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25 Maggio 2021 - 10:56
«Sogno una Ciriè città dei dehors e della movida». La suggestione - «non così impossibile da immaginare» - arriva dal consigliere del Centrodestra-Insieme per la Città, Davide D’Agostino. Ne parla da un tavolino di un bar che dà su via Vittorio, nella parte della strada già riqualificata e attualmente resa pedonale per permettere proprio ai dehors di allargarsi senza limitarsi agli spazi concessi dai portici.
«Già da tempo come centrodestra ci stiamo battendo in consiglio comunale per ripensare la destinazione del centro storico in modo che si rivaluti quest’area importante della città come punto di ritrovo per tutti i ciriacesi - racconta D’Agostino -. Siamo convinti che la natura del centro storico sia questa». Pedonale, insomma. «Un salotto, un luogo di ritrovo per i cittadini» rimarca.
Già mesi fa, con una mozione, il consigliere aveva proposto all’Amministrazione una pedonalizzazione domenicale, così da non “ostacolare” i commercianti. La mozione venne bocciata ma la pandemia, annessa ai lavori di riqualificazione, hanno portato ad un’accelerata verso l’isola pedonale.
«Oggi, in un momento di ripartenza e di crisi economica devastante, è necessario pensare a quale futuro vogliamo dare alla nostra città, e non solo al centro storico - rimarca D’Agostino -. Una riqualificazione del centro storico non può che passare dalla ridefinizione di questo spazio come punto di ritrovo».
Oggi, come detto, la parte riqualificata è stata chiusa al traffico per permettere ai dehors di allargarsi sulla strada. «Interroghiamoci sul futuro della città, a partire da via Vittorio ma non solo - aggiunge il consigliere -. Ciriè è ricca di portici che possono diventare aree di sviluppo, magari con pedonalizzazioni ed iniziative ad hoc. Creare luoghi di incontro che mettano al centro i cittadini produce benefici a tutto il tessuto commerciale. Può essere un modo per sfruttare la voglia di ritrovarsi, di risentirsi comunità, di avere spazi pubblici a disposizione per passare del tempo assieme, ovviamente evitando gli assembramenti. Sfruttare i tanti portici della città da questo punto di vista può essere un perfetto volano per la ripresa economica».
Non solo su via Vittorio, come detto. Ma anche, ad esempio, sulle traverse, sulle parallele e in altri borghi, a partire dai portici di viale Martiri e di via Roma, per arrivare a quelli di via Gazzera e via Rossetti, perfino alle piazzette delle borgate di Devesi.
«Possono diventare tutti luoghi per ritrovarsi insieme e tornare a vivere la città - conclude D’Agostino -. I portici consentono di ritrovarsi all’aperto ma sempre al coperto. Credo che la strada giusta possa essere quella di immaginare iniziative occasionali nei vari punti della città e al contempo prevedere una serie di sostegni alle attività e ai privati che sono d’accordo ad impegnarsi in un percorso di questo tipo. Bisogna capire come aiutare chi ha voglia mettersi in gioco e dare il suo contributo alla rinascita città. È arrivato il momento di scrivere il futuro della nostra Ciriè».
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