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Ivrea. Tecnologic@mente trova casa. “Presto diventeremo museo statico” (VIDEO)

Lì dove un tempo aveva sede una delle maggiori aziende multiservizi d’Italia con più di 11 mila dipendenti sparpagliati lungo lo stivale. Lì dove ancora campeggia, giustamente, l’insegna di Manital e dove ancora oggi, tutti i giorni, entrano, timbrano e lavorano una cinquantina di dipendenti su un totale di poco più di 500 sparpagliati in giro per l’Italia. Proprio qui ha trovato spazio il museo laboratorio Tecnologic@mente.  In via Di Vittorio 29 a due passi da via Jervis, in pieno sito Unesco. Utilizzerà quasi 800 metri quadrati. Praticamente l’intero piano terreno. I laboratori a destra, il museo a sinistra. Un’operazione che fa contenti tutti. I curatori di Manital che stanno cercando di mettere a reddito o di vendere le proprietà immobiliari per pagare i debiti, gli amministratori della Fondazione Natale Capellaro che da quasi due anni, dopo aver fatto le valigie e abbandonato la storica sede all’Istituto Moreno (dove tutto è nato), se ne stavano più o meno con le mani in mano, in attesa che Icona srl ricavasse uno spazio adeguato all’interno della Ico.  E poi succede. Succede che un giorno (non molto tempo fa) il presidente Luciano Iorio incontra per strada l’architetto Daniele Boltri, dirigente e referente Manital,  e si mette a parlare con lui del più e del meno, soprattutto dei suoi problemi. Di botto cambiano tutte le visioni, le previsioni e pure le prospettive. Boltri ne parla con i tre commissari straordinari (Antonio Casilli, Francesco Schiavone Panni ed Antonio Zecca, ) che danno un parere positivo e, dopo pochi giorni, sono tutti al lavoro per sistemare gli spazi in vista della due giorni Unesco di fine settembre. Con orgoglio e gli occhi di un bambino, la scorsa settimana Iorio, insieme al responsabile della comunicazione Giuseppe Rao e Gianni Cucco (altro membro della Fondazione, hanno accompagnato i giornalisti a visitar la nuova sede, rispolverando la memoria di un’azienda che è da tutti considerata la prima vera multinazionale italiana, conosciuta ovunque per le innovazioni sul design, sulla cultura e in campo pubblicitario. Nessun ostacolo da parte dell’Ufficio tecnico del Comune (SUAP), considerando che non si sono fatti lavori di muratura e sarà sufficiente spostare o eliminare alcune pareti mobili.  “Con Icona - ha messo le mani avanti Iorio - la questione si è chiusa in maniera amichevole. C’era un accordo ma i tempi si stavano allungando troppo e noi non ci potevamo permettere di aspettare oltre... ”. Insomma, una questione di metri e l’ultima opzione (la Ico sud) ne avrebbe garantiti appena 400. Troppo pochi. Obiettivo dichiarato della Fondazione: riuscire a trasformare il laboratorio-museo,  con le dovute autorizzazione, anche in un museo statico e non solo dinamico. “Arrivano i turisti in città e non sanno dove andare... La primacosa che chiedono e di vedere le macchine. Noi gliele mostreremo...” , ha sottolineato Iorio. Un unico dubbio, sul futuro, considerando che tra i compiti degli amministratori straordinari c’è quello di rimettere in pista l’azienda (o quel che rimane) ma anche di vendere tutto quel che può essere venduto, a cominciare dal Castello e passando dalla sede di via Di Vittorio. Diciamo che un po’ tutti confidano nei tempi lunghi. “Arrivasse un nuovo proprietario, cercheremo di metterci d’accordo con lui per il canone di locazione...” ha concluso Iorio. Liborio La Mattina
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