Caterina Greco neo consigliera siede in Sala Rossa a Torino sotto la bandiera del Partito Democratico. Il sindaco Stefano Lo Russo la scorsa settimana ha formato la squadra di governo e ha assegnato le deleghe ai consiglieri. Alla settimese sono state assegnate quelle al Bilancio, Istruzione, Sistema educativo, Orientamento, Rete Scolastica e Infanzia. “Mi ritengo molto fortunata per le deleghe assegnatemi dal sindaco Lo Russo, sono pronta a lavorare, non sarà facile con i due anni di pandemia che ci portiamo alle spalle, ma ce la metterò tutta”. Ad affermarlo a La Voce è la consigliera comunale di Torino Caterina Greco.
Il sindaco metropolitano di Torino Stefano Lo Russo ha scelto la squadra di amministratori locali che insieme a lui guideranno la Città metropolitana di Torino. “Le diverse competenze ed esperienze dei consiglieri metropolitani delegati rappresenteranno un valore aggiunto importante per guidare al meglio la Città metropolitana di Torino” ha dichiarato il sindaco Lo Russo. I consiglieri delegati sono tre uomini e tre donne, sindaci e consiglieri comunali. La giunta è stata ufficializzata mercoledì 12 gennaio, nel corso della seduta di insediamento e convalida dei 18 consiglieri metropolitani eletti il 19 dicembre scorso, dove il sindaco Lo Russo ha illustrato al nuovo Consiglio metropolitano le deleghe assegnate a sei componenti della lista di centrosinistra ‘Città di Città’.
Come detto alla segretaria del Pd di Settimo, Caterina Greco, che era stata indicata con possibile vicesindaca, le sono state assegnate le deleghe al Bilancio, Istruzione, Sistema educativo, Orientamento, Rete Scolastica e Infanzia. Ovvero temi a lei molto vicini.
“Non sono insoddisfatta delle deleghe che il sindaco Lo Russo mi ha assegnato, lo sapevamo da tempo che la scelta per fare il vicesindaco non sarebbe ricaduta su di me. Lui lo ha sempre sostenuto che avrebbe scelto un sindaco per ricoprire quel ruolo. Quindi non mi sono stupita della scelta fatta. Anzi sono molto contenta e pronta a lavorare” ha detto Greco.
La segretaria del Pd di Settimo, grazie ai suoi 800 e passa voti, nella lista del Partito Democratico, è riuscita a conquistare un seggio in Sala Rossa.
Qual è l’emozione di questo momento?
L’emozione più grande è stata entrata in Sala Rossa e respirare un’atmosfera solenne. Un momento che mi ha inorgoglito ed è stata per me una grande soddisfazione e un grande traguardo raggiunto.
Nelle ultime settimane era stata anche indicata come possibile vice sindaco, si ritiene soddisfatta o no?
Quando c’è un impegno politico e un risultato politico diciamo che le aspettative sono sempre alte. Però dopo 25 anni di politica ho imparato che le aspettative possono essere alte, ma poi quello che si riesce ad ottenere è un’altra cosa. Sono soddisfatta del clima che c’è e della fiducia che c’è tra di noi. Sono parte integrante della squadra, ho delle deleghe importanti e cercherò di seguirle al meglio. I risultati sono quelli che contano alla fine.
Adesso Torino è pronta per ripartire. Cosa serve in questo momento e soprattutto cosa serve dopo i due anni di pandemia?
Servirebbe quasi un miracolo (sorride ndr). La cosa importante in questo momento è che abbiamo una grande voglia di fare e ricominciare. La città è stremata dalla pandemia. Una situazione che oggi è diventata pesante. La città di Torino come la città Metropolitana così come tutto il territorio ha voglia di ripartire. C’è un grande bisogno di ricucitura sociale perché le fratture che già c’erano sono state acuite da questa grave crisi pandemica e bisogna fare il massimo sforzo per riportare un clima di comunità. Bisogna ripartire con tutte le forze possibili utilizzando le risorse del PNRR.
Nel Suo programma lei ha parlato sempre di periferie. Quanto saranno al centro del suo nuovo percorso politico?
Diciamo che io arrivando da Settimo, che è già periferia, ho un gap in più. Bisogna rendere le periferie più attrattive. C’è bisogno che diventino delle nuove centralità, assegnando loro nuove funzioni, recuperando quel tessuto sociale, come gli input che arrivano dalla Circoscrizioni, ma lavorando anche su un perimetro più largo. Io credo molto che ci possa essere un rilancio non solo di città Metropolitana, ma di tutta l’area. Per esempio aver aperto a Settimo il Centro per l’Autismo al Villaggio Olimpia, non è una risorsa solo per Settimo ma è una risorsa per l’intera area Nord-Est di Torino così come per l’area Nord. L’altro esempio in questo senso è il palazzetto dello Sport di Settimo che non ha solo la funzione di avvicinare le società sportive, ma ha una funzione di collettore verso un’area più vasta.
C’è sempre stata una disuguaglianza tra Torino Nord e Torino Sud. Cosa si potrebbe fare per diminuirla?
Prima di tutto lo farà la Metro 2 che arriverà fino a Pescarito. Nel progetto definitivo noi dovremo far attenzione e preoccuparci che ci siano gli sbaffi che vanno a Nord e Sud. Non dobbiamo fare un ragionamento che riguardi solo un’area, ma guardare tutta la città metropolitana. Noi negli anni siamo stati penalizzati per le direttive di Torino. Certo è che bisognerà fare ragionamenti per portare sviluppo in altre aree.
Da sempre è vicina al mondo della scuola. Dopo il lockdown c’è ancora più bisogno di supporto nei percorsi degli studenti. Cosa si potrà fare per loro per recuperare ciò che hanno perso con la pandemia?
Questa pandemia ha portato gravi disagi, ma abbiamo anche avuto delle cose positive. Grazie ai finanziamenti che ci sono arrivati in questi mesi siamo riusciti a dotare le scuole di tecnologie e strumenti digitali che prima non avevamo. C’è stato un forte investimento sulle scuole che secondo me è molto importante. Noi a Settimo avevamo già una grande infrastruttura con la banda larga, prima non avevamo le materne collegate, ma adesso lo saranno anche loro. Abbiamo dotato tutte le classi di Lim. Anche la classe docente che si è trovata impreparata, ha imparato ad utilizzare i nuovi device per utilizzare la Dad. L’aspetto che abbiamo perso è quello della socialità, la dimensione educativa e del rapporto umano. Queste purtroppo non si possono recuperare. Quindi c’è una necessità enorme di supporto psicologico. E poi abbiamo anche perso tutte quelle attività integrative che si facevano nelle scuole prima della pandemia: dallo sport alla musica. Queste esperienze sono necessarie per i ragazzi e dobbiamo fare in modo di recuperare. Infine, c’è l’aspetto dell’orientamento: abbiamo una dispersione scolastica molto alta. Questo va assolutamente recuperato e affrontato come il disagio giovanile. Dopo il lavoro che è la priorità del nostro Paese, c’è da affrontare il disagio giovanile.
Oggi quanto è importante la competenza e la responsabilità per amministrare?
Non solo oggi, ma da sempre in politica è importante la competenza, le capacità e anche l’empatia. La politica quando inizi a farla, ti entra nelle vene e non è facile abbandonarla e continui a farla incessantemente. Poi ci sono le soddisfazioni, ma anche le delusioni e gli insuccessi. Però alla fine la soddisfazione maggiore con capacità e serietà la danno i cittadini. Quando crei un nuovo servizio o risolvi un problema per il cittadino, quella è la soddisfazione più grande per un politico.
Lei oggi è soddisfatta del suo percorso politico?
Sono soddisfatta del mio percorso politico fatto a Settimo, mi ha dato la possibilità di crescere tantissimo. Ho lavorato tantissimo e sacrificato molto. Nella vita si fanno delle scelte e io ho scelto la carriera politica a quella lavorativa. Il risultato di oggi ripaga il lavoro di questi anni. Ma ci tengo a dire che questo è il risultato di una squadra, di un insieme di persone. Il merito non è solo mio. Ma adesso siamo ad un asse di partenza, ora si inizia a lavorare.
Oggi, quanto è difficile per una donna fare politica?
Molto difficile, ma diciamo che è meno di prima perché è passata finalmente l’idea della parità e allora le donne impegnate in politica adesso sono considerate una risorsa. La strada è sempre in salita, è sempre una scalata e il percorso non è mai semplice. Anche perché noi donne abbiamo più impegni: abbiamo la famiglia, il lavoro, i figli.
Quanto è complicato coniugare il lavoro, la famiglia, i figli?
È complicato, ma noi siamo brave ad organizzarci (sorride ndr). Magari mentre sto cucinando, con le cuffie rispondono al telefono. Oppure mentre leggo un whatsapp leggo anche le mail. Questa è una capacità che abbiamo noi donne, come si suol dire siamo multitasking. Quello che noi riscontriamo in politica sono le posizioni apicali. Sarebbe importante avere un segnale: il futuro presidente del consiglio o della Repubblica, magari fosse una donna. Non dovremmo avere una legge sulla parità per ottenerla, ma la società dovrebbe vederla come una cosa normale. Per esempio quando a Settimo si doveva scegliere il candidato sindaco, all’epoca io aveva già fatto due mandati di assessore, quindi per me era quasi naturale pensare di essere scelta come candidata sindaca, e invece no, fu scelto un uomo. Poi però siamo riusciti con Elena Piastra ad avere a Settimo la prima sindaca donna.
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