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IVREA. Perché Ceratti al Gàla di Mercenasco non è stato invitato?

Perchè il tre volte generale Vincenzo Ceratti non è stato invitato al Gàla di Mercenasco tenutosi domenica 3 ottobre e che prevedeva, tra le altre cose, l'ingresso della Mugnaia 2020 Paola Gregorutti nell'Ordine della Mugnaia?
“Una polemica che non esiste - inforca il Gran Segretario dell'Ordine Luisa Mussano - Come tutti sanno, infatti, nel 2019, Ceratti aveva declinato il nostro formale invito di entrare a far parte dell’associazione. Tutto finisce lì. Di personaggi che non si sono iscritti ce ne sono tanti e l’altra sera, tanto per dare dei numeri di Mugnaie ce n’erano 27 e di Generali appena 5.  Magari fra due o tre anni sarà lui a dirci che vuole entrare, ma che io sappia, ad oggi, non lo ha fatto....”. In verità i motivi per cui Ceratti, in allora, non se la sentì di partecipare vennero fuori, uno a uno, in seguito alla diffusione di un video. Una sorta di dichiarazione di "guerra" che andava combattuta subito, nel solco di un'altra guerra  tra vecchi e nuovi Ufficiali che proprio lui aveva promosso.
Mussano Luisa, Gran Segretario dell'Ordine della Mugnaia
Nel video, lo sfogo sincero della Mugnaia 2019 Federica Ranieri in Grijguela, in alcuni momenti lasciata “sola”. E fu la discesa in campo dell’eroina. Un paio di pagine fitte fitte lette senza tentennamenti ad una cena del Circolo Ufficiali tenutasi nel mese di maggio. E furono parole che a molti fecero venire un groppo alla gola e tra i tanti anche al Gran Segretario Luisa Mussano. Non avrei potuto mancare a questa cena – dice Federica – Non avrei potuto dire di No ad una componente, al Circolo Ufficiale che dovrebbe rappresentare porto sicuro per lo Stato Maggiore, scrigno del presente del passato e del futuro per chi indossa la divisa. In virtù di questo sentimento di malinconia nostalgia e affetto che lega i miei ricordi agli ufficiali, sono qui. Come sono stata qui il martedì sera prima dello scarlo con il mio aiutante e il mio addetto. Quello che non sapete e che nessuno ha voluto vedere però  è quello che ho provato io Mugnaia nei giorni di Carnevale e nei giorni a venire. Quello che ha provato il mio aiutante, i pensieri e la delusione che insieme a lui ho condiviso. E non lo sapete perchè tutti hanno continuato a ripetermi che io dovevo essere sopra le parti e ignorare le diatribe che prepotentemente facevano da eco al mio mugnaiato. Così ho taciuto, sempre. Ho ignorato tante cose. Ho ignorato situazioni difficili, parole offensive anche contro di me e il mio aiutante. Ma ho taciuto.
Quando ho parlato di tradizione e di rispetto dell’importanza di chi è stato ufficiale prima di chi lo è oggi sono stata tacciata di essere una traditrice. Ma chi e che cosa ho tradito? Sono stata fraintesa.
Sono stata usata come scusa per aggiustamenti di bagarre personali fra fazioni opposte. Come fossimo ai tempi di guelfi e ghibellini. Nessuno pur parlando invano di rispetto nei riguardi della Signora si è chiesto come mi sentivo io. Nessuno  si è chiesto come la Mugnaia si è sentita a venire a casa dello Stato Maggiore, almeno questo dovrebbe essere, alla presenza di Mugnaie di Generali, di Sostituti, di Podestà ufficiali senza essere accompagnata dal suo Generale ma per me soprattutto dal mio Aiutante Paglia. Nessuno si è fatto delle domande. Ora se posso sollevare dei pensieri. Se posso umilmente dire quel che penso. Vorrei solo raccontare quanto questo mi abbia profondamente messo in difficoltà e a disagio come Mugnaia. Presentarmi qui senza nessuno del mio Stato Maggiore senza aiutante e senza addetto è profondamente ingiusto e non deve essere frainteso (non deve) perchè io a loro non li tradiderei mai, perchè il carnevale io l’ho amato profondamente e non mi sarei mai pemessa di non essere sincera con chi è stato al mio fianco. 
Il Generale Ceratti
E’ evidente che non ho potuto fare altro che prendere atto della loro scelta, di chi ha scelto di non seguirmi. Il punto è però perchè mi hanno lasciata da sola? Io la domanda me la sono posta ora mi chiedo se voi ve la siete posta. Non ho paura di dire che tutto questo non doveva succedere perchè a Carnevale nessuno dovrebbe essere offeso, nessuno dovrebbe sentirsi tradito. Come può una festa così bella, così unica e così magica dividere in maniera così prepotente.  Ma soprattutto perchè le posizioni personali devono sovrastare un ruolo così puro e inviolabile come quello della Mugnaia. Perchè? Eppure in certe circostanze sarebbe stato sufficiente dire scusa mi dispiace e andare avanti. Nessuno lo ha fatto. Nessuno! Ma soprattuto nessuno lo ha fatto per me. E io invece lo faccio. Chiedo scusa ora a tutti per questo mio sfogo che mi sento in dovere oggi davanti ad una componente del Carnevale di esprimere. Perchè la figura di Violetta non venga mai tacciata di ipocrisia o di falsità. Perchè un’eroina deve rimanere tale e non deve essere offesa mai da nessuno. Non deve essere lasciata mai sola. Non deve sentirsi come mi sono sentita io. Per pretendere rispetto però ci va coraggio e sincerità. Io ve l’ho regalata tutta la mia verità. Federica, Mugnaia 2019…”.

***

Insomma, si ricomincia da qui, da dove  ci eravamo lasciati, con la battaglia in corso tra le “Componenti” del Carnevale da un lato, la Fondazione e l’Amministrazione comunale dall’altra. L’apice dello scontro lo si raggiunse nel luglio del 2019 con la decisione di modificare lo statuto con un solo componente nominato direttamente dal “Comitato delle Componenti” che però, se vuole continuare ad esistere, dovrà prima cambiare forma giuridica e trasformarsi in associazione con tanto di presidente. L’altra chicca fa poi riferimento ad una nuova associazione dello Stato Maggiore da contrapporre al Circolo Ufficiali, il tutto sulla scia delle polemiche su “vecchi e nuovi” ufficiali che hanno contraddistinto l’arruolamento nell’edizione 2019. Insomma, ci sono guerre che vanno combattute sino in fondo e guerre che possono essere rimandate a data da destinarsi o a mai più. Il Carnevale rientra nelle prime non tanto per le divergenze nella forma, che è sostanza fino a un certo punto,  quanto piuttosto nei rapporti tra persone che amano questa manifestazione più di ogni altra cosa al mondo. E lì dentro c’è di tutto. Tradizione. Passione. Legami. Amicizie consolidate nel tempo. Soprattutto cuore. Per questo il Carnevale non potrà mai considerarsi una manifestazione come tutte le altre fatta di imposizioni calate dall’alto come in un certo senso han voluto farci credere la Fondazione guidata da Piero Gillardi e un’amministrazione affaccendate a raccogliere consensi elettorali anzitempo…  
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