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CHIVASSO. "Mi sono laureato al Poli ma l'ingegnere non faceva per me. Sogno i Paesi Baschi e ho un rimpianto: veterinaria"

CHIVASSO. Dalla laurea in ingegneria all’apertura della “Bottiglieria”: Tiziano Cavi, chivassese, si racconta. 

Nato il 19 aprile del 1977 sotto il segno dell’ariete, Tiziano Cavi dice di sè di incarnare, alla perfezione, il suo segno zodiacale: “Sono molto testimone”.  Da piccolo era un bimbo molto tranquillo, che giocava con le sue “macchinine” e aveva il desiderio di fare il veterinario. 

Chivasso Nella sua Bottiglieria

Questo è un sogno che ho ancora oggi, in realtà - comincia  a raccontare -. Dopo il liceo mi sono poi iscritto al Politecnico di Torino, per seguire i consigli genitoriali. Ho conseguito il diploma di laurea in Ingegneria delle Telecomunicazioni e la laurea di primo livello in Ingegneria dell’Informazione e ho poi iniziato a lavorare in quell’ambito… ma non faceva per me. Inizialmente sono stato assunto da uno studio di progettazione per le telecomunicazioni e vi sono rimasto all’interno per un annetto e mezzo circa; poi ho lavorato per la ‘Toroc’ per otto/nove mesi, questa era l’agenzia che seguiva le Olimpiadi di Torino 2006, e per loro io fungevo da vice responsabile del Palaghiaccio Tazzoli. Nel 2007 ho poi aperto l’‘XXL Cafè’ con il mio ex socio, ma nel 2009 ho ceduto le mie quote perché volevo lasciare la vita notturna da bar e potermi dedicare ad altro. Oggi sono felice di vedere i risultati raggiunti dal locale, hanno lavorato davvero bene, e penso che il loro team sia ottimo”.

Lo snowboard, una delle sue più grandi passioni

Dopo il capitolo “XXL”, Tiziano Cavi si è dedicato alla montagna e ha aperto a Chivasso un negozio di snowboard e abbigliamento montano che ha tenuto aperto fino al 2015. Vedendo poi che il settore era molto penalizzato dal commercio online, ha deciso di chiudere e nel mentre ha aperto un locale, cocktail e ristorante, sulla collina di Lauriano, che però ha purtroppo avuto vita breve. Dopo un annetto circa ha lavorato come dipendente per un’azienda che eseguiva impianti e ricercava i guasti per conto della “Telecom”, nel campo della telefonia fissa, ma l’azienda dopo poco ha chiuso. “Ho quindi deciso di aprire una bottiglieria con mio padre e questa è la nostra attuale attività. Si chiama ‘Bottiglieria Succo d’Uva” e si trova in via Caduti per la Libertà 15/A. Vendiamo vini sfusi e in bottiglia, facciamo aperitivi e degustazioni. Ci divertiamo molto a lavorare insieme e cerchiamo di non proporre i soliti vini, ma qualcosa di più ricercato e stiamo lontani dalla grande distribuzione. Papà inoltre è sommelier ed ex produttore di vino” racconta.

Nella vita di Tiziano Cavi c’è, ovviamente, anche spazio per l’amore: dal 12 luglio 2013 è felicemente sposato con Marinella Grassone. 

Con gli amici del liceo

“Dopo aver convissuto per un po’ abbiamo deciso di sposarci e sono contento di poter dire che a distanza di anni funziona tutto benissimo fra di noi. Anche Marinella, come me, ha un’attività in proprio e siamo entrambi molto impegnati… ma appena ne abbiamo la possibilità andiamo a farci qualche week end in giro” racconta.

Nella vita di Tiziano ci sono anche tante passioni, e la prima è Mia, un bel cagnone di sette anni. “La mia vita e quella di mia moglie è legata a lei” afferma. Altra grandissima passione è quella per il Motomondiale. “Il week end non posso non guardarlo e poi c’è Pecco, che oltretutto è figlioccio di mia moglie, e che noi seguiamo da tempo immemore, fin dalle prime corse” spiega. Ma le passioni non sono finite qui: c’è quella per la musica, i generi rock e heavy metal in particolare; c’è la passione per il giardinaggio e quella per la vita di campagna/collina, e non a caso Tiziano e la moglie sono andati ad abitare a San Genesio. Ma c’è anche la passione per la montagna e quella per i relativi sport come lo sci e lo snowboard.

Con l'adorato cane Mia

Una vita incentrata sul lavoro, ma con il giusto tempo dedicato alla famiglia, alla casa e agli amici. Una vita di cui Tiziano Cavi racconta di essere soddisfatto al 99%. 

Il piccolo pezzetto che manca è dovuto al non aver studiato Veterinaria e al non aver dedicato completamente la mia vita agli animali. Mi sarei voluto iscrivere nuovamente all’università, ma con il lavoro è sempre mancato il tempo… ma mai dire mai nella vita! In ogni caso cerco di avere più cura che posso nei confronti di ogni tipo di animale, salvo persino i ragni e le cimici - racconta -. Con i suoi alti e bassi non mi lamento assolutamente della mia vita, rispetto a tante altre persone sono fortunato per ciò che ho. Se dovessi dirvi cosa mi piacerebbe fare in futuro, a parte il veterinario, vi direi che sarebbe bellissimo potermi trasferire a vivere all’estero, magari nei Paesi Baschi dove da un lato hai il mare, e la temperatura non scende mai sotto una determinata gradazione, e dall’altro le montagne”.

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