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Il caso

Nelle case del Comune degrado e topi: i residenti chiedono aiuto (VIDEO)

Gli alloggi sono stati affidati alle famiglie in via emergenziale, e i problemi non mancano

"Vedi qui? Escono i topi". Angela, giovane mamma che abita a Lanzo assieme alla famglia, punta il dito verso un portone in cui mancano due pezzi. Il portone si trova nell'androne del palazzo di via San Giovanni Bosco dove la donna vive assieme alla famiglia.

Sbirciando dentro le due fessure aperte ci si accorge che dietro quel portone c'è uno stanzone invaso da materiali di ogni tipo, buttati alla rinfusa in mezzo ai fiocchi di polvere. L'ambiente perfetto per far pullulare topi e scarafaggi. La cantina di casa sua non è ridotta meglio: dopo una pioggia l'acqua si è infiltrata nello scantinato e ha deteriorato tutto ciò che Angela ci conservava.

"Non ho più niente"

Una biciclettina, dei giocattoli, delle borse e dei sacchi neri, così come tanti altri oggetti per i suoi figli e per sé stessa. Tutto deteriorato o rovinato dalla pioggia. "Non ho più niente" sospira Angela guardando quel cimitero di oggetti arrugginiti.

Con lei saliamo le scale che portano al suo appartamento, tra muri scrostati e degrado generale. I pezzi di intonaco cadono dalle pareti anche solo toccandole.

Assieme alla sua famiglia, la donna vive nella casa dal 2018. Lo stabile è di proprietà del comune, che lo affida a chi, per un motivo o per l'altro, ne ha urgentemente bisogno. Vuoi a causa di uno sfratto esecutivo, vuoi a causa di altre emergenze abitative.

L'appartamento

Gli appartamenti sono piccoli e i problemi non mancano. L'angusto bagnetto non ha il bidet, e circa un anno fa, racconta Angela, lo scaldabagno è esploso. Fortunatamente non c'era nessuno nei paraggi.

Stessa sorte è tornata al frigo, bruciato da un cortocircuito, e a un cellulare. Anche i termosifoni funzionano a giorni alterni. "Quest'inverno abbiamo dovuto usare le stufette" racconta la donna.

Le pareti della casa sono macchiate, probabilmente a causa delle perdite, e scrostate. Angela e il compagno hanno dato una mano di vernice in soggiorno, cercando di decorare la casa e di renderla accogliente. Questo dopo che il lampadario del soggiorno era caduto sul pavimento. L'hanno dovuto portare in cantina e sostituire.

Sul balcone lo spettacolo non è diverso. La ringhiera pare sul punto di staccarsi e, alzando lo sguardo, si nota un'asse di legno che pende, come se stesse per crollare. La serranda è rotta. La porta di ingresso si chiude male e appena c'è una folata di vento sbatte contro lo stipite rendendo impossibile dormire.

"Non riesco neanche a invitare delle amichette delle mie figlie o degli amici di mio figlio a casa, perché mi vergogno" ci dice Angela. 

"C'è un'incapacità a gestire il patrimonio immobiliare"

Alla questione si è interessato il consigliere di minoranza Matteo Filippin. "L’emergenza abitativa - ci dice - esiste anche in un piccolo comune come Lanzo. Addentrandosi nelle vicende locali si scopre come la difficoltà di gestire l’emergenza abitativa vada a braccetto con una palese incapacità di gestire il patrimonio immobiliare e l'inefficienza di servizi sociali sempre più burocratizzati e distanti dalle reali esigenze di integrazione ed inclusione sbandierati".

Lanzo dispone di una serie di immobili a destinazione residenziale destinati alle emergenze abitative, e per Filippin "si tratta di immobili che probabilmente non potrebbero essere immessi sul mercato non solo per obsolescenza generale, ma per carenze sul piano igienico sanitario, impiantistico e in certi casi strutturale".

Matteo Filippin



Nel caso della famiglia di Angela, quella che doveva essere una abitazione di emergenza è divatata una sistemazione duratura. "Se in situazioni di emergenza - commenta Filippin - ci si può accontentare, quando la condizione diventa status duraturo, entrano in gioco esigenze diverse e nuovi problemi".

Per Filippin "il termine temporale di 6 mesi, entro il quale si dovrebbe esaurire l’emergenza non è propriamente adeguato.
Manca un supporto normativo adeguato che possa dare strumenti operativi e risorse ad un volontariato che per quanto prezioso si muove troppo spesso sulla scia di una amorevole assistenza che tampona, ma non risolve. Resta il fatto che il disagio a Lanzo non è marginale, ma assolutamente tangibile, presente e non trova facilmente risposte".

"Chiederemo all'ufficio tecnico di verificare la situazione"

La Voce ha contattato la Giunta lanzese, e nello specifico l'assessore con delega al Patrimonio Tina Assalto. "Avevamo ricevuto una segnalazione per la presenza di topi, e così è partita la verifica da parte dell'ufficio tecnico e partirà la derattizzazione" ci dice l'assessore.

Mentre scriviamo, la derattizzazione non è ancora partita. Un intervento per liberare lo stabile dai topi era già stato effettuato due anni fa, ma gli animali sono tornati. Segno di un problema più profondo.

L?assessore Tina Assalto

Per quanto riguarda la situazione descritta in queso articolo, l'assessore ha preso l'impegno di verificare per capire l'entità della situazione: "Chiederò  - ci dice - all'ufficio tecnico di verificare le reali situazioni e necessità presenti nell'appartamento".

Lo stabile versa in uno stato di obsolescenza e avrebbe bisogno di essere riqualificato, ma al momento i fondi sono pochi: "Se lei mi chiede se abbiamo le risorse per rifare cose come il tetto le dico che al momento non ci sono, ma bisognerà capire l'entità degli interventi. Sicuramente ci sono delle manutenzioni ordinarie da svolgere".

Le famiglie che abitano l'edificio sono lì grazie a un rapporto diretto col Comune, che, senza la mediazione di ATC, ha messo a disposizione lo stabile per chi aveva bisogno. "Abbiamo dato loro ciò che avevamo" conclude Assalto. 

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