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MAZZE'. Sindaci, famiglie, associazioni in marcia contro il deposito (VIDEO)

Sindaci, famiglie, associazioni. E ad aprire il corteo i bimbi allegri e festosi, pronti a dire “No al deposito delle scorie nucleari”.

La manifestazione partita sabato pomeriggio dagli impianti sportivi di Tonengo di Mazzè è stata un successo per gli organizzatori.

Silvano Raise, del comitato Atomi Impazziti, dichiara: “Eccezionale riuscita del primo corteo a livello nazionale contro il deposito nucleare. A Mazzè, sabato più di 1500 persone hanno marciato tra slogan e sorrisi lungo le strade. Un corteo fortemente voluto dal comitato Atomi impazziti, dall’associazione Ama e dagli amici interisti che con impegno hanno battuto il territorio per convincere i cittadini ad iniziare questa lunga lotta. Ringraziamo anche il sindaco Marco Formia che ha deciso di aderire a questa manifestazione coinvolgendo almeno 30 sindaci della zona. Quella di sabato è la prima di una serie di iniziative che il comitato Atomi Impazziti ha in mente e che intende proporre a cittadini e comitati. Sabato abbiamo messo la prima pietra del muro che dovremo costruire tra noi e chi di questo paese vuole saccheggiare le terre portando devastazione”.

Soddisfatto anche il sindaco Marco Formia che al termine del corteo ha dichiarato: “Mi auguro che questo sia l’unico corteo necessario. Ma se il sito di Mazzè, Caluso, Rondissone dovesse diventare area idonea ad ospitare il deposito nucleare delle scorie radioattive, siamo pronti a scendere nuovamente in piazza per manifestare tutto il dissenso del territorio”.

Almeno una trentina i sindaci scesi i piazza con la fascia.

Dalla Valchiusella all’eporediese, a tutte le zone del Canavese, all’oltre Po chivassese, Brandizzo, Montanaro, Chivasso. Tutti pronti a difendere il territorio.

A portare sostegno ai sindaci anche il consigliere regionale Alberto Avetta.

E non mancava neppure l’ex sindaco di Chivasso e onorevole, Renato Cambursano, in prima fila in questa battaglia fin dall’inizio.

Massiccia la presenza anche del comitato “Io Mi Rifiuto”, associazione Pro Mandria: “Sabato pomeriggio eravamo in tanti a Mazzè per difendere la terra dei nostri figli con la prima manifestazione che vuole dire a Sogin che l’area TO-10 (come loro chiamano i terreni sul territorio di Mazzè, Caluso e Rondissone e Chivasso a pochi metri) non è idonea per farci una discarica nucleare! Non lo è per decine di motivi, tutti magnificamente esposti nelle osservazioni tecniche inviate a Sogin dai nostri Comuni e solo in parte esposti venerdì sera al Palaeventi di Mazzè dai tecnici e professori che da mesi ci lavorano, non lo è addirittura applicando i criteri che Sogin stessa si è inventata, ma poi non ha applicato, facendoci ugualmente “entrare” tra i 67 siti italiani potenzialmente idonei. La terra dicevamo “ci è data in prestito dai nostri figli”, per loro e con loro siamo scesi per le strade oggi, pacificamente in un corteo che rappresentava la società civile tutta, che in tempi di covid è già quasi un mezzo miracolo! Erano presenti infatti tantissimi sindaci (quasi tutta l’area omogenea TO-10 era rappresentata in primis con i sindaci di Mazzè, Rondissone, Caluso e Chivasso e decine di altri al loro fianco), ma ad aprire il corteo erano i bambini, i nostri figli che difendevano il loro futuro, sempre più incerto per tutto quello che stiamo vivendo in questi ultimi anni e mesi. Dopo di loro le nostre amministrazioni comunali (e non solo!) del territorio, finalmente gli uni al fianco degli altri, e poi i comitati e la società civile, colorata dalle bandiere al vento e gli slogans per allontanare i fantasmi di quella che sarebbe l’ennesima sciagura per i nostri territori. Ultimi ma non ultimi i nostri amici agricoltori, le bandiere di coldiretti a sfilare pacificamente con i loro trattori che quella terra lavorano con fatica, sacrificio e amore a quaranta gradi d’estate o quando gela d’inverno”.

Per dire “No” al deposito nazionale di scorie nucleari è arrivata anche Coldiretti con una trentina di trattori.

La delegazione era guidata da Sergio Barone, vice presidente di Coldiretti Torino, alla presenza di: Ornella Cravero e Domenico Pistono, componenti il direttivo di Coldiretti Torino; Flavio Mondino, presidente di sezione di Mazzè; Giancarlo Chiesa, segretario Coldiretti della zona di Chivasso e Caluso.

A chiudere il corteo trenta trattori, con tanto di bandiere gialle con pala verde.

Sergio Barone, vice presidente di Coldiretti Torino, afferma: «Coldiretti Torino è assolutamente contraria al posizionamento, in questa zona, del deposito unico nazionale di scorie radioattive, come ipotizzato da Sogin che ha inserito questo sito nella Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee. Non solo: deve esser chiaro che Coldiretti Torino è contraria a localizzare il deposito unico di scorie anche in qualsiasi altra area agricola del nostro Paese. Gli agricoltori ritengono che, in giro per l’Italia, ci siano tante aree industriali, abbandonate e dismesse, site più o meno vicino alle grandi città, che potrebbero servire benissimo allo scopo. Partiamo dal principio, come sostiene Sogin, che non c’è pericolo per nessuno. Di conseguenza, se non c’è rischio per l’agricoltura, non ci sarà nessun rischio neanche per le città».

Flavio Mondino, presidente della sezione Coldiretti di Mazzé, afferma: «Noi agricoltori siamo presenti alla manifestazione, in forma massiccia, per dire il nostro no all’ipotesi di localizzare in zona il deposito nazionale di scorie radioattive, togliendoci il nostro bene più grande: la terra fertile dei campi delle nostre aziende agricole. Terra fertile che coltiviamo, producendo buon cibo per tutti, valorizzando il territorio e realizzando reddito per le nostre imprese. Oggi siamo qui con i nostri trattori per dire “No” alla localizzazione in questa zona del deposito di scorie nucleari.  Diciamo “No” all’ipotesi di scempio  che potrebbe riguardare 150 ettari di terra. Con tutta la nostra forza ci opporremo - oggi come domani - a questo progetto per scongiurare questo pericolo che incombe sul nostro territorio”.

Giancarlo Chiesa, segretario Coldiretti della zona di Chivasso e Caluso, aggiunge e chiude: «Non bisogna poi dimenticarsi della presenza delle produzioni agricole di particolare qualità e tipicità. Ci sono allevamenti di Frisona con produzione di latte alta qualità e bovini della pregiata razza piemontese. Il territorio produce il vino Erbaluce, una delle prime Doc italiane. Tutte produzioni agricole evidentemente poco compatibili con la localizzazione del deposito unico nazionale di scorie radioattive. Da ultimo, l’area di Caluso, Mazzè e Rondissone ha terreni sciolti, sabbiosi, con assenza di argilla, con falda idrica affiorante che potrebbe pregiudicare la durata delle fondazioni del deposito in calcestruzzo».

Tra i manifestanti anche Nicoletta Dosio, la pasionaria del movimento “No Tav” venuta a portare la solidarietà della Val di Susa: “Le battaglie si vincono unendo le forze”, ha dichiarato al termine della manifestazione,

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