È il quarto segreto di Fatima o forse uno dei misteri di Caselle.
Zaccone era candidabile? Era eleggibile? Non si sa, l’ha detto chiaro e tondo il Sindaco, GiuseppeMarsaglia.
Alla domanda diretta: “Zaccone era candidabile?”, arrivata più volte dalla minoranza, non c’è stata risposta.
Parliamo di Mister Preferenza, l’uomo più votato di Caselle, 408 consensi personali, che si è dimesso poco prima dell’insediamento del nuovo parlamentino cittadino.
Ma non è tutto: i consiglieri proclamati dopo le elezioni del 12 giugno quanti sono? 16? 14? 12? La risposta è: dipende. A Caselle funziona così, il numero dei consiglieri eletti è a piacere e sui documenti si scrivono un po’ tutti i numeri, a caso. Sulla ruota di Caselle oggi c’è il numero.... 12, 14, 16...
C’è poi anche la preveggenza: quella della consigliera Cardasci, subentrante a Zaccone, il cui numero di protocollo, relativo all’accettazione dell’incarico, è precedente a quello delle dimissioni di Zaccone. È una candid camera? No, è il Consiglio di Caselle.
Insomma, il primo consiglio della “nuova”era Marsaglia è stato un caos senza fine, è successo di tutto: urla, strepiti, malori, c’era pure Cetto La Qualunque seduto tra i banchi della maggioranza.
A dirigere l’assemblea un Marsaglia timoroso che ha perso più tempo a gestire il suo capogruppo, Cetto La Qualunque, che a dire qualcosa di sensato durante tutta la durata dell’assemblea.
La seduta si è subito infuocata, fin dal primo punto (la convalida degli eletti), con i consiglieri di minoranza pronti ad attaccare.
“Ci sono degli eletti - spiega PaoloGremo, ex vicesindaco, oggi in minoranza - chenon compaiono nei documenti. C’era ineleggibilità?”.
Ma la stranezze non finiscono qui.
“Vedo - commenta - che la Cardascia (la prima non eletta che ha preso il posto di Zaccone, ndr) ha accettato al protocollo il ruolo di consigliere prima delle dimissioni di Zaccone, il protocollo è precedente. Lo statuto all’articolo 9 dice che nella seduta successiva alle elezioni si devono esaminare la condizioni degli eletti ed eventuali incompatibilità. Ci sono due iter differenti: qualcuno che si è candidato e si scopre incandidabile. Questa persona però non si dimette ma decade. Se la persona incandidabile ha preso un numero notevole di voti e con il gioco di preferenze ha fatto da traino ad altri i voti sono nulli. Non cambia maggioranza attuale ma i consiglieri si. Le schede dove c’è scritto il suo nome sono nulle. Se è un caso di incandidabilità coperto da dimissioni allora serve un’indagine più approfondita. Il signor Zaccone sapevamo tutti che non avrebbe fatto l’assessore. Molti di voi devono la presenza qui a Zaccone ma diteci se era candidabile o meno”.
Rincara la dose AndreaFontana di Caselle Futura.
“Mi interessa - chiarisce - sapere cosa è successo e cosa sta succedendo ancora. Ho letto che Zaccone si è dimesso per stress. Lo stress riguarda questioni giudiziarie? Lo stress riguardava solo una persona o tutte? La delibera, poi, è sbagliata, c’è emendamento in cui nomi spariscono. Nella delibera si legge che sono stati proclamati candidati eletti 14 consiglieri, mancano Zaccone e Turra. Devono essere riportati. C’è anche una incongruenza tra numeri di protocollo ma c’è un’ulteriore annotazione: Turra non ha accettato l’incarico entro un determinato termine l’altro consigliere invece non ha accettato molto successivamente”.
La seduta, poi, ha visto la presenza di un Baracco sugli scudi, mai visto quando era Sindaco.
“Mai avrei immaginato - commenta - di dover intervenire nel primo punto della seduta del primo consiglio. Ciò a cui stiamo assistendo è imbarazzante e preoccupante. Mi riferisco alle prime azioni banali dell’amministrazione. Il primo punto da trattare è la convalida di quanto emerso dalle urne. La convalida è importante perché tutto parte da qui, di solito, però, viene approvata in pochi secondi. A Caselle invece la maggioranza appena eletta sta trascinando il consiglio in una situazione imbarazzante. Questo non fa presagire un roseo futuro per la città. È difficile fare anche la ricostruzione: il 12 giugno ci sono state le elezioni, 13 giugno lo scrutinio, il 14 giugno la proclamazione degli eletti. Nei giorni successivi i consiglieri hanno firmato l’accettazione o la rinuncia. Il 22 giugno Zaccone fa un comunicato dove dice che farà solo il consigliere. Il 23 giugno però Zaccone si dimette, rinuncia all’incarico. Di qui partono una serie di commenti. Si dice che c’è distinzione tra tecnici e politica, lo dicevamo anche noi e ci accusavano”. Si arriva quindi alla prima seduta del parlamentino cittadino.
“Il 23 giugno - prosegue Baracco - viene convocato consiglio senza la surroga. Nei documenti, poi, Cardascia accetta prima che Zaccone rinunci, c’è stato un momento con 17 consiglieri. Il 27 giugno, però, arriva emendamento per la surroga. A questo punto mi chiedo se la convocazione del consiglio comunale sia nulla? Sono stati convocati anche consiglieri non approvati con surroga. Chiedo fino ad ora che venga interpellata la Prefettura per capire se tutto questo funziona”.
Si arriva, poi, ad uno dei punti più comici della seduta.
“Nel testo dell’emendamento - precisa Baracco - si legge l’elenco degli eletti dal verbale: non ci sono Zaccone e Turra, diventano 14 quindi gli eletti. La maggioranza ha generato un po’ di caos. Vi invito ad interrompere la seduta e riconvocarci. I componenti di questa maggioranza hanno passato mesi a denigrare la vecchia maggioranza, la verità è che c’è un circo disorganizzato e confusionario creato da chi governa oggi. Chiedo l’interruzione del Consiglio per fare verifiche del caso. Altrimenti chiederò di inviare tutto in Prefettura”.
E le risposte della maggioranza? Latitano.
“Siamo di fronte - prova a spiegare il Sindaco GiuseppeMarsaglia - ad un candidato eletto che ha dato le dimissioni. Questo abbiamo appreso”.
Confusi anche i chiarimenti della segretaria comunale, Diana Vernau.
“Per la Prefettura - spiega - la rinuncia e le dimissioni sono la stessa cosa. I numeri di protocollo? Farò le verifiche, forse gli atti sono stati presentati nello stesso giorno. Le Pec si protocollano automaticamente, può darsi si sia protocollato dopo il documento di Zaccone rispetto a quello della Cardasci, è l’unica spiegazione che mi do”.
A quel punto il consigliere di Progetto Caselle, EndrioMilano, non ci vede più.
“Segretaria - inforca - noi qui parliamo di altro, le motivazioni personali di chi si dimette saranno fatti suoi. Ho bisogno di sapere se il signor Zaccone era incandidabile? Se è così chiedo il riconteggio delle schede. Mi pare banale capire questa cosa. Non ci dovrebbero essere sti cazzo di “se”. La decadenza metterebbe a rischio le elezioni comunali e le responsabilità penali sono di tutta la maggioranza. Se non facciano la revoca è una furberia”.
Mette ancora più carne sul fuoco il consigliere Fontana.
“Io - racconta - ho parlato con Zaccone e lui dichiara che il Prefetto ha contattato il Comune per condizioni di ineleggibilità o incandidabilità. Ora pare che Zaccone nessuno lo conosca eppure ci avete passato anni insieme. Ci sono dubbi sul legittimità dell’esito elettorale, dubbi sui progetti e ci troviamo qui a parlare di cavilli legali, di reati, mi pare assurdo”.
La risposta del Sindaco, Marsaglia, però, anche in questo caso non arriva.
Il primo citadino butta la palla in tribuna.
“Nessuno di noi - precisa - sapeva se c’erano candidabili, nessuno può vedere il casellario giudiziario. Io di incandidabilità non so nulla. Ci sono enti che vigileranno su questo. Non lo so. Questi sono tecnicismi concordati dalla Prefettura. Cosa potrebbe cambiare in caso di incandidabilità di Zaccone? Niente, la maggioranza sempre di 11 sarebbe. Se ci saranno dei problemi di interpretazione nulla vieta di fare altre azioni ma non cambia la sostanza”.
“Il Presidente del Consiglio? È uno spreco di denaro pubblico”
Bagarre anche sull’elezione del Presidente del Consiglio Comunale. La persona scelta della maggioranza è stata l’ex assessore Giovanni Isabella. Le minoranza hanno sollevato alcune perplessità sull’istituzione di questa carica. “Mi pare - attacca LucaBaracco, esponente dell’opposizione - una scelta di carattere politico che non vorrei fosse mirata a dare qualche contentino a qualcuno della maggioranza. In un Comune come il nostro non è di particolare utilità il Presidente del Consiglio. Ogni singolo euro speso in tal modo è sprecato, serve per dare un contentino ai tanti gruppi di maggioranza. Chiedo il ritiro della delibera oppure che la carica venga rivestita a titolo gratuito”. Dello stesso avviso anche Paolo Gremo: “Metto in discussione l’opportunità di portare a termina questa nomina. Andiamo ad aumentare il costo della politica quando ci sono rincari per tutti. Siamo sotto i 15 mila abitanti, non mi pare ci sia questa necessità”. Critico anche Endrio Milano: “Gianni Isabella non ha quel qualcosa in più che serve per questo ruolo. Isabella è considerato da tutti un disastro”. La difesa è dunque toccata allo stesso Isabella. “Mi fa male - commenta - sentire dire che sia uno spreco di denaro. Evidentemente non valeva per il quinto assessore. Quando lei, Baracco, era Sindaco abbiamo modificato il regolamento per fare quinto assessore, assessori esterni e Presidente del Consiglio. Sulla questione del mio operato: non avevo solo la delega ai lavori pubblici ma sono stato caricato come un asino, avevo una decina di deleghe. Non è vero che non si è fatto niente, mediamente dai lavori pubblici uscivano 200 determine l’anno. Detto ciò non sono qui per soldi, posso anche rinunciare all’indennità”. La votazione siè chiusa con l’elezione di Isabella a Presidente del Consiglio e di Andrea Fontana, per l’opposizione , come vice.
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