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14 Settembre 2020 - 21:39
Le voci che fino a pochi giorni fa circolavano per Borgaro, Cirié e Robassomero sono ora divenute realtà: la Polisportiva Uisp River Borgaro ha cessato da oggi, lunedì 14 settembre, ogni attività.
L’annuncio è arrivato tramite un comunicato diramato su Facebook nella tarda serata di domenica 13 settembre.
Nella nota, la River Borgaro parla di «grave carenza di liquidità determinata dalla chiusura di tutti gli impianti durante il periodo di lockdown da marzo a giugno 2020 e, per alcuni, da marzo fino a oggi. La situazione economica e finanziaria nella quale la Polisportiva è venuta a trovarsi, per le ricadute negative della pandemia nella gestione degli impianti, non consente la normale ripresa dell’attività”.
E ancora: «Le nostre richieste di nuovi mutui avanzate al sistema bancario non hanno avuto esito positivo. Abbiamo solamente ricevuto tre piccoli contributi a fondo perduto da 4mila euro dalla Regione, di 800 euro dal Ministero dello Sport e di 4.652 euro dall’Agenzia delle Entrate. Per il volume che muovono gli impianti e la nostra associazione, queste cifre non hanno modificato la gravissima mancanza di liquidità. Per questo motivo, il direttivo ha deciso nella verifica di tutte le possibilità di uscita dalle attuali difficoltà, sempre nel doveroso rispetto della legge in materia di crisi aziendale. Questa verifica si dovrà completare entro il 5 di ottobre, con l’ausilio e la consulenza di esperti in materia».
La nota si conclude con la specifica che gli impianti saranno “chiusi a tempo indeterminato”.
Non si è fatta attendere la replica del sindaco di Borgaro, Claudio Gambino: “Prendiamo atto della scorrettezza, dell’incapacità e della superficialità del direttivo della River e della Presidente, che ha reso nota la situazione economica e la chiusura della piscina e del palazzetto, due strutture sportive cruciali per la pratica dello sport nella nostra Città, attraverso uno scarno comunicato su Facebook nella serata di domenica. Una situazione così complessa avrebbe richiesto un atteggiamento differente da delle persone che negli ultimi 10 anni avevano ricevuto la fiducia da parte dei Comuni interessati e di centinaia di famiglie e atleti. Ovviamente il nostro obiettivo è quello di riaprire le strutture prima possibile, seppur saranno necessari i tempi tecnici per la rescissione dei contratti e soprattutto per attivare le procedure legali necessarie a tutelare gli interessi del Comune, richiamando la River e il suo direttivo alle proprie responsabilità nelle sedi giudiziarie opportune”.
La River fino a poche settimane fa gestiva anche la piscina di Leini, ma l’Amministrazione Comunale ha rescisso il contratto proprio per questione di debiti (circa 400mila euro).
La piscina di Ciriè
Anche il sindaco Loredana Devietti ha diramato un comunicato dopo la diffusione della notizia da parte dell’associazione. «Purtroppo la situazione della River Borgaro si è evoluta in modo negativo - dice -. Eravamo stati informati delle loro difficoltà già a inizio estate: confidavamo in un diverso esito e nella possibilità da parte dell’associazione di ottenere i finanziamenti che avrebbero permesso loro di superare questa fase emergenziale, ma purtroppo questo non è avvenuto. Ci tengo però a rassicurare gli atleti le famiglie: da alcune settimane stiamo valutando soluzioni che ci consentano di riaprire comunque la piscina, ripristinando così un servizio molto richiesto dai nostri cittadini. Le attività procedono, anche in sinergia con gli altri Comuni presso i quali la River Borgaro gestisce impianti sportivi in concessione: confidiamo di poter dare presto risposte ai tanti utenti della nostra struttura, compatibilmente con gli inevitabili passaggi formali che adesso ci troviamo ad affrontare». Non è ben chiaro a quanto ammonterebbe il debito della River nei confronti del Comune di Ciriè. A precisa domanda, il sindaco non risponde.
Sulla questione il consigliere del Centrodestra-Insieme per la Città, Davide D’Agostino, ha deciso di presentare un’interrogazione. «Il futuro della piscina di Cirié non è mai stato così incerto - commenta D’Agostino -. La speranza è che si riescano ad attivare le misure necessarie alla ripartenza da parte dei gestori ma, nel frattempo, è necessario capire come muoversi nel caso questa ipotesi non riesca ad attuarsi. I cittadini di Cirié non possono essere privati di un servizio così importante senza contare che su quella struttura pesano ancora mutui che al momento sono in capo ai gestori».
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