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SETTIMO TORINESE. Il Galileo Ferraris in autogestione per chiedere una scuola “giusta” (VIDEO)

SETTIMO TORINESE. A scuola sì, ma non così. È lo slogan che è serpeggiato tra i corridoi dell’IIS Galileo Ferraris. Lunedì 21 febbraio, e per tutta la settimana, gli alunni si sono dichiarati in autogestione. I motivi della protesta studentesca sono fondamentalmente due: la sicurezza nei locali di lavoro durante i PCTO (ex alternanza scuola-lavoro) e la modalità di come si dovrebbe svolgere l’esame di maturità di quest’anno.

“Vogliamo farci sentire dalle istituzioni-  ha affermato Constantin Vecliuc, rappresentante d’istituto componente studenti del Galileo Ferraris, - perché la scuola necessita di rinnovarsi e di nuovi investimenti. Noi abbiamo bisogno di sicurezza sia a scuola che negli stage. Molte volte mancano i DPI (dispositivi di protezione individuale) che sono obbligatori se si vuole lavorare in piena sicurezza”.

Ma anche le infrastrutture hanno bisogno di essere messe a norma, perché come dice Giada Buonomo, della 1 C,: “Non solo durante gli stage ci vuole la sicurezza per gli studenti e per i lavoratori, ma anche dentro la scuola bisognerebbe fare delle opere di manutenzione, come i bagni o i termosifoni che a volte non funzionano. Ci sono delle fughe di gas, e questo è molto pericoloso. E poi le finestre, ci sono diversi spifferi e quest’inverno abbiamo patito il freddo”.

I ragazzi vogliono anche ricordare Lorenzo e Giuseppe, i due studenti morti in provincia di Udine e nelle Marche durante l’alternanza scuola lavoro.

Non vogliamo dimenticare i due nostri coetanei - ha aggiunto Sarah Bahrouni sempre della della 1 C Socio Sanitario al Ferraris, - che sono morti durante gli stage. Non si può morire mentre si lavora o si fa lo stage per la scuola. Ci vuole più sicurezza”.

Ma i ragazzi non sono anche d’accordo per la modalità di come dovrebbe essere svolto l’esame di maturità, perché la seconda prova scritta o non dovrebbe essere svolta, o dovrebbe essere adeguata alla loro preparazione e al loro percorso di studio, perché dopo due anni in cui la presenza a scuola, ovviamente per colpa della pandemia, non è sempre avvenuta in modo continuativo non si può valutare una prova d’esame senza tener conto di quello che è successo e tornare agli anni prima del CoronaVirus.

La scuola ha bisogno manutenzione - hanno concluso Azzedine Es Sekkouni e Zoe Rosso rappresentanti d’istituto del Ferraris, - e vogliamo protestare in modo civile e con il dialogo. Perché solo con il confronto si possono migliorare le condizioni scolastiche e dello stage”. L’autogestione, può essere un momento di aggregazione e di crescita per i ragazzi. Un’occasione per pensare a cosa possa essere la scuola e a come migliorarla. 

Un’opportunità che a volte non viene sfruttata al meglio, ma che se presa con serietà è fonte di maturità.

Infatti come dice Andrea Manno, professore di Scienze Motorie al Ferraris: “Nella nostra palestra, i ragazzi hanno organizzato dei tornei di sport di squadra, mantenendo ovviamente tutte le norme sulla sicurezza e sanificando i locali e l’attrezzatura ogni volta che vi era un cambio di squadra. Lo sport in questo caso è stato un momento di confronto, di crescita e di aggregazione. Siccome hanno voluto fare l’autogestione, si sono autogestiti anche nell’arbitraggio, e credo che ciò possa significare molto per loro, capire che ci sono delle regole e che devono essere rispettate, come nello sport, anche nella vita”. Gli studenti durante l’auto gestione hanno approntato, sotto la sorveglianza dei professori e della dirigenza, un servizio d’ordine per controllare che non ci siano stai ingressi di persone estranee alla scuola e per la sicurezza di tutti gli alunni.

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