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Deponete le armi, fermate la guerra. A Ivrea più di 500 in piazza

“A tutti i Paesi coinvolti diciamo: fermatevi! Deponete le armi e le minacce di guerra! Perché Ivrea è da sempre una Città noviolenta e rispettosa dei diritti umani, del dialogo, dell’amicizia tra i popoli, della tolleranza.”.  Più di 500 sabato scorso al presidio in piazza per dire “Sì” alla pace e “No alla guerra in Ucraina, organizzata da ANPI, Associazione Ecoredia, Associazione Mare Aperto, Associazione Rosse Torri, Azione Cattolica,  Centro Aiuto Vita MPV Ivrea, Centro Documentazione Pace, Centro Gandhi, CGIL-CISL-UIL del Canavese, Circolo PRC-SE di Ivrea, Circolo PD e Democratiche PD di Ivrea/Cascinette,  Emergency, Economia Disarmata del Movimento dei Focolari, Fraternità CISV Albiano, Good Samaritan, Il sogno di Tsige, Legambiente Dora Baltea,  Libera Ivrea, Mir Ivrea, Movimento 5 stelle Ivrea, Osservatorio migranti, Pax Christi Ivrea, Sentieri di pace, Viviamo Ivrea, ZAC!.  “Tutte le guerre sono terribili, ma questa ci tocca particolarmente da vicino - ha preso per primo la parola Pier Angelo Monti, presidente del Movimento Internazionale della Riconciliazione - Non pensavamo si arrivasse a tanto. Condanniamo con forza l’operazione militare di Vladimir Putin, che viola i trattati che lui stesso aveva votato. Pensate a chi è a Kiev adesso cosa sta vivendo! La guerra non arriva casualmente, è premeditata e senza cura per la popolazione, per l’ambiente…”. Scroscianti gli applausi seguiti da attimi di commozione alle toccanti parole sulle vittime più innocenti del conflitto: i bambini. “Pensate che cosa provano - ha sottolineato Monti - Pensate al terrore che vive dentro di loro, rinchiusi nei bunker o in fuga dalla guerra. Ma avranno diritto a vivere anche loro sì o no!?”. Ordinato e istituzionale l’intervento del sindaco Stefano Sertoli, mentre l’associazione Libera si è concentrata sul rispetto della vita, dell’uomo, del corpo e della mente.  Parole forti di Cadigia Perini, segretaria cittadina di Rifondazione Comunista. “Non si può ripudiare la guerra e allo stesso tempo fornire armi, munizioni o supporto militare. Pure la Nato ha le sue colpe”. Un mea culpa riassunto che si è appeso addosso: “Né con la Nato, né con Putin, io sto con la Pace”. Tra gli altri il consigliere comunale Francesco Comotto ha snocciolato i numeri della corsa agli armamenti, invitando a guardare le guerre che si vivono ogni giorno in tutto il mondo senza ipocrisia. E poi Gabriella Colosso delle Democratiche e i sindacati in una mobilitazione che ha dato l’idea di una città che non ci sta. Presidio guerra in Ucraina Una condanna all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia è arrivato anche attraverso un ordine del giorno firmato da tutti i gruppi consigliari.  Si chiede al Governo italiano, agli Stati membri e alle istituzioni dell’Unione Europea di impegnarsi in un’iniziativa di contrasto dell’aggressione assumendo le misure necessarie (entro la reazione della comunità internazionale che l’Onu deve garantire e con un ruolo attivo nelle alleanze difensive a partire dalla NATO)  perché l’invasione sia fermata, l’Ucraina sia liberata e si possa tornare all’applicazione degli accordi di Minsk e al rispetto degli accordi di Helsinki, ribadendo il principio fondamentale dell’inviolabilità delle frontiere. Al Governo italiano di attivarsi perché vengano aperti, in tempi rapidissimi, le procedure dei corridoi umanitari per tutte quelle famiglie che in queste ore stanno scappando da quei territori. Il Consiglio Comunale si è impegnato a far sentire al popolo ucraino la reazione e la solidarietà dei cittadini italiani e la più forte condanna morale e politica di Putin e delle sue azioni di guerra, ma anche a creare ogni possibile mobilitazione contro l’aggressione russa, per la pace e la garanzia del diritto internazionale in concorso con le altre istituzioni locali e con la società civile che si oppone al sopruso e alla sfida portata alla democrazia e alla convivenza dei popoli.   Il Consiglio Comunale si impegnerà a far sentire al popolo ucraino la reazione e la solidarietà dei cittadini italiani e la più forte condanna morale e politica di Putin e delle sue azioni di guerra, ma anche a creare ogni possibile mobilitazione contro l'aggressione russa, per la pace e la garanzia del diritto internazionale in concorso con le altre istituzioni locali e con la società civile che si oppone al sopruso e alla sfida portata alla democrazia e alla convivenza dei popoli.
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