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16 Settembre 2019 - 21:10
Pier Vanni Mortarotti, fondatore dell' "Idrosanitaria" e "Nocciolino d'Oro 2019"
Fondatore dell’“Idrosanitaria”, imprenditore di successo, “Cavaliere della Repubblica Italiana”, Abbà e molto altro ancora… a Chivasso è impossibile non conoscere. Pier Giovanni Mortarotti, per tutti Pier Vanni, un vero simbolo della nostra città. A riconoscimento del suo valore nel fine settimana verrà insignito del titolo di “Nocciolino d’Oro 2019”: un attestato di cui lui è molto fiero.
Ma chi è l’uomo Pier Vanni? E qual è la sua storia? Lo abbiamo incontrato per farci raccontare tutto dalla sua viva voce.
“Nasco a Casale Monferrato il 27 novembre 1937, ma ho vissuto a Cerrina Monferrato- inizia a dirci -. Ho ancora qualche sprazzo di ricordi della Guerra, che mi porto dietro da tutta la vita. Sono andato in collegio a studiare agraria, perché quello era il desiderio di mio padre; lui purtroppo è morto quando ero al terzo anno e così ho dovuto interrompere gli studi per poi riprenderli successivamente - aggiunge -. Quando avevo 17 anni mio zio mi ha chiesto se mi andava di vendere apparecchi sanitari a Torino, ho accettato e l’ho fatto per 9 anni, ma una volta morto mio zio ho deciso di spostarmi a Chivasso, anche per avvicinarmi a Cerrina Monferrato, e nel 1963 ho fondato la mia azienda, l’ ‘Idrosanitaria’ ”.
Pier Vanni era abituato a vendere questa tipologia di prodotti e l’avere la conoscenza piena del mestiere lo ha reso sicuro di ciò che faceva, anche se la responsabilità era salita alle stelle aprendo un’attività in proprio con, anche, i fornitori da pagare. Per i primi 5 anni la ditta è stata dove oggi c’è la “Farmacia Amione”, ma successivamente si è stabilita nell’attuale sede di Stradale Torino 127.
“Dopo 6 mesi dall’apertura dell’azienda ho assunto il primo dipendente e mano a mano siamo cresciuti. Oggi fra la sede di Chivasso e la filiale di Torino abbiamo 26 dipendenti. A volte mi fermo a pensare e mi chiedo come ho fatto a creare tutto questo - racconta sorridendo -. Ho fatto studiare i miei figli e inizialmente non avrei voluto che seguissero le mie orme, perché questo è un lavoro duro dove bisogna darci dentro ‘come delle bestie’, ma poi parlandone con mia moglie Anna Maria ho cambiato opinione, perché se lo avessero voluto davvero sarebbe stato giusto che entrassero in azienda. Entrambi, sia Gian Luca che Sabrina, hanno deciso di farlo e da allora abbiamo lavorato fianco a fianco. Devo confessare però, che oggi, coi tempi che corrono, gli metterei il veto assoluto di farlo. Una volta almeno si lavorava tanto ma si guadagnava, mentre oggi non è più così” afferma Mortarotti.
Una vita dedita al lavoro, la sua: oltre all’ “Idrosanitaria” ha anche avuto una ditta ad Asti per 30 anni. Un uomo davvero tutto d’un pezzo. Ma anche un marito e un padre amorevole. “Oggi ho allentato un po’ le briglie, ma fino a quando me la sentirò continuerò ad andare in azienda per aiutare Gian Luca e Sabrina. Mi piace molto fare il nonno e dedicarmi ai miei nipoti… i miei figli, lavorando parecchio, me li sono potuti godere molto poco e almeno coi i nipoti voglio che sia diverso” confessa.
Ma Pier Vanni Mortarotti è noto anche per essere stato insignito del titolo di “Cavaliere della Repubblica Italiana”, cosa di cui è fierissimo. Così come del riconoscimento che gli verrà conferito nel prossimo fine settimana: “Ricevere il Nocciolino d’Oro dall’Ascom è stata una sorpresa, non me lo aspettavo” racconta.
Tanti si ricorderanno di lui anche come “Abbà” del 1990, perché Pier Vanni fra le tante cose è stato anche protagonista del nostro Carnevale. E’ membro da trent’anni della “Confraternita del Sambajon e Dij Noaset”, fa parte dell’associazione “S.A.R.T.O”, è impegnato nel consiglio di amministrazione dell’ “Asilo Carletti” ed è presidente onorario della “Società Filarmonica Giuseppe Verdi”.
Fra le sue passioni i viaggi, gli oggetti antichi, il Motomondiale e la Formula Uno.
Una vita piena, ricca di traguardi raggiunti, successi e soddisfazioni. Un grande uomo, in gamba, gentile ed educato, un vero “signore” da prendere come esempio. “Sono soddisfatto della mia vita e di ciò che ho fatto, ma più di tutto lo sono per la salute che mi ha costantemente ‘sorriso’ permettendomi di realizzare tutto ciò che ho realizzato e di girare il mondo. Spero che quella continui ad esserci. Una soddisfazione grandissima della mia vita è di avere una bella famiglia, tanti amici e tanti conoscenti e di aver costruito dei bei legami con le persone” ci dice in conclusione prima di salutarci.
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