associazione GAP, l’intercettazione della flottiglia in acque internazionali costituirebbe un “atto di pirateria” e una violazione delle norme marittime internazionali.

«Se c’è un’attività di collaborazione sostanziale con le autorità israeliane che commettono crimini, significa che le autorità italiane stanno concorrendo nel reato che viene commesso», ha dichiarato l’avvocato Vitale, sollevando interrogativi sulle possibili responsabilità politiche e giuridiche anche a livello nazionale.

La serata sarà inoltre occasione per approfondire la denuncia presentata dai GAP al Procuratore generale della Corte penale internazionale, un esposto che – secondo quanto riferito dall’associazione – coinvolgerebbe le più alte cariche del governo italiano e i vertici dell’industria bellica, ipotizzando profili di responsabilità legati alla gestione del conflitto e al supporto logistico o commerciale alle operazioni militari.

L’appuntamento eporediese si inserisce in un’iniziativa più ampia promossa dai Giuristi e Avvocati per la Palestina: la denuncia ha già raccolto il sostegno di oltre 41 mila cittadini e più di cinquanta personalità della cultura e della politica, tra cui Moni Ovadia, Tomaso Montanari, Alessandro Di Battista, Luigi de Magistris e Laura Morante.

Secondo gli organizzatori, l’incontro rappresenta «un’occasione di approfondimento giuridico e civile» per discutere di diritti umani, diritto internazionale e ruolo dell’Italia nello scenario geopolitico attuale.

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