“Sono nato a Chivasso il 10 febbraio 1992 e da sempre sono una persona solare, positiva e ottimista. Vivo alla giornata, nel senso buono del termine, cioè penso al qui e ora. Rispecchio perfettamente il mio segno zodiacale, l’acquario, infatti sono un po’ disorganizzato e confusionario. Da piccolo, a quanto mi racconta mamma, ero anche abbastanza iperattivo” così comincia a raccontarsi Stefano Cena.
Un ragazzo che da bimbo non ha mai avuto un’idea ben definita di ciò che avrebbe voluto fare da grande, ma che era dotato di uno spirito improntato verso l’arte, tanto da scegliere di iscriversi al liceo artistico dopo le scuole medie. “Prima di iniziare il quarto anno delle superiori ho, però, deciso di interrompere gli studi per iniziare a lavorare: ho fatto il lavapiatti, il barista e sono sempre stato dipendente, ma poi ho avuto la fortuna di poterne avere uno mio di locale. Inizialmente al 50%, ma da due anni ho rilevato anche l’altra metà delle quote e sono diventato il titolare di ‘Fuori Centro’, il bar sito in viale Cavour 8 - racconta -. Quando ho scelto il lavoro di barista l’ho fatto un po’ perché avendo interrotto gli studi volevo qualcosa che non necessitasse per forza di essere titolati e un po’ perché mi piace stare a contatto con le persone dato che i lavori statici non fanno per me”. Due anni da titolare per niente facili visto l’arrivo del Covid nella prima metà del 2020, ma come già detto Stefano è un’inguaribile ottimista e non si lascia abbattere facilmente dagli eventi avversi. Nel suo lavoro non ha ritrovato ciò che ha studiato a scuola, ma lui cerca comunque di portare un pizzico d’arte nel suo bar: facendo dei disegni sui cappuccini, preparando dei cocktail particolari, curando molto l’estetica e il design.
La sua passione per l’arte, negli anni, è sfociata anche in un altro ambito e cioè quello musicale. “Con un paio di amici abbiamo iniziato a fare rap, abbiamo creato un piccolo studio di registrazione in camera mia, una cosa molto semplice e alla buona, e scrivevamo i nostri pezzi insieme - spiega -. Eravamo molto presi da questa attività, ma non avevamo ambizioni di chissà quale entità… non lo vedevamo come un possibile lavoro futuro, ma solo come divertimento. Abbiamo frequentato anche altri studi di registrazione, conosciuto tanta gente e ci siamo confrontati con altri musicisti. Siamo andati avanti per diverse annate, ma da sei anni circa quell’attività l’abbiamo interrotta. Il lavoro al bar è molto impegnativo e porta via tanto tempo, quindi ho accantonato la musica. Mi piace molto anche leggere, ma oggi i momenti per farlo sono sempre meno. Altra cosa che faccio volentieri è viaggiare, mi serve per riposarmi e anche a livello di crescita personale, in particolare mi attirano i posti sperduti e un po’ strani”. Stefano Cena porta avanti la sua attività con l’aiuto della famiglia: sua mamma Rosy e la sua fidanzata Elisa sono, infatti, al suo fianco. “Mamma mi aiuta principalmente con la contabilità e a livello organizzativo, mentre la mia fidanzata lavora con me come barista. Loro non sono le uniche donne della mia vita, infatti ho anche una sorella minore, Rebecca” racconta.
Un desiderio di Stefano è quello di aprire un bar in Spagna o, comunque, in un posto caldo e fuori dall’Italia. Al di là di questo è soddisfatto della sua vita attuale. “Sono davvero una persona positiva e molte cose mi scivolano addosso… un po’ per ‘menefreghismo’ e un po’ perché sono fatto così, è la mia indole, il mio modo di essere. Devo dire che mi addormento sempre, o quasi, felice e contento e quindi va bene così… ad oggi non mi lamento, anzi” afferma in conclusione e ci saluta.
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