AGGIORNAMENTI
Cerca
09 Marzo 2022 - 16:03
Nella foto Luciano Bonaria
lo stabilimento di Volpiano
Le risorse impiegate da SPEA nelle attività di ricerca (R&D) superano costantemente il 15% del fatturato, in linea con i competitor americani e giapponesi, le cui maggiori dimensioni permettono loro di impiegare risorse nettamente più cospicue.
Ciò non è stato di intralcio alla SPEA nell’accreditarsi a livello globale come azienda caratterizzata dal così detto “ingegno italico”, grazie segnatamente all’inventiva e alla genialità che producono i risultati della propria ricerca, capace di ideare e tradurre le invenzioni in soluzioni tecnologicamente efficaci, al passo della rapidità evolutiva del settore in cui opera.
Al fattore creativo della ricerca, la SPEA ha affiancato una rigorosa attività sperimentale, affinché sia garantita l’inscindibilità della componente innovativa con la assoluta affidabilità funzionale ed operativa dei sistemi prodotti e installati presso i clienti. Sul punto il sig. Luciano Bonaria è categorico: “la ricerca e l’innovazione sono fasi importanti del nostro business, ben consci che il processo creativo è caratterizzato dall’incertezza nell’affrontare e risolvere le nuove sfide tecnologiche richieste dal mercato. Però desidero chiarire che il trasferimento dei risultati della ricerca alle macchine da noi prodotte è un processo impegnativo e rigorosissimo che non prescinde mai dall’esigenza di ottenere prodotti efficienti e affidabili al mille per mille”.
Tali fattori assurgono a punti di forza dell’azienda, capace in tal modo di intercettare le esigenze di colossi mondiali.
Ovunque si trovi un microchip o una scheda elettronica, SPEA ne garantisce il corretto funzionamento e la assenza di difetti, senza possibilità di errore. I suoi sistemi di collaudo sono in grado di intervenire su più livelli: dal microchip al prodotto finale, in modo da risolvere in toto le necessità dei clienti.
Tanto per dare dei numeri, allo stato attuale, esistono nel mondo oltre 10 mila apparecchiature e macchinari installati da SPEA.
“Saper guidare il progresso tecnologico anziché seguirlo”, questa è la parola d’ordine ricorrente in SPEA ed il trend di crescita dimostra di saper orientare le attività di Ricerca e Sviluppo verso una concreta dimensione applicativa delle invenzioni concepite.
I dispositivi a semiconduttore, altrimenti detti microchip, sono componenti elettronici prodotti in volumi di miliardi all’anno, da un numero ristretto di aziende.
L’industria dei semiconduttori vive un ciclo pluriennale di crescita, sostenuta soprattutto dall’innovazione trasferita ai prodotti elettronici, ed è di proprio di questi tempi il brusco risveglio dell’Europa nell’apprendere della penuria di microchip che ha reso vulnerabile la “supply chain” di tutti i settori dell’industria europea rimasta a secco, aggravata del fatto della localizzazione nell’area asiatica dei maggiori fabbricanti di componenti elettronici. Parallelamente, si assiste al progresso e alla diffusione esponenziale delle batterie, la cui crescita repentina richiede lo sviluppo di tecniche automatiche di collaudo di ogni singola cella e modulo.
Sono oggi note le notizie della fermata delle linee produttive di auto causata dalla carenza negli approvvigionamenti delle componenti elettroniche. Ora Bruxelles vuole correre ai ripari e sogna una filiera UE dei chip, lanciando European Chips Act, un piano di investimenti pubblico-privati da 43 miliardi di € da qui al 2030, volto a portare la produzione europea di chip dall’attuale 10% ad almeno il 20% dell’offerta mondiale.
Per lo sviluppo di un singolo chip, per la fascia top, si parla di investimenti per cifre comprese tra i 250 e i 500 milioni di dollari. Se si parla di nuovi impianti di fabbricazione allora si parla di investimenti per diversi miliardi.
Secondo le più recenti stime, le vendite globali di semiconduttori potrebbero raddoppiare dai 450 miliardi di dollari del 2019 a circa 1,000 miliardi di dollari al 2030. I semiconduttori sono oggi considerati al pari di una “priorità di sicurezza nazionale” e come anzidetto, per quanto con colpevole ritardo, l’Europa sta cercando di avvicinare le catene di approvvigionamento e l’americana Intel potrebbe scegliere l’Italia per aprire uno dei suoi stabilimenti.
Ebbene, aziende internazionali di questa portata sono i clienti di SPEA; i microchip (sempre di avanguardia) e le schede elettroniche sono i beni il cui collaudo è affidato ed eseguito dalle macchine concepite e prodotte dalla SPEA.
Bisogna avere ben chiaro che per produrre microchip e schede elettroniche è indispensabile avere i macchinari di avanguardia che siano in grado di collaudarli, è impensabile pensare di vendere elettronica e microelettronica senza che essa sia collaudata completamente e al 100%.
Insomma, per produrre tecnologia ci vuole l’elettronica, e per collaudarla bene ci vuole SPEA.Edicola digitale
I più letti
Ultimi Video
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.