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Ivrea

Amianto negli orti urbani. Piccoli accusa Comotto: "E' una vergogna!"

La notizia che i lavori s’erano fermati l’avevamo data quasi per caso noi al sindaco Matteo Chiantore il 20 giugno e lui nell’arco di qualche minuto aveva preso informazioni e ci aveva confermato il problema. 

L’ex vicesindaca oggi consigliera comunale d’opposizione Elisabetta Piccoli? Da giorni ha un diavolo per capello, e sono due le questioni che non intende lasciar cadere per terra, che non la fa fanno dormire la notte… Il nuovo supermercato nell’ex area Enel di corso Vercelli e la rigenerazione degli orti urbani di Canton Vesco fermi con le quattro frecce da qualche settimana. Il dito indice è puntato sull’assessore Francesco Comotto.

E si comincia da San Grato. “Quello che sta accadendo è vergognoso - commenta Piccoli - Che là sotto ci fosse l’amianto ne eravamo quasi certi e infatti il progetto era nato anche per la bonifica e prevedeva dei carotaggi da eseguirsi prima di buttare giù le baracche. Si tratta di un progetto di rigenerazione di un’area disagiata non di un semplice abbattimento. E’ con quell’obiettivo che siamo riusciti a prendere i soldi. Io non capisco con che faccia oggi l’ufficio tecnico e l’assessore Comotto ci vengono a dire che bloccano tutto perchè han trovato l’amianto… Stanno sbagliando. Hanno gestito i lavori in maniera vergognosa. Hanno distrutto tutto e lasciato i detriti  (amianto compreso) a cielo aperto e senza transenne. S’aggiunge che non hanno ancora dato una risposta che sia una ai cittadini residenti… Comotto e il sindaco non hanno considerato l'aspetto sociale. Questo era un posto di ritrovo. A San Grato li chiamavano giardini…”.

La notizia che i lavori s’erano fermati l’avevamo data quasi per caso noi al sindaco Matteo Chiantore il 20 giugno e lui nell’arco di qualche minuto aveva preso informazioni e ci aveva confermato il problema. 

E’ capitato che il giorno prima ci eravamo trovati   in San Grato a fare un giro di perlustrazione con Mariangela Gamberini, una cittadina de neo comitato di quartiere e con le ci eravamo messi a litigare con il titolare dell’impresa vincitrice dell’appalto risoluto nell’intimarci di non far foto, di non far video, vai a capire perchè…

Insomma San Grato, ultima fermata. Qui nascosto dietro ai condomini c’è un piccolo appezzamento di terra di proprietà del Comune. Un tempo era dell’Olivetti che l’aveva destinato agli abitanti per farne degli orti urbani.

Oggi sembra di stare sulla luna tra cumuli di immondizia da smaltire, crateri e reti arancioni per delimitare l’area. Fino a qualche mese fa lo utilizzavano in tanti. Di giorno per coltivare insalata, finocchi, cavoli e spinaci, allevare oche, polli e galline per le uova. Di notte per imboscarsi, per drogarsi, per fare le peggiori cose.

Ma era anche un posto dei ricordi,  in cui passare la domenica, perchè no, a mangiar salsicce e arrosticini. Una bidonville con casette improvvisate, dehors e spiazzi.

Poi sono arrivate le ruspe e hanno spianato tutto. Anzi no, quasi tutto, considerando che di baracche con giardino ne sono rimaste tre ed è qui che si allevano pecore, galline e montoni che ogni tanto cominciano a girovagare un po’ ovunque.

“Li chiamano gli intoccabili…” commentano come un disco rotto in tanti. 

Ispezione dei tecnici e del titolare dell'impresa

20 giugno: Ispezione dei tecnici e del titolare dell'impresa

Morale?

Grazie ai soldi piovuti dall’Europa con il Pnrr (circa 1,2 milioni) l’idea era quella di sistemare tutto.

Prima le ruspe avrebbero sradicato, estirpato e abbattuto ogni cosa poi si sarebbe ridisegnata l’intera area con le casette per gli attrezzi tutte uguali. In totale una settantina di piccoli appezzamenti tra i 110 e i 200 metri quadri, delimitati da apposite recinzioni, su un’area di circa 12 mila metri quadrati, dotata di un pozzo per l’acqua collegato a pompe elettriche alimentate da pannelli fotovoltaici.

Si sapeva della presenza di lastre di amianto, utilizzate per lo più come tettoie. Si era a conoscenza dei materassi, del ferro, delle carcasse di vecchie lavatrici e stufe. Si sapeva tutto e  si pensava di riuscire a portar via i rifiuti in un mese. Poi si è ipotizzato fine maggio. Siamo a luglio. I cumuli di rifiuti, sono ancora lì. Oggi il cantiere è bloccato e gli orti urbani potrebbe restare lì sulla carta e solo su quella, per sempre.

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