La Presidente dell’associazione Luca Coscioni di Torino, Miriam Abate, ha le sembianze di una giovane ventenne sanmaurese che ha deciso di impegnarsi per i diritti civili degli altri.
Una sorta di “amore” nato all’improvviso dopo un servizio visto alla tv.
Da lì è partito l’impegno, la raccolta firme fino ad arrivare al vertice torinese dell’associazione.
Fondata nel 2002 da Luca Coscioni, un economista affetto da sclerosi laterale amiotrofica scomparso nel 2006, è un’associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la ricerca sugli embrioni, l’accesso alla procreazione medicalmente assistita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.
Chi sei? Come mai hai scelto di avvicinarti all’associazone Luca Coscioni?Sono Miriam, abito a San Mauro da sempre, sono una studentessa del secondo anno di medicina. Ho conosciuto l’associazione Luca Coscioni per la prima volta nel 2017 quando il programma di Italia 1 Le Iene ha mandato in onda il servizio su Fabiano Antoniani, Dj Fabo. In quel momento ho scoperto un mondo di cui non ero assolutamentea conoscenza e ho deciso di interessarmi a tutte le questioni legate all’associazione in cui mi rispecchio. Per la prima volta una parte politica rispecchiava molte delle cose in cui credo e quindi ho deciso di seguirne le attività e le iniziative. La prima occasione pratica per entrare a farne parte è stata quest’estate quando è partita la campagna di raccolta firme per i referendum Eutanasia e Cananbis. Lì c’è stata occasione per offrirsi volontari e prendere ogni giorno firme e ho deciso di farne parteTu che ruolo hai nell’associazione?Alla fine della campagna della raccolta firme si è deciso di creare la sezione territoriale di Torino, la cellula Coscioni Torino e sono presidente.Prima esisteva questa cellula?NoPerché pensi che sia importante? Hai avuto a che fare con questo tema?Non ho mai avuto esperienza di persone vicine a me, però vedere quel servizio delle Iene mi ha in qualche modo toccata, sapere che nella pratica che si poteva fare qualcosa per queste persone mi ha spinto senza esitazioni a cominciare questa attività.Sulla cannabis?
È stata una piccola grande rivoluzione, si è potuto sottoscrivere per la prima volta un referendum con firma digitale, una cosa che consente a chi non può fisicamente firmare di sottoscrivere un referendum, si aggiunge un altro bel mezzo di democrazia. E infatti abbiamo raccolta circa 700 mil firme in pochi giorni.Ci sono altri giovani nell’associazione?È formata da tantissime persone giovani oltre a me che si stanno impegnando molto su questi temi.Prima di questi referendum di interessavi alla politica? La sentivi distante?Il mio interesse è nato con questi temi, nel 2017 ero piccolina e non ero ancora interessata a questa parte della vita. Il fatto che la mia prima attività fosse riferita ad una cosa vicina alle persone, e non come si sente magari spesso alla politica come una cosa lontanissima, mi ha spinto ancora di più.C’è ottimismo sul via libera(del 15 febbraio) per i referendum della Corte Costituzionale?Si, le motivazioni per fermare i quesiti non dovrebbero esserci, siamo in attesa.Il Papa si è espresso duramente contro l’eutanasia? C’è un problema di presenza eccessiva della Chiesa in questi temi?Cito una persona della cellula: “Il Papa alla fine ha fatto più politica della politica”, si è schierato e ha fatto il Papa, ovviamente per quello che pensavamo. Il problema è quando queste dichiarazioni vengono tenute in considerazione in un ambito che dovrebbe essere laico. Tanti partiti non si sono schierati.Tanti partiti, non si sono schierati, hanno fatto orecchie da mercante, ti ha fatto arrabbiare?In questi casi che sia in positivo o in negativo schierarsi non sarebbe male. Il partito rappresenta l’ideologia di chi lo votae il fatto che non si schieri in alcun modo non è unacosa positiva.Ti senti di destra? Sinistra? Centro?Non lo so, seguo quello che mi porta…
I referendum su cui forse voteremo
Sono otto i quesiti referendari su cui martedì 15 dovrà esprimersi la Corte Costituzionale: sei riguardano la giustizia, uno l’eutanasia, l’ultimo la cannabis. Se ammessi, potrebbero essere sottoposti al voto popolare in una domenica di primavera.
LA GIUSTIZIA - I sei quesiti sulla giustizia sono stati promossi dai Radicali, dalla Lega e da nove consigli regionali di centro-destra ( Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Umbria, Veneto). Riguardano: l’elezione dei consiglieri togati del Csm, la responsabilità civile e le valutazioni sulla professionalità dei magistrati, la separazione delle carriere tra giudici e pm, la carcerazione preventiva e la legge Severino.
L’EUTANASIA - Sono oltre un milione e 200mila le firme depositate in Cassazione nell’ottobre scorso da Marco Cappato dell’associazione Luca Coscioni e dagli altri volontari del Comitato promotore del referendum che vuole introdurre l’eutanasia legale. Si chiede l’abrogazione parziale dell’articolo 579 del codice penale, l’omicidio del consenziente, che punisce con la reclusione da sei a quindici anni chi procura la morte di una persona con il suo consenso. In caso di esito favorevole, non sarebbe punibile l’eutanasia attiva se compiuta nelle forme previste dalla legge sul consenso informato e il testamento biologico, e in presenza dei requisiti introdotti dalla sentenza della Consulta sul caso Cappato. Resterebbe invece il carcere per chi ha commesso il fatto contro una persona incapace o contro una persona il cui consenso sia stato estorto con violenza, minaccia o contro un minore di diciotto anni.
LA CANNABIS - Sono oltre 630mila le firme raccolte in poco più di un mese e depositate a sostegno del quesito sulla cannabis. Secondo i promotori circa la metà dei sottoscrittori sono giovani dai 18 ai 30 anni. La mobilitazione è stata portata avanti in particolare grazie allo strumento della firma digitale, introdotta con un emendamento del parlamentare radicale Riccardo Magi.
Nello specifico, il quesito - depositato dalle Associazioni Luca Coscioni, Meglio Legale, Forum Droghe, Antigone, Società della Ragione e da alcuni rappresentanti dei partiti +Europa, Possibile e Radicali italiani - propone “di intervenire sia sul piano della rilevanza penale, per quanto riguarda le condotte legate alla cannabis, sia su quello delle sanzioni amministrative in riferimento alla detenzione”.
Obiettivo: depenalizzarne la coltivazione e l’uso personale.
Commentiscrivi/Scopri i commenti
Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce
Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter
...
Dentro la notiziaLa newsletter del giornale La Voce
LA VOCE DEL CANAVESE Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.