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09 Maggio 2022 - 18:29
Ogni anno, ciascun cittadino spreca 31 kg di cibo. Nel 2020 lo spreco alimentare è diminuito, probabilmente a causa della pandemia, arrivando a uno spreco annuale di 27 kg di cibo per persona. Un dato che deve far riflettere. Per questo motivo, martedì 3 maggio, presso l’Oratorio San Vincenzo de Paoli, si è svolta “Parla come mangi”, serata di sensibilizzazione organizzata da Caritas, partendo da un’idea del progetto educativo Love Food, progetto che unisce sostenibilità ed educazione attraverso il recupero delle eccedenze alimentari.
La città di Settimo sta facendo la sua parte attraverso il Sostegno Alimentare Caritas, raccogliendo oltre 6000 kg di alimenti tra eccedenze e invenduti e restituendo alla collettività circa 2600 borse spesa di alimenti freschi e freschissimi.
Inoltre, da febbraio 2021, grazie al progetto Love Food, sono stati realizzati 1800 menù completi, preparati dagli studenti e dalle studentesse di Enaip Settimo, coordinati dagli chef Stefano Cravero e Alessandro Barbesino, distribuiti poi alle famiglie in difficoltà della città dai volontari Caritas Settimo.
Lo spreco alimentare è un argomento poco percepito, tanto che si preferisce spesso colpevolizzare le industrie, le attività di ristorazione e la grande distribuzione, i supermercati: da numerosi studi della Comunità europea, però, emerge che il 53% dei rifiuti alimentari sono prodotti proprio dai consumatori domestici. “Siamo quindi il settore che produce più sprechi, a cui seguono quelli dell’industria, della ristorazione, dell’agricoltura e infine della distribuzione”, ha spiegato Sara Di Bari, settimese, neolaureata in Economia e Direzione d’impresa e con una tesi sperimentale sul progetto Love Food, un programma di solidarietà che coinvolge numerose realtà del territorio, a favore del recupero delle eccedenze alimentari, dando vita a un percorso educativo.
Durante la serata, la professoressa Silvana Filippone, docente di scienze degli alimenti, con passione e competenza ha fornito cinque consigli utili per evitare – e arrivare a eliminare del tutto – lo spreco alimentare sulla tavola di ciascuno. In sostanza, occorre “comprare solo ciò che si è certi di consumare, cucinare le quantità di cibo che si è sicuri di mangiare, monitorare le diverse date di scadenza, conservare correttamente gli alimenti e prediligere quelli di stagione e del territorio”. Per fare del bene e stare in salute.
Marta Schiavone
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