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CHIAVERANO. Storie di volontari. Storie di guerra. L’appello di Olga: “Salviamo i bambini”

“Ve lo giuro, avrei voluto andare con loro....” scrive Rita Munari, il 16 marzo scorso, sul suo profilo Facebook ed è uno dei post più visualizzati e commoventi della rete. Lei, ancora lei, Rita Munari.  Chi non la conosce? Ne parliamo perchè la sua vitalità continua a sorprenderci. Nonostante l’età, da quando è scoppiata la guerra, senza farselo ripetere due volte, si è inserita pancia a terra, nel gruppo di volontari (bravi tutti) che a Chiaverano ha organizzato un centro di raccolta sotto la guida del vicesindaco Maurizio Tentarelli in stretto contatto con il Sermig di Torino e un gruppo di Ucraini, originari di Kiev, residenti a Torino. E sul volontariato - questo bisogna dirlo - Rita ci ha costruito un’intera esistenza. Con lo Zac!, con l’Anpi, con le Spille d’oro, da sola nell’accudire le tombe di Lucia Guelpa e Adriano Olivetti. Una che fa prima ancora di parlare. Un esempio da seguire. Il suo e quello di tanti altri, che senza farselo ripetere due volte si sono messi a disposizione h24. Per la cronaca mercoledì scorso, da Chiaverano (a cui fanno riferimento anche i Comuni di Bollengo, Burolo, Cascinette, Salerano, Samone, Banchette, Fiorano, Palazzo, Colleretto Giacosa, Brosso e  Lessolo.) è partito il secondo  tir con 1.600 scatole piene di generi alimentari, medicinali e prodotti per l’igiene. Alla guida Roman Drohomaretskyi, 33 anni, giunto da Chernywts. Farà rotta su Kiev. Un viaggio a tappe di tre giorni. In Polonia e poi in Ucraina, nell’ambito di uno dei corridoi umanitari, organizzati con l’aiuto dall’esercito. Negli occhi il coraggio, la forza di resistere, la voglia di combattere per la libertà sua, dei suoi figli e del suo popolo. Una sfida alla morte, puntando alla vita.  In serata, sempre Munari, ha poi condiviso le foto dell’arrivo a Sanok in Polonia e il post di Enrico Sitta, un blogger. “Ecco la vita dei nostri volontari...” ha commentato.  “Meno due gradi. Molto umido, percepito circa meno dieci - scrive Sitta -  Gli ucraini ci vengono incontro, parlano solo la loro lingua. Ci aspettano da tanto, sul ciglio della strada. Dopo dodici ore alla guida scendiamo a con il materiale stipato nei nostri due furgoni riempiamo il loro intero camion. Ci salutiamo a gesti, loro ora tornano a Kiev. Portano indietro generi pediatrici di prima necessità.  Siamo stanchi. Penso alle donne e bambini in fila alla frontiera. Ci passeranno la notte.  Domattina appena svegli dobbiamo cercare una signora con tre nipotini. È un ricongiungimento familiare. Natalia da Roma ci chiede di potarglieli. Spero che riusciremo a trovarli...”.  E poi c’è  Olga Podchernyayeva, la traduttrice di Ivrea, che fa da ponte tra l’Italia e l’Ucraina. Con un gruppo in gola, in questi giorni, ha lanciato una  appello per salvare i bambini ospiti di un orfanotrofio di Kiev. Serverono soldi per far partire subito su un autobus. Storie di guerra. Storie dal fronte. E intanto a Chiaverano la raccolta continua. Per le donazioni resta aperto il conto attivato dall’associazione La Memoria viva di Castellamonte che opera in sinergia con il centro di coordinamento di Chiaverano, presso la filiale della Banca d’Alba Credito cooperativo di Rivarolo Canavese: iban IT 38F0853030860000000002638.    Serve cibo che non abbia necessità di essere cotto: omogeneizzati, barrette energetiche, acqua, medicine e prodotti per l’igiene personale».  Per chi volesse dare una mano nella preparazione delle scatole il pluriuso è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18.
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