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Musica
09 Marzo 2026 - 00:02
Lorenzo Fantinuoli
Dettagli evento
Data di inizio 21.03.2026 - 00:00
Data di fine 21.03.2026 - 00:00
Località
Tipologia
Il 21 marzo, alle 21,15, presso la chiesa di Santa Croce, in piazza San Pietro in Vincoli, a Settimo Torinese (To), prenderà il via la XXXI stagione di Antiqua, la stagione di musica antica che tocca punti d’eccellenza del territorio piemontese e ligure. Il titolo dell’edizione 2026 sarà: “Dove il tempo si fa musica e la memoria diventa emozione”.
La partenza da Settimo Tse, con il concerto dell’Accademia del Ricercare dedicato a Giuseppe Torelli (1658-1709)dal titolo “La Nascita del Concerto solista”, riconferma una collaborazione con il Comune che negli anni si è sempre più consolidata.
Il notevole successo di pubblico e di critica avuto negli anni precedenti, oltre all’impegno dell’Amministrazione Comunale unito ad un sostanziale sostegno della fondazione ECM e ai contributi di Regione Piemonte Fondazione CRT e del Ministero dei Beni Culturali, permettono di continuare questa positiva esperienza con la produzione di concerti di musica classica di altissimo livello culturale dove si esibiranno alcuni tra i migliori artisti del panorama musicale europeo.
Antiqua 2026 rinnova il suo impegno nella valorizzazione del grande repertorio medievale, rinascimentale e barocco con una rassegna che si distingue per rigore filologico, profondità interpretativa ed eccellenza artistica.
Promossa dall’Accademia del Ricercare, la stagione si configura come un percorso musicale di alto profilo, capace di coniugare ricerca storica e viva emozione sonora.
Protagonisti della rassegna saranno artisti di fama internazionale, interpreti che calcano i palcoscenici dei più prestigiosi festival europei e che portano con sé un’esperienza maturata nei principali centri della musica antica.
Ensemble specializzati e solisti di riconosciuta autorevolezza offriranno al pubblico esecuzioni filologicamente consapevoli, animate da passione, virtuosismo e profonda sensibilità stilistica.
Antiqua 2026 non è soltanto una stagione concertistica, ma un laboratorio di cultura: un luogo d’incontro tra tradizione e contemporaneità, tra studio e interpretazione, tra memoria e presente.
Ogni concerto sarà un viaggio nel tempo, capace di restituire al pubblico la straordinaria ricchezza espressiva di secoli di musica.
Con Antiqua 2026, l’Accademia del Ricercare conferma la propria missione: custodire, approfondire e trasmettere il patrimonio della musica antica, trasformando ogni appuntamento in un’esperienza di ascolto intensa e autentica.
Dal 24 al 30 luglio la rassegna ospiterà al suo interno, come sempre, il Corso Internazionale di Musica Antica, che si terrà anche quest’anno a Casalborgone (To), aperto a giovani talenti di tutto il mondo.
Ingresso gratuito. Per informazioni o prenotazioni scrivere a segreteria@accademiadelricercare.com o accademiadelricercare@gmail.com oppure consultare il sito web https://accademiadelricercare.com/


Claudia Ferrero

Federico Bagnasco

21 Marzo – Settimo T.se, Chiesa di Santa Croce – ore 21,15
La Nascita del Concerto solista
Concerto in Re Maggiore
allegro, adagio/presto/adagio, allegro
Sinfonia in la Maggiore Op.8 No.3
Per archi e b.c.
presto, adagio, allegro, largo, allegro
Sonata in Re Maggiore - G1
Per tromba archi e b.c.
andante, allegro, grave, allegro
Concerto in re minore
Per archi e b.c. Op-6 n.10
adagio, allegro, largo, presto
Sonata in Re Maggiore (G.7)
per tromba, archi e b.c.
grave, grave, allegro. Grave/allegro
Enrico negro – tromba
Yayoi Masuda, Efix Puleo, Artem Dzeganovskyi
Mauro Massa, Paola Nervi, Linda Przybiernov – violini
Elena Saccomandi. Alessandro Curtoni – viole
Lorenzo Fantinuoli– violoncello
Federico Bagnasco - violone
Laura La Vecchia - tiorba
Claudia Ferrero – clavicembalo
Il genere del concerto strumentale, caratterizzato dalla contrapposizione tra uno strumento solista o un gruppo di strumenti (detto concertino) e il resto della massa orchestrale, si sviluppò nella seconda metà del Seicento ed è stata una delle più importanti e storicamente rilevanti conquiste del Barocco strumentale italiano. A una relativa standardizzazione dell’organico orchestrale, costituito in porzione maggioritaria se non esclusiva da strumenti ad arco, faceva da contraltare la grande varietà di strumenti cui erano affidati i ruoli solistici. La scelta di affidare questi ruoli a certi strumenti piuttosto che ad altri aveva in alcuni casi delle ragioni legate a circostanze contingenti, quali, per esempio, la presenza in un dato tempo e luogo di un virtuoso di un dato strumento, o anche a tradizioni locali.
È questo il caso di Bologna, città nella quale fiorì un repertorio di composizioni per una o più trombe e strumenti ad arco: l’iniziatore di questa tradizione fu Maurizio Cazzati (Luzzara, 1616 — Mantova, 1678), maestro di cappella presso la Basilica di San Petronio dal 1657 al 1671, che destinò a questa compagine diverse composizioni che poi confluirono nella raccolta, data alle stampe nel 1665, di Sonate à due, tre, quattro e cinque, con alcune per Tromba. L’introduzione della tromba nel nascente genere sonatistico e concertistico da una parte ampliò le risorse timbriche a disposizione dei compositori e dall’altra permise loro di arricchire le composizioni con una copiosa gamma di affetti inediti (eroici, guerreschi, imperiosi, etc.). Questa tradizione fu portata avanti dai successori di Cazzati: Domenico Gabrielli, Giuseppe Maria Jacchini, Andrea Grossi e, soprattutto, Giuseppe Torelli, al quale si deve peraltro il merito di aver condotto il genere del concerto strumentale a un primo culmine del suo sviluppo insieme ad altre figure cardinali quali quelle di Arcangelo Corelli e Tomaso Albinoni. Con costoro, si delinearono con chiarezza le dinamiche di contrapposizione tra soli e tutti, essendo accordato ai primi un ruolo improntato al virtuosismo o all’espansione melodica e ai secondi il compito di imbastire solidamente il discorso musicale e di sostenere i solisti.
I concerti per tromba di Torelli (Verona, 1658 — Bologna 1709) risalgono al primo soggiorno bolognese del compositore, avvenuto tra il 1684 e il 1696; egli, dopo una permanenza ad Ansbach e a Vienna dovuta allo scioglimento per gravi problemi finanziari della cappella di San Petronio, ritornò nuovamente a Bologna, rimanendovi fino alla morte. Le composizioni per tromba di Torelli ci sono giunte tutte manoscritte perché non furono concepite a scopo di pubblicazione ma piuttosto come decorazione sonora delle liturgie che si celebravano presso San Petronio; esse furono scritte per un eccellente virtuoso dello strumento, Giovanni Pellegrino Brandi, attivo presso la Basilica tra il 1679 e il 1799 e destinatario di un grande numero di composizioni di musicisti bolognesi. In totale, la produzione di Torelli conta più di trenta composizioni per una, due o quattro trombe e archi (con l’occasionale aggiunta di altri strumenti di ripieno) e denominate indifferentemente sonate, sinfonie e concerti, secondo una confusione terminologica tipica di un genere che stava in quegli anni fiorendo. Sono prevalenti le composizioni per tromba sola, in cui la scrittura è improntata alle già descritte dinamiche tra il solista e il resto dell’orchestra, mentre le composizioni con due o più trombe sono caratterizzate da una scrittura antifonale per gruppi strumentali contrapposti.
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