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La Memoria come argine all’odio: gli studenti del Gramsci chiamano Ivrea a riflettere

Al Rifugio antiaereo l’iniziativa per la Giornata della Memoria: dalla Shoah alle tragedie di oggi, un invito a meditare sulla sofferenza umana e a dire no a ogni nazionalismo fanatico e a ogni forma di pulizia etnica

La Memoria come argine all’odio: gli studenti del Gramsci chiamano Ivrea a riflettere

La Memoria come argine all’odio: gli studenti del Gramsci chiamano Ivrea a riflettere

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La memoria come responsabilità del presente. Non solo un esercizio di ricordo, ma un atto civile, politico e umano. È questo il cuore dell’iniziativa promossa dal Liceo Gramsci di Ivrea, che in occasione della Giornata della Memoriainvita la cittadinanza a partecipare a un evento ideato e realizzato dagli studenti del Laboratorio di Scienze Umane.

L’appuntamento è per martedì 27 gennaio 2026, al Rifugio antiaereo di Ivrea, un luogo simbolico che richiama direttamente la paura, la protezione, la guerra e la vulnerabilità dell’essere umano. L’evento, intitolato “Meditate, che questo è stato”, prende ispirazione dalle parole di Primo Levi e propone una riflessione che attraversa il tempo e le tragedie della storia, mettendo a confronto immagini e vissuti che parlano di sofferenza, persecuzione e disumanizzazione.

Al centro dell’iniziativa c’è la Shoah, tragedia fondativa della memoria europea, ma lo sguardo degli studenti non si ferma al passato. Come spiega il professor Davide Bombino, docente del liceo, l’obiettivo non è creare parallelismi impropri né tantomeno assimilare eventi storici diversi, ma stimolare una riflessione profonda sulla sofferenza umana che attraversa le epoche, ieri come oggi. La memoria della Shoah diventa così uno strumento per interrogare il presente, per comprendere come l’odio, il nazionalismo fanatico e ogni forma di pulizia etnica continuino a produrre dolore, morte e distruzione.

Nella locandina dell’evento, accanto alle immagini storiche del Ghetto di Varsavia, compaiono fotografie provenienti da Gaza City. Una scelta forte, che invita a meditare sul destino delle vittime civili, dei bambini, delle popolazioni intrappolate nei conflitti, senza confondere i piani storici ma senza nemmeno voltarsi dall’altra parte. Ricordare, sottolineano studenti e docenti, serve a evitare che tragedie simili si ripetano, ovunque esse accadano.

L’iniziativa è aperta alla cittadinanza, con ingressi previsti alle 20.30 e alle 21.30. Per motivi organizzativi è consigliata la prenotazione telefonica. A sostenere l’evento anche realtà del territorio come ANPI – sezione di Ivrea e Basso Canavesee Spazio Comunitario, a conferma di un lavoro di rete che mette insieme scuola, associazioni e comunità locale.

Un’iniziativa che dimostra come la scuola possa essere non solo luogo di formazione, ma spazio vivo di coscienza critica. E come la memoria, se affidata alle nuove generazioni, possa ancora essere una bussola per orientarsi in un presente fragile, complesso e segnato da conflitti che interrogano tutti.

asp

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