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I fuochi proibiti ma non troppo di Elena Piastra: a Settimo il Capodanno va in fumo (letteralmente)

L'ordinanza della sindaca Piastra contro botti e petardi si è rivelata un flop: Settimo ha festeggiato il nuovo anno con esplosioni degne di una guerra mondiale. I vigili? Non pervenuti

Se a Settimo Torinese qualcuno avesse osato sperare in un Capodanno silenzioso, grazie alla ferrea ordinanza della sindaca "chiacchierona" Elena Piastra, si sarà trovato costretto a fare i conti con una realtà ben diversa: un'inesorabile pioggia di botti e petardi, tanto da far sembrare la città letteralmente in guerra.

L’ordinanza n. 366 del 17 dicembre 2024, in perfetto stile copia-incolla, recitava solennemente: "Dal 21 dicembre al 6 gennaio compreso è vietato accendere, lanciare e sparare fuochi d’artificio, mortaretti, petardi, bombette e altri oggetti similari su tutto il territorio comunale". Per chi avesse avuto la tentazione di trasgredire, ecco pronta la sanzione da 50 a 500 euro. Ma a giudicare dai boati che hanno accompagnato il passaggio al 2025, sembra che questa ordinanza abbia avuto lo stesso peso specifico di un volantino pubblicitario.

Alle 23:59 del 31 dicembre, il cielo di Settimo si è illuminato come fosse mezzogiorno. Fuochi d’artificio di ogni calibro e forma hanno salutato l’anno nuovo, accompagnati dal sottofondo di petardi che scoppiavano come popcorn. Persino i cani, solitamente allarmati dai botti, sembravano ormai rassegnati alla tradizione locale di ignorare le ordinanze. E i vigili? Inutile domandarsi se fossero in giro a fare multe o se ne abbiano fatta almeno mezza...

Sfogliando il testo dell’ordinanza, non si può fare a meno di ammirare la poesia burocratica: "Tali comportamenti determinano una chiara turbativa in materia di quiete pubblica", oppure "Gli animali di affezione risentono in modo negativo delle esplosioni". Certo, parole sacrosante, ma sembra che a Settimo l’efficacia delle ordinanze si limiti al nobile intento di sensibilizzare. I risultati? Un Capodanno che ha dimostrato come le "necessità di limitare rumori molesti" siano rimaste... inascoltate.

Non è la prima volta che un’ordinanza sui botti si rivela poco più che un gesto simbolico. Forse l’amministrazione confidava in un miracolo dell’ultimo minuto: un’improvvisa coscienza civica dei cittadini? O magari un’ondata di vigili pronti a multare i trasgressori? Qualunque fosse il piano, è fallito miseramente. In compenso, la "terza guerra mondiale" di Capodanno ha offerto uno spettacolo pirotecnico gratuito.

Ci si chiede: servirà una nuova ordinanza per l’anno prossimo, magari con lo stesso copione?

O si arriverà alla consapevolezza che non basta mettere un divieto su carta per cambiare le abitudini consolidate? Intanto, i settimesi possono già prepararsi: il prossimo Capodanno promette fuochi, botti e, naturalmente, tante parole vuote della sindaca più chiacchierona d'Italia.

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