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Dalla Brigata Savoia alla maglia granata del Toro!

Dalla Brigata Savoia alla maglia granata del Toro!
Il Reggimento “Savoia Cavalleria” è uno dei più antichi e gloriosi della cavalleria dell’Esercito Italiano ed attualmente è inquadrato nella Brigata paracadutisti “Folgore”. Le sue origini risalgono alla fine del Seicento, quando avviene la trasformazione delle Gens d’Armes, formazioni di cavalleria pesante legate da rapporti feduali, milizie private dal feudatario. Nel 1692 viene discolta la Brigata di Gens d’Armes del Piemonte vennero costituiti due diversi Reggimenti, uno dei quali venne in un primo momento denominato Mombrison e poi None, dal nome dei comandanti. Nel medesimo anno assunse la denominazione di “Savoia Cavalleria”, dalla regione dove venivano reclutati i cavalieri. Durante l’assedio di Torino da parte degli ispano-francesi, durato ben cinque mesi, maggio – settembre 1706. Durante la battaglia la battaglia per liberare Torino un portaordini di Savoia Cavalleria, incaricato di recare informazioni sull’esito vittorioso dello scontro, pur gravemente ferito alla gola da un drappello avversario, riuscì a raggiungere Vittorio Amedeo dandogli la notizia prima di spirare. L’esclamazione del duca “Savoye, bonnes nouvelles” divenne da allora il nuovo motto del reggimento, così come si vuole che il filetto rosso che borda il bavero nero dello stesso reggimento, o per talune epoche, come l’attuale cravatta rossa, non sia altro che il simbolo del sangue che ha arrossato il colletto dell’ignoto portaordine. Perché questa storia con la maglia del Toro? Al giorno d’oggi tutti, tifosi e non, sono abituati ad associare al Torino la maglia granata. Alla sua nascita il 3 dicembre 1906 la prima divisa di gioco del Torino fu una casacca a righe verticali arancio e nere che si rifaceva a quelle in precedenza usate dalle due società considerate “progenitrici” storiche del neonato club, il Torinese e l’Internazionale Torino con presidente onorario del club Amedeo d’Aosta Duca degli Abruzzi. Con il passare del tempo, però, le strisce arancioni cominciarono a scolorirsi diventando, di fatto, gialle, tonalità poco amata dal duca, perché l’abbinamento con il nero gli ricordava i colori tipici degli imperatori Asburgo. Per questo motivo, l’aristocratico piemontese chiese che fosse cambiata la colorazione della squadra. Dopo numerose proposte, finalmente fu avanzata l’ipotesi di adottare il colore granata, e quest’idea fu subito accettata, perché si trattava di un colore legato sia a Casa Savoia che alla città di Torino. Infatti i soldati della gloriosa brigata Savoia indossavano proprio dei fazzoletti granata per ricordare il sacrificio del loro portaordini. E così anche il duca degli Abruzzi fu entusiasta di questa tonalità che, da quel momento, sarebbe diventata il colore sociale della squadra. Da allora, infatti, il Toro cominciò a giocare le partite casalinghe con maglia granata, pantaloncini bianchi e calzettoni granata, divisa che ancora indossa Una squadra che ha sempre appassionato i sostenitori o semplici sportivi per carattere e spirito combattivo!
Favria, 3.12.2019 Giorgio Cortese

Ogni anno il profumo del Natale è un’avvolgente essenza d’amore.

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