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28 Luglio 2020 - 11:41
La scorsa settimana l’intervista rilasciata al nostro giornale da Dionigi Bartoli ha fatto il pieno di like e di condivisioni nella versione digitale pubblicata sul social network facebook.
Da Paolo Recco all’inossidabile senatore Eugenio Bozzello, in molti hanno apprezzato e condiviso lo spirito dell’appello lanciato dallo storico ristoratore, già “Primo Console” del Carnevale 2018 di Castellamonte: “Basta con le faide politiche, la nostra città ha grandi possibilità! Mi piacerebbe che il 20 settembre si andasse a votare come se fosse il giorno della rinascita”, il senso delle parole di Bartoli.
E, da internet, è arrivata praticamente l’investitura: per il popolo del web Bartoli sarebbe il candidato sindaco ideale per Castellamonte.
Fantapolitica? Chissà. Staremo a vedere.
Intanto quella che è certa fin dal primo momento è la ripresentazione della candidatura a sindaco di Pasquale Mazza con una lista che sarà allo stesso tempo in continuità ed in discontinuità con quella che lo aveva sostenuto tre anni fa. In continuità perché i principi ispiratori di fondo restano gli stessi di allora; in discontinuità perché la sua composizione variegata, con persone provenienti da vari settori dello schieramento politico, si è dimostrata un fattore di grande fragilità. Va tuttavia sottolineato che non tutti i consiglieri hanno fatto delle differenze un cavallo di battaglia tant’è vero che quelli rimasti in maggioranza si sono mostrati compatti nel sostenere il sindaco e lo hanno fatto con motivazioni molto simili tra loro.
Non si sa ancora se si ricandideranno tutti e sei; certo è che la base dalla quale partire c’è, come accade in genere alle liste uscenti: anche se non siamo alla scadenza naturale del mandato, le elezioni si terranno ad appena tre mesi dalla fine dell’esperienza di governo ed idealmente è come se non ci fosse stata soluzione di continuità.
Meno definita è ovviamente la situazione nel campo delle ex-minoranze. Con questo sistema che assegna alle forze di opposizione un ruolo di secondo e forse terzo piano, in genere dopo cinque anni (che in questo caso siano tre fa poca differenza) tutti devono ricominciare il lavoro da capo. A Castellamonte la situazione si complica per la presenza dei fuoriusciti dalla maggioranza, che probabilmente confluiranno nella lista di centrodestra; per essere certi che l’accordo venga raggiunto occorrerà però attendere le prossime settimane. Il centrodestra sarà unito o la Lega, che nel Canavese è molto forte e che si era fatta subito sentire plaudendo al commissariamento, preferirà andare al voto da sola?
Sembra invece che non ci sarà un cammino comune con i 5 Stelle e con Paolo Recco: lo dice lui stesso, che non sa se si ricandiderà; lo dice Maddio tra le righe.
Sto “guardando dalla finestra il mercato delle vacche che è in corso - spiega Recco -. Noi per ora non facciamo niente di particolare. Decideremo se prendere parte alla competizione elettorale ed in questo caso lo faremo in trasparenza. Ad inizio agosto avremo probabilmente le idee più chiare e comunicheremo le nostre scelte”.
Cosa faranno poi gli altri attori della scena castellamontese? Su tutti pare che stia scalpitando anche l’ex assessore della Giunta Mascheroni, Nella Falletti, consigliera comunale di opposizione nell’ultima legislatura. Secondo i rumors, Falletti potrebbe presentarsi con una lista sua, così da frammentare ulteriormente il voto dei castellamontesi.
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