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06 Marzo 2021 - 12:00
Paola Gallinatto
Paola Gallinatto è una chivassese doc, un’artista raffinata che dipinge e scolpisce e che sta per farci entrare nel suo mondo, raccontandoci la sua storia.
Ci dice di essere stata un vero e proprio maschiaccio da piccola, all’incirca fino ai 15/16 anni. Giocava a pallone e ai loro giochi con gli amici che abitavano nella sua via. Da sempre dotata di una spiccata sensibilità verso il colore… il suo primo maestro di pittura è stato il nonno; lui dipingeva per hobby, era un insegnante delle scuole elementari, ma molto dotato. “Mi ha un po’ fatto da baby sitter mentre i miei genitori lavoravano. Essendo in pensione passava molto tempo con me e disegnavamo. Diciamo che sono ‘nata nel colore’. A dodici anni circa, negli anni ‘80, ho poi iniziato a frequentare l’associazione Pittori di via Platis e lì ho imparato degli aspetti più tecnici del disegno e della pittura” racconta.
A Paola sarebbe piaciuto frequentare il liceo artistico, avrebbe voluto dipingere, ma i suoi non erano d’accordo, inoltre la scuola c’era solo a Torino ai tempi, e così si iscrisse alle Magistrali. “Mi sono diplomata e sono stata una brava studentessa… alla fine tutto serve e le basi di psicologia e pedagogia mi sono servite anche nel mio lavoro - spiega -. Dopo il diploma ho appreso le prime nozioni di pittura su porcellana dalla professoressa Renata Costa Fabiani; l’amore per l’arte era ancora lì, immutato. Come insegnante a scuola ho fatto solo due giorni di supplenza e sono bastati a farmi capire che non ero tagliata per insegnare ai bambini. La pazienza c’era ma non avevo la giusta ‘vocazione’. Se faccio una cosa voglio farla al 100% e lì non avrei potuto dare il meglio di me”. Nel 1989 i suoi genitori diedero a Paola la possibilità di mettersi alla prova aprendo il suo laboratorio, consapevoli che vivere d’arte è dura e, forse, anche un po’ convinti che la figlia se ne sarebbe resa conto cambiando presto idea. Paola Gallinatto ha iniziato ad affrontare questa sfida piena di buona volontà e il suo negozio, oggi, dopo 32 anni, è ancora vivo e attivo: stiamo parlando de “L’Esclusivo” di corso Galileo Ferraris 34. “Ho scelto di chiamarlo così perché ogni pezzo sarebbe dovuto essere unico, sia se nato da me che dalla richiesta di un cliente. E ancora oggi è così - ci spiega -. Quando ho aperto la mia attività avevo solo 23 anni ed è stata dura conquistare la fiducia di una clientela adulta, consigliarla e quant’altro. Il mio lavoro spazia dalla pittura sulla ceramica e su oggetti vari come vasi e lampade ad esempio, sugli arredi di bagni e cucine intesi come piastrelle e rivestimenti… in pratica mi occupo di decorare e rendere tutto più bello, più artistico. Scolpisco anche la ceramica, modellandola e ho iniziato a farlo per caso… trovandomi al momento giusto nel posto giusto. Ero ad una fiera e un cliente mi chiese se scolpivo oltre a dipingere; gli risposi di no e mi disse che secondo lui avrei potuto farlo. Questa frase mi ha stuzzicata e mi ha stimolata a chiedere alla mia, capitatami per caso, vicina di stand di insegnarmi, dato che lei faceva quello… e così ho imparato. Ora sto iniziando a tornire e studio per cercare di far avere al classico vaso una torsione diversa e che lo renda unico e diverso - spiega ancora -. Inoltre faccio anche corsi di pittura e scultura per chi ha il piacere di imparare; la scuola è una parte importante della mia attività, in particolare a livello di scambio di idee perché insegno e a mia volta imparo dai miei allievi… tutti abbiamo qualcosa da insegnare”. Paola ama il contatto con il pubblico e fin da piccola giocava a “vendere” nel negozio di elettricità e elettrodomestici dei genitori. Per me avere a che fare con le persone è fondamentale e la chiusura a causa del Covid mi è pesata molto anche sotto questo aspetto. “Per esprimere la mia arte prendo ispirazione da ciò che mi circonda, dalle persone, dalla natura che amo in ogni suo genere: boschi, montagna, l’aria aperta in generale… è fondamentale ciò che ho attorno” afferma.
Paola Gallinatto nel 2009 è stata dichiarata “Eccellenza Artigiana” per la decorazione dalla Regione Piemonte e lei un’ eccellenza lo è davvero in campo artistico. Partecipa, inoltre, a molti concorsi internazionali, per lo più di decorazione e ne è molto orgogliosa. In questo periodo di Covid le manca tantissimo il ‘respirare’ in ambienti che pullulano di creativi dello stesso genere. Lei si definisce una persona curiosa in campo artistico e lo stimolo del confronto con gli altri è un qualcosa di unico. “Spesso i concorsi a cui partecipo sono a tema e io sono sempre presente all’interno del tema… a volte in modo volontario, altre in maniera involontaria, sottopelle. Non mi limito a dipingere il classico ‘fiorellino’, nelle mie opere ci sono sempre una simbologia ed un significato dietro, casualmente o volutamente che sia. Ho girato tanto per i concorsi: in Italia, a Miami, a Lione, in un sacco di posti” racconta.
Per Paola l’arte non è improvvisazione, è avere delle buone basi per sapere di cosa si sta parlando… l’improvvisazione viene poi dopo, dalla propria sensibilità verso il colore e la forma. Si parti dalle conoscenze per poi arrivare al proprio stile e alla propria tecnica.
“Sono soddisfatta della mia vita: di essere la mamma di Federico e di essere riuscita a fare, nella vita, ciò che desideravo. Ho superato tanti ostacoli ma ce l’ho fatta e spero di riuscire ad andare avanti ancora parecchio tempo, continuando a sognare e a vendere sogni - dichiara felice -. Ai giovani che vogliono fare arte dico di provarci. E’ dura, ma se vuoi puoi riuscirci. E’ una nicchia risicata quella degli artisti, ma provateci se questo è il vostro sogno”.
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