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31 Agosto 2021 - 15:47
SETTIMO TORINESE. Marsha Cuccuvé è la coordinatrice del Centro Accoglienza CRI “T. Fenoglio”, e precedentemente è stata la coordinatrice centro accoglienza - CAS Jesolo e del Centro di Transito Campo Roya (Ventimiglia). L’abbiamo raggiunta per farci illustrare la situazione dei profughi afghani a Settimo.
Chi sono i migranti a cui avete dato accoglienza dopo il ritorno delle forze talebane in Afghanistan?
Gli ospiti del centro sono 94, di cui circa la metà sono minori di diverse età e accompagnati dalle rispettive famiglie. Sono giunti in Italia qui nella notte fra giovedì 19 agosto e venerdì 20, e qui sabato 21 agosto.
I nuclei familiari molto numerosi, e dopo i primi giorni di confusione per la fuga, ora sono quasi tutti abbastanza sereni, anche se qualcuno è ancora preoccupato per i parenti che sono dovuti rimanere in Afghanistan.
Cosa facevano in patria? Per quale motivo hanno dovuto abbandonarla con questa rapidità?
Molti collaboravano in maniera diversa con le forze italiane e americane. Chi si era formato per lavorare nell’arma, chi si occupava di provvedere a servizi per queste istituzioni, come la logistica e i servizi mensa.
Quali umori avete percepito durante il periodo di accoglienza?
Come sappiamo erano molto stanchi e provati dal viaggio. Sono dovuti fuggire di casa; molti non hanno avuto il tempo di racimolare le proprie cose. Nei giorni successivi all’arrivo abbiamo messo in campo tutto i servizi della Croce Rossa, cioè assistenza sanitaria, psicologica e legale, e fatto un po’ di scuola con i bambini.
La situazione era molto difficile ma al contempo si sono sentiti molto grati di essere qui e di provare un senso di sicurezza. Ci hanno mostrato riconoscenza non solo per l’aiuto ricevuto durante la permanenza, ma anche sollievo quando hanno saputo che c’era la possibilità di ricevere un aiuto anche alla fine del periodo presso il Centro “Fenoglio”.
Cosa succederà adesso per loro?
Dopo la settimana trascorsa al “Fenoglio” il loro percorso di accoglienza proseguirà altrove. Venerdì hanno terminato la quarantena e si sono preparati per essere smistati in altri centri, per continuare l’integrazione. Ci siamo occupati di fornire delle informative legali per fare capire loro che non sarebbero stati abbandonati dopo il periodo di sorveglianza sanitaria, ma che ci sarebbe stato un seguito. Abbiamo illustrato i loro diritti e la procedura di richiesta asilo entro il sistema di accoglienza italiano.
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