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No-Vax e Cln? L’Anpi dice No. Torino capitale della protesta. La "Variante torinese"

Dopo qualche giorno di pausa, nelle feste natalizie, i movimenti “No Green Pass”, No-Vax e “No vaccino per gli over 50” si sono nuovamente mobilitati contro le vecchie e nuove restrizioni decise dal governo. A Torino il primo appuntamento s’è tenuto sabato scorso in piazza Castello dove si sono dati appuntamento gli attivisti della ‘Variante Torinese’, che da quest’estate organizza manifestazioni nel capoluogo e il neonato ‘Comitato di Liberazione nazionale’, che vede tra gli esponenti più di spicco l’ex candidato sindaco di Torino, il giurista Ugo Mattei, promotore della Commissione Dupre (Dubbi e Precauzione) alla quale hanno aderito anche Massimo Cacciari, Carlo Freccero, la deputata Jessica Costanzo, ex M5S e ora di ‘Alternativa C’è’ e il leader dei portuali di Trieste Stefano Puzzer. Loro lo slogan “Omnia sunt communia’ (Tutto è di tutti), coniato dal pastore protestante riformatore tedesco Thomas Müntzer, uno dei capi dei ribelli nella guerra dei contadini tedeschi nel 1500.  Per tutta la settimana gli attivisti che si rifanno alla ‘Variante torinese’ sui social hanno alzato il tono: “Ben presto bloccheremo le città. Questa è la nostra promessa”, è andato ripetendo il leader Marco Liccione, che però  in piazza non c’è andato essendo in quarantena per aver contratto il virus.  Sul palco, Ugo Mattei, si è lanciato in provocazione a 360 gradi, compreso il paragone tra sè medesimo e i partigiani... Suo  anche l’annuncio della nascita del “Comitato di liberazione nazionale”. “Probabilmente non rivedrò mai più i miei studenti perché non ho intenzione di giurare al draghismo - ha urlato davanti a qualche centinaio di manifestanti -  Quindi sarò sospeso dall’insegnamento. Farò quello che fecero i dodici professori che nel 1931 rifiutarono il giuramento imposto dal regime. Sono maestri che non piegarono la schiena.  Rivendico la necessità dei paragoni storici. Dire che la situazione attuale non è comparabile al fascismo serve solo al potere per nascondere le proprie infame. La comparazione col fascismo la rivendico e la voglio fare”.  E poi sul comitato: “Ai tempi del Fascismo l’Italia risorse con il Cln durante la guerra. Io non voglio aspettare leggi ‘Draghistissime’. Io non voglio aspettare scontri fratricidi. Dobbiamo muoverci con un anticipo di 20 anni”.  Le parole di Mattei tutto potevan fare tranne che passare inosservate.  “Il Comitato di Liberazione Nazionale, formatosi nel 1943 - è intervenuta il presidente provinciale dell’Anpi, Maria Grazia Sestero  - vedeva al suo interno personaggi come Alcide De Gasperi, Giorgio Amendola, Ugo La Malfa, Pietro Nenni e altri ancora che, temprati dalla lunga opposizione al fascismo attraverso il carcere, il confino o l’esilio, potevano parlare a nome delle partigiane e dei partigiani combattenti una durissima guerra contro fascisti e nazisti. Mattei, invece,  offende le vittime degli orrori e delle stragi fasciste e naziste, a pochi giorni dal giorno della Memoria, e insulta i tanti giovani combattenti partigiani, donne e uomini che andavano incontro al sacrificio della stessa vita per donare libertà e democrazia. Troppi sono gli episodi che con volgarità si sono richiamati alla storia dolorosa del nazismo e della dittatura nelle piazze no vax. Torino, “medaglia d’oro al valor militare”, non può tollerare sceneggiate offensive della sua storia...”. Per la cronaca c’è da segnalare che, al termine della manifestazione in piazza Castello, sempre sabato scorso, alcune decine di persone hanno tentato di dare vita a un corteo. I dimostranti volevano raggiungere il Municipio e hanno pensato di imboccare sia via Garibaldi che via Palazzo di Città. In entrambi i casi sono stati bloccati da un dispositivo di agenti di polizia in assetto antisommossa. 
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