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SETTIMO TORINESE. Distretto Urbano del commercio per affrontare le nuove sfide (VIDEO)

SETTIMO TORINESE. Il Distretto Urbano del Commercio è la nuova sfida del comparto terziario della città. In principio c’era soltanto Incentro Settimo, un’associazione a cui negli anni hanno aderito gran parte delle attività commerciali dell’isola pedonale. L’intento era quello di creare un centro commerciale naturale, una piacevole passeggiata tra le vetrine di un’area completamente pedonale. L’esperimento varato nel 2004 resiste ancora oggi e Incentro Settimo vanta un record piemontese di longevità. Negli anni si sono consolidate alcune tradizioni, come quella dei giovedì di luglio, un appuntamento in cui i commercianti credono. Ed è ancora intatto il record iscritto al Guinness dei Primati per il pes-coj più lungo del mondo e realizzato a Settimo. 

Ma come dice il presidente di Incentro, Giancarlo Amberti, qualcosa si deve fare e cambiare in una città di negozi che lottano contro la più alta densità regionale di centri commerciali. Settimo Cielo è il retail park più grande d’Italia, con 4500 posti auto gratuito e aperture 7 giorni su 7, a pochi chilometri c’è il Torino Outlet Village e nei prossimi mesi nascerà ToDream, il più grande polo commerciale del capoluogo a due passi dal Villaggio Olimpia, in uno spazio racchiuso tra ex Pirelli e il supermercato Conad, ex Auchan, in corso Romania. Infine, c’è tutto il comparto del commercio “on line”: con il telefono, due tocchi sullo schermo e la merce arriva sotto casa, anche di domenica. Di fronte a questa sfida, unirsi è l’unica soluzione per poter competere. Il Distretto Urbano del Commercio coinvolgerà tutti i negozi, avrà il compito di analizzare le esigenze ma anche di diventare un collettore ideale per i finanziamenti pubblici, in particolari quelli regionali, per mettere in cantiere iniziative per diventare più attrattivi. Il Comune, oltre alle risorse economiche, apre la disponibilità a intervenire sulle normative e sui regolamenti, affinché si riescano a vagliare nuove prospettive “Ci sono delle leve che possiamo provare ad usare - ha detto Elena Piastra - . Ma non è detto che  a Settimo funzionerà ciò che va bene a Bergamo”. 

Per l’assessore al commercio Chiara Gaiola è fondamentale puntare sulla sostenibilità per creare delle economie circolari per mantenere i clienti sul territorio “E possiamo esercitare una serie di azioni affinché si torni a tutelare il commercio - ha detto - per stimolare l’avvio di attività necessarie, fare un insieme di azioni per raggiungere gli obiettivi”. 

Il tema ricorrente è stato quello dei negozi sfitti, le vetrine spente che creano il vuoto, un’interruzione di passeggiata sgradita e che risulta un varco alla desertificazione dei centri storici.  

La sindaca Piastra ha poi concluso condensando tutte le opere di rigenerazione in programma: la trasformazione del Borgo Nuovo, con l’abbattimento della scuola elementare e la costruzione di una nuova sull’area di via Fantina. L’altra scuola sarà trasformata per accogliere disabili non autosufficienti, saranno abbattuti i bordi della Olon con modifica di viabilità, sarà acquistato un immobile per farlo diventare sede della sede della Polizia Municipale, e infine la Siva aprirà le porte e diventerà un “Museo della Chimica”. “La Siva attrarrà tante persone, soprattutto famiglie - conclude Piastra - dobbiamo essere pronti perché lì attorno non c’è nulla. Dobbiamo provare ad agganciare i visitatori. Sono in programma degli interventi, con logiche diverse per ogni zona della città”. 

In apertura, il concetto di Duc è stato spiegato da Oliviero Cresta, ricercatore di Tradelab, società di consulenza di marketing già impegnata a Bergamo. Il logo del Duc settimese, con i colori rosso, azzurro e verde, richiama elementi cittadini: la Torre, la Biblioteca e l’Ecomuseo, gli alberi e l’acqua. La manager del Duc sarà Maria Pina Musio. 

La funzionaria dell’Ascom Torino Federica Fiore, ha sottolineato che non è la panacea di tutti i mali, ma unirsi significa promuovere uno sviluppo sociale e accedere a finanziamenti, oltre ad elaborare piani comuni per il commercio locale. “Non è un ring - ha aggiunto - ma se ci sono dei problemi, si portano a conoscenza e si suggerisce un metodo per risolverli. Le imprese sono le protagoniste. Le prime risorse serviranno a trasformare fisicamente la città, ma faremo anche la promozione del territorio e la formazione dei commercianti”. Il cammino è appena iniziato. 

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