FAVRIA. Sabato 5 è stato inaugurato un nuovo impianto di produzione di biogas a Favria. L’ha realizzato la famiglia Abbà, riconosciuta sul territorio come una tra le più importanti nel campo dell’agricoltura cittadina. La sede sarà la cascina Impero, di proprietà della famiglia da generazioni.All’inaugurazione c’erano un po’ tutti. Ovviamente c’era Vittorio Bellone, sindaco di Favria, ma anche Mauro Durbano, vicesindaco di Ceresole Reale. “Un orgoglio – ha detto Bellone parlando della centrale a biogas – in un momento di difficoltà per molti vedere un imprenditore che investe, innova e soprattutto crede nel futuro”.C’erano pure l’immancabile Claudio Leone (magari per farsi perdonare dagli ambientalisti…) e Andrea Cane. I due consiglieri regionali hanno salutato l’inaugurazione con queste parole: “C’è una Italia delle istituzioni oggi a Favria che crede nella storia del nostro territorio, che ha radici delle aziende agricole e ne perora il progresso”. Leone, nelle vesti dipresidente della commissione Agricoltura del Consiglio regionale piemontese, ha poi aggiunto: “L’impianto sarà un fiore all’occhiello per il Canavese: ha una potenza di 300Kw, che utilizza il refluo di autoproduzione della Cascina Impero. La zootecnia che tutela l’ambiente merita lo sguardo attento delle istituzioni che oggi tutti noi rappresentiamo”.Una dichiarazione in più l’ha rilasciata pure Cane, in quanto vicepresidente della commissione Sanità della Regione:: “Valorizzare la propria attività – ha detto – guardando anche alla sicurezza è lodevole. L'interramento dei liquami di origine agricola è la soluzione ottimale per limitare le perdite di azoto ammoniacale in atmosfera e controllare l'emissione di odori molesti. Un investimento che non è solo di carattere economico ma che è a beneficio della collettività canavesana".
A tagliare il nastro la signora Gina, assieme a Bellone e al figlio Flavio. Quest’ultimo, assieme alla sua prole, terrà le redini dellla centrale a biogas. Non è mancata anche la benedizione dell’impianto a cura di Don Gianni.
All’inaugurazione dell’impianto di Cascina Impero è intervenuto anche il presidente della Commissione permanente Agricoltura del Senato Gianpaolo Vallardi, con i Senatori Toni Iwobi e Pietro Pisani della Lega Salvini Premier ospiti del collega canavesano Cesare Pianasso e del deputato eporediese Alessandro Giglio Vigna.
Insomma, c’era mezza Lega presente all’inaugurazione. Lo stesso sindaco di Favria, va ricordato, era stato segretario della sezione rivarolese del partito di Matteo Salvini fino al 2018.Non solo Lega: all’inaugurazione, infatti, era presente anche francesca Bonomo, parlamentare canavesana del Partito Democratico. Tutti i rappresentanti delle forze politiche si sono poi messi in posa per una “foto di classe” alla conclusione della cerimonia.L’impianto funzionerà così: i rifiuti verranno trasformati e digeriti dall’impianto, in cui il cogeneratore produrrà elettricità e calore. L’elettricità verrà ceduta completamente alla rete, mentre il calore e l’acqua calda verranno destinati sia alla gestione dell’azienda agricola sia per aiutare a riscaldare le vasche dell’impianto stesso. L’eccesso, eventualmente, verrà dissipato tramite ventilatori, soprattutto a luglio e agosto.Il progetto è nato per utilizzare il refluo zootecnico autoprodotto nella cascina Impero (indicativamente 70 metri cubi di liquido). Il refluo verrà utilizzato come combustibile in grado di produrre 300 kW di energia.Flavio Abbà, di fronte al nuovo impianto, non ha lesinato parole di ringraziamento: “Io devo ringraziare mio nonno e mio papà, che hanno messo l’anima per costruire tutto ciò. Coi miei figli stiamo andando avanti tribolando, ma vogliamo crescere e stare dietro ai tempo, nonostante tutte le regole che ci sono al giorno d’oggi… Abbiamo così creato l’impianto per evitare problemi di inquinamento”.Abbà si è anche lasciato andare alla polemica: “Sembra che noi agricoltori siamo i maggiori responsabili dell’inquinamento globale, ma ‘da dopo che c’è mondo c’è vacche, da dopo che c’è vacche c’è letame’ e oggi è un problema grosso! Da qui nasce l’idea del biogas: dare una nuova vita allo scarto”.L’impianto ridurrà anche l’impatto olfattivo degli scarti di produzione. Insomma, “bisogna adoperare il concime con dosi ridotte al giorno d’oggi. Noi ci siamo attrezzati anche con una botte specifica con cui interriamo gli scarti per stoccarli, in modo che non si senta né si veda. Tutto ciò, però, incide sull’azienda in fatto di costi”.Altra questione dolente sono gli incentivi: “Non ne abbiamo ricevuti – commenta stizzito Abbà -. Ci siamo appoggiati al GSE, ma diversamente non abbiamo visto un centesimo di incentivi statali: dobbiamo fare del fuoco dalla nostra legna, ma ce la faremo!”.La cerimonia si è conclusa con un buffet offerto dalla famiglia Abbà, accompagnato da ulteriori dichiarazioni degli esponenti politici accorsi all’inaugurazione. Il sindaco Bellone ha così aggiunto: “Sono orgoglioso di essere sindaco di Favria. Tutti i giorni vediamo gente che si lamenta, e invece qui c’è un imprenditore agricolo che è sempre stato disponibile per la comunità di Favria. La famiglia Abbà ha un senso di attaccamento al paese che gratifica e dà grande soddisfazione”.Anche Paolo Vallardi ha aggiunto un commento: “Grazie alla famiglia Abbà per averci ospitato. Qui davanti, con la signora Gina e il figlio Flavio, c’è tutta la storia dell’agricoltura italiana, che dimostra di saper credere nel futuro e nell’agricoltura. Anche il nostro Governo ci sta credendo, tentando di coniugare economia e sostenibilità. Bisogna credere nella transizione ecologica anche realizzando questi impianti. In ballo c’è il nostro futuro e quello dei nostri figli”.
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