E’ stato il giorno più lungo, oggi, per
Rosanna Spatari. Alle 8,30 i carabinieri della stazione di
Chivasso si sono presentati dinnanzi al bar “disobbediente” per notificare l’ordinanza di sequestro dei locali disposta dal gip di Ivrea
Ombretta Vanini.
“
Locale sottoposto a sequestro preventivo” si legge ora sulla porta chiusa di un locale rimasto aperto nonostante le sanzioni, nonostante il lockdown, nonostante le zone rosse e arancioni. E adesso, proprio mentre tutti gli altri bar festeggiano la riapertura e la vita torna a scorrere per le strade, calano le luci sulla Torteria.
Rosy si è mostrata più combattiva che mai: “
La mia? E’ una battaglia per i diritti umani. Per i lavoratori. Per i bambini”.
Per l’intera mattinata ha continuato a snocciolare gli articoli della Costituzione che le garantirebbero di continuare a lavorare, di poter tenere aperto il suo locale, di organizzare dentro e fuori tutti gli aperitivi che vuole, di non mettersi la mascherina. Di fare quel che vuole, insomma.
Ma questa volta, nel braccio di ferro contro lo Stato,
Rosy ha avuto la peggio. L’imponente schieramento di forze dell’ordine ha permesso che l’ordinanza di sequestro venisse attuata. Non senza intoppi.
Mentre il fabbro stava cambiando la serratura,
Rosy ha chiesto di poter entrare e andare in bagno.
Dinnanzi al “No” delle forze dell’ordine cos’ha fatto
Rosanna Spatari? Si è accovacciata davanti ai poliziotti e l’ha fatta lì, in un’aiuola di piazza d’Armi, sotto gli occhi di tutti. “
Anche i bambini fanno la pipì, nei prati… – ha esclamato mentre indisturbata si tirava su gli slip –
E’ inutile che mi guardate così…”.
Un siparietto che si è ripetuto ben due volte. In tarda mattinata stessa scena e questa volta, ad accompagnare il gesto, è scoppiato anche l’applauso della piazza, dei sostenitori di
Rosy che, alla spicciolata sono arrivati per darle man forte. “
Ho segnato il territorio”, dirà più tardi
Rosanna a chi le chiedeva conto del gesto.
Tra di loro anche la vedova di un ispettore di polizia che si è detta “i
ndignata per l’atteggiamento supino delle forze dell’ordine”.
E mentre
Rosy continuava ad urlare tutta la sua indignazione tra invettive e lezioni di diritto, un pensionato, suo sostenitore, ha attaccato i giornalisti sferrando un calcio e una manata ad uno e riempiendo di minacce e insulti un altro.
Altri momenti di tensione si sono verificati quando è arrivato il carroattrezzi per portar via la sua auto, una Ford parcheggiata in piazza d’Armi, proprio dinnanzi al suo locale: “
Quel che sta facendo è illegittimo – ha urlato
Rosy al manovratore del mezzo -.
Si rifiuti di obbedire. Non sa quello che sta facendo. La denuncio!”. Pochi minuti dopo l’auto era diretta presso uno dei depositi giudiziari.
In mezzo alla folla di questa mattina si è percepito un grande vuoto. Quello delle istituzioni chivassesi. In molti si sono domandati dove fossero il sindaco
Claudio Castello, il suo vice, almeno un assessore. L’unico a far capolino tra la folla è stato
Giovanni Scinica, una comparsata di pochi secondi neppure degna di nota, a dirla tutta.
Quel che si registra di questa giornata è che alla fine, nel rimpallo di responsabilità tra sindaco e Prefetto, ad intervenire è stata la Procura di Ivrea guidata da
Giuseppe Ferrando.
La Procura di Ivrea, infatti, ha aperto un procedimento penale sulla Torteria, in seguito alla segnalazione delle “
ripetute e gravi violazioni delle norme anti Covid rilevate – ricorda la Prefettura di Torino in una nota –
e del mancato rispetto delle conseguenti sanzioni amministrative, tra cui la sospensione dell’attività, comminate all’esercente e ai clienti del locale”.
Comportamenti, che, infrangendo le norme per la prevenzione della diffusione del contagio, “
hanno comportato potenziali situazioni di rischio per la salute pubblica“.
“
Gli interventi sanzionatori di tali condotte, ora sottoposte al vaglio anche in sede penale, oltre ad assicurare il rispetto della legalità costituiscono un atto doveroso – prosegue la Prefettura –
anche nei confronti dell’atteggiamento in grandissima parte responsabile e rispettoso delle disposizioni tenuto dagli operatori del settore nel territorio di Torino a fronte dei disagi sopportati in conseguenza delle restrizioni adottate per il contenimento del contagio”.
A seguito dell’esecuzione del sequestro e della chiusura dell’attività, il locale sarà consegnato al custode giudiziario nominato dall’autorità giudiziaria.
Ma
Rosy, la “pasionaria” dell’aperitivo disobbediente, non si dà per vinta: “
Torneremo presto con altre forme di protesta. Qui alla Torteria”.