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SETTIMO. Ospedale: “Siamo pronti ad accamparci sotto la Regione per i lavoratori”

Un primo maggio davanti all’ospedale di Settimo per solidarizzare con i lavoratori della struttura. Il futuro dei 140 dipendenti della struttura, ad oggi, è sconosciuto e incerto. La proroga per la Frassati, infatti, la cooperativa che fornisce i servizi infermieristici per l’Ospedale di via Santa Cristina, è arrivata solo mercoledì 28 aprile (nel giorno della scadenza del contratto) e durerà fino al 16 maggio. E poi? Quale sarà il destino di medici, infermieri, operatori sanitari che oggi lavorano in Ospedale? Nessuno lo sa. Per questo, quindi, politica, sindacati e lavoratori si sono ritrovati davanti all’Ospedale. C’era tutta l’amministrazione comunale, capitanata dalla Sindaca Elena Piastra, i consiglieri di minoranza Anna Sanfilippo (Movimento 5 Stelle) ed Elena Ruzza (Sinistra Civica) e i consiglieri regionali del Pd, Alberto Avetta e Daniele Valle. I Sindacati hanno chiesto alla politica di smettere di litigare. “Siamo qui davanti - spiega Tiziana Tripodi, sindacalista della Cisl - perché abbiamo pensato di venire rendere omaggio a chi lavora in ospedale, a chi ha lavorato incessantemente garantendo i servizi essenziali. Purtroppo l’ospedale di Settimo ha vissuto difficoltà fin dall’inizio della pandemia. Le ultime riguardano l’internalizzazione dei dipendenti sospesa dal giudice, i lavoratori sono appesi, in attesa che qualcuno decida. La sperimentazione non è finita e quindi l’internalizzazione non era possibile. Il personale ha diritto di sapere e lavorare con qualità e dignità. In ospedale ci sono turni da 12 ore e il personale scarseggia, molti infermieri se ne sono andati. Serve compiere scelte e smettere di andare nei tribunali, inutile chiamare medici e infermieri eroi se poi le persone non hanno diritto ad una vita fuori lavoro e non sanno nulla del loro futuro. Abbiamo mandato una richiesta di incontro alla Regione, se fosse inascoltata siamo pronti a mettere le tende sotto il palazzo della Regione Piemonte”. Duro anche Nicolino Conconi, della Uil. “Qui - attacca - il lavoro per i 140 addetti rischia di sparire. Facciamo un richiamo forte alla politica, Presidente Cirio prenda in mano la cabina di regia della situazione pandemica. Dal 17 maggio non sappiamo che fine faranno lavoratori, c’è un grande punto interrogativo. La politica la smetta di litigare e assuma decisioni”. Dalla Sindaca Elena Piastra, infine, è arrivato un nuovo richiamo verso la Regione. “Abbiamo - spiega - deciso di trovarci qui per ringraziare i lavoratori esposti che in questo anno e mezzo non si sono potuti permettere di fermarsi. Il primo maggio non può che partire da qui. Questo è il momento nel quale alzare la massima attenzione possibile sull’ospedale di Settimo, c’è bisogno di prendere una decisione su ospedale, serve un atto regionale per dire che la sperimentazione gestionale è terminata, altrimenti siamo in un limbo. Fatto quell’atto si aprono altre decisioni: venderlo al privato ma questo porterebbe al collasso dell’AslTo4. Ospedale di Settimo permette alle strutture vicine di stare in piedi. Spero, quindi, che non si vada verso il privato puro, esistono altre strade: far entrare l’ospedale tra le strutture pubbliche, in questo caso servirebbe tempo e bisognerebbe sciogliere Saapa. Oppure si puo’ pensare ad nuova sperimentazione gestionale. In ogni caso, la decisione che va presa. Mi auguro che si sia alla fine di questo processo, siamo nell’imbarazzo di non riuscire a dare una risposta ai lavoratori. Se siamo qui delle colpe ce le ha la politica, tutti,  anche il socio Comune di Settimo”.
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