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I fratelli Guido e Pietro Deiro, di Salto Canavese. Celebri fisarmonicisti negli Stati Uniti d’America

Un articolo per la rivista Canavèis di Baima e Ronchetti scritto da Giovanni Ceretto Castigliano

I fratelli Guido e Pietro Deiro, di Salto Canavese. Celebri fisarmonicisti negli Stati Uniti d’America

Pietro Deiro

Non è una storia qualsiasi quella dei fratelli Guido e Pietro Deiro, pionieri della moderna fisarmonica a piano, nati a Salto Canavese, rispettivamente nel 1886 e nel 1888, figli di Carlo Deiro e Maria Mussatto che gestivano una rivendita di frutta e verdura nella piazza del piccolo borgo di Salto, nelle vicinanze di Cuorgnè. 

Gli inizi.

Il più grande dei due fratelli, Guido, dimostrò ben presto le sue doti musicali suonando prima l’ocarina e poi debuttando senza alcuna conoscenza musicale su di un piccolo accordéon (una sorta di organetto) che lo zio paterno gli portò dalla Germania.

A questo riguardo si ricorda un episodio poco piacevole: in seguito al rifiuto del piccolo Guido di far ascoltare i suoi progressi con l’accordéon ricevuto in dono, lo zio glielo rompe in testa! Episodio assai improbabile ma tramandato quasi come una leggenda.

Comunque sia andata, il giovane Guido compie notevoli progressi con quel rudimentale strumento, imparando ad orecchio le melodie popolari dell’epoca. Intrattiene i clienti del negozio di famiglia e nei mercati delle varie località canavesane, poi a poco a poco coinvolge il giovane fratello Pietro nella sua sfrenata passione per quello strumento a mantice. 

Passati alcuni anni nell’attività di famiglia, sovente in conflitto con il duro carattere del padre, Guido ormai adolescente parte ed emigra all’estero, e come tanti giovani canavesani trova lavoro nelle miniere di carbone sul confine franco-tedesco, vicino a Metz.

Ben presto chiama suo fratello Pietro a raggiungerlo, e gli raccomanda di portare con sé il piccolo accordéon, con il quale i due fratelli intrattengono negli alberghi locali i minatori e tutti gli avventori, scoprendo di poter guadagnare molto di più di una giornata di duro lavoro in miniera. In questo periodo i due canavesani hanno anche l’opportunità di cominciare a studiare la teoria musicale ed il pianoforte, aprendo così i propri orizzonti musicali con l’intuizione dell’applicazione di una tastiera tipo quella del pianoforte sul loro accordéon, cosa che tecnicamente avevano già cercato di fare senza successo alcuni costruttori di fisarmoniche.

L’avventura in America.

Acquistato un prototipo di fisarmonica a pianoforte presso una ditta di Vercelli, Guido comincia a studiare con Giovanni Gagliardi mentre si trova all’estero, esercitandosi fino a raggiungere una discreta tecnica. Decide allora di tentare l’avventura negli Stati Uniti. S’imbarca per l’America nel 1908, ed appena giunto si fa notare nei vari locali notturni di Seattle; successivamente viene scritturato nei grandi teatri di varietà delle metropoli, quelle di San Francisco, Chicago e New York, città che lo consacra quale vedette di questo nuovo e strano strumento musicale che i giornali dell’epoca paragonano ad un registratore di cassa dal suono bizzarro. 

Intanto anche il fratello Pietro lo raggiunge in America con il vecchio accordéon e comincia anch’esso ad esibirsi nei locali di Cle Elum (Washington), in breve diventando pure lui una celebrità dei locali notturni della zona. In questo periodo Guido insegna l’utilizzo della fisarmonica a pianoforte al fratello Pietro, che in duo suonano riscuotendo un grandissimo successo. È un momento delicato della loro esistenza, perché i fratelli Deiro pensano bene di separarsi in seguito ad alcune dispute artistiche e personali.

Guido riparte per la West Coast, sempre a San Francisco, dove conosce alcuni fabbricanti di fisarmoniche italiani emigrati da Castelfidardo ai quali chiede di perfezionare la sua fisarmonica a pianoforte, poi brevettata.

Comincia a comporre brani originali, trascrive le arie operistiche italiane più conosciute e suona nelle più famose trasmissioni radiofoniche dell’epoca ottenendo un incredibile successo di pubblico e di critica. Sviluppa una tecnica virtuosistica che lo porta ad esibirsi nei più grandi teatri americani di varietà, per dedicarsi infine a molteplici incisioni su dischi.

Più volte compie tour mondiali a fianco delle più grandi star dell’epoca. Si sposa ben quattro volte. e la seconda moglie è addirittura la più rinomata attrice americana di quelle stagioni, Mae West, con la quale ha una importante storia d’amore che continuò anche dopo il divorzio. La quarta moglie gli darà un figlio, Robert Guido jr, tuttora vivente.

Guido Deiro

Pietro Deiro

Successo e disavventure.

Guido Deiro diventa ricchissimo. Nel 1910 riesce a guadagnare 600 dollari a settimana. una cifra incredibile per quei tempi. Conquista il pubblico con la sua particolare tecnica mentre si atteggia a mimiche facciali coinvolgenti e ricche di fascino. Compone musiche di scena per alcuni musical di Broadway e partecipa ad un paio di film negli studi hollywoodiani. Vive nel lusso sfrenato spostandosi su carrozze ferroviarie appositamente allestite per lui, le sue mani sono assicurate per 55.000 dollari, viaggia su auto ultramoderne e yacht, riposa in ville e cottage sulle montagne, fin quando al ritorno da un tour in Inghilterra nel 1930 scopre di aver perso pesantemente parte del suo patrimonio nel crollo della borsa di Wall Street, e non solo. 

Il crollo del Vaudeville (teatro di varietà) e dell’industria discografica durante la depressione lo privano delle due principali fonti di reddito. Non sarà in grado di reagire e trasformare la sua attitudine di fisarmonicista di varietà in quella di concertista, cosa invece riuscita al fratello Pietro nello stesso periodo.

Guido Deiro si interessa allora all’insegnamento organizzando una rete di scuole sulla costa occidentale, scrivendo un Metodo di studio per la fisarmonica (suo fratello Pietro lo aveva già fatto 17 anni prima), ha gravi problemi nella vita privata, tra divorzi e matrimoni vari. Inoltre la salute non l’assiste e viene ricoverato in ospedale nel 1950 con una situazione finanziaria disastrosa.

Devono intervenire i suoi ex allievi e colleghi, che organizzano concerti benefici in suo favore, ma il 26 luglio 1950, all’età di 63 anni, cessa di vivere in un ospedale della California senza aver mai fatto ritorno al paese natìo. Dietro la bara si raccolgono soltanto sei persone, e nemmeno il fratello Pietro (con il quale si era riconciliato poco tempo prima) può accompagnarlo, perché sta navigando su di una nave in viaggio all’estero.

Ritornando ora al fratello più giovane, Pietro, e seguendone il cammino, lo troviamo dapprima nella zona di Washington e poi a New York; si sposa e diventa padre di Pietro jr. e di Blanche; quest’ultima sposerà il figlio di Egisto Pancotti, un costruttore di fisarmoniche originario di Castelfidardo, anche lui emigrato negli Stati Uniti, con il quale Pietro svilupperà in modo definitivo la fisarmonica a pianoforte, dando quindi vita alla Excelsior ed alla Pietro Deiro Company; sullo slancio, avvia molte scuole di fisarmonica e una casa editrice, la Ampco Editions, avvalendosi della collaborazione di insigni musicisti sia per gli arrangiamenti che per le innumerevoli composizioni da lui firmate. 

La fama di Pietro si diffonde nel mondo intero, come concertista, didatta, compositore e redattore del primo metodo per fisarmonica a piano; fondatore dell’American Accordion Club, viene acclamato the daddy of accordion, il papà della fisarmonica. La sua espressione giocosa, il sorriso e la mimica durante i concerti è trascinante e coinvolgente, così come la cura nella presentazione pubblicitaria della propria attività musicale.

Durante il suo primo ritorno in Italia per sistemare gli affari di famiglia alla morte del padre, Pietro celebra il suo arrivo con una composizione a tempo di marcia dal titolo Pietro Ritorna, brano che ancora oggi viene eseguito dai più grandi solisti di fisarmonica. Si spegne nel 1954, dopo aver ininterrottamente collaborato con tutti i fabbricanti e gli insegnanti di fisarmonica di tutto il pianeta per migliorare e divulgare sempre più il suo amato strumento.

Negli ultimi mesi del 2012 è stata allestita a New York una mostra curata da Guido Robert Deiro, per celebrare le figure di suo padre Guido Deiro e di Mae West; mentre a Salto, paese di origine dei due rinomati fratelli musicisti, nasce l’Associazione Musicale e Culturale Guido e Pietro Deiro su interessamento di alcuni fisarmonicisti locali (1). E finalmente, in una grandiosa serata tenutasi il 7 dicembre 2012 a Cuorgnè, si sono celebrate le figure di questi due orgogliosi figli del Canavese, iniziando così una serie di eventi musicali che li ricorderà negli anni a venire.

Nota

1. L’associazione è stata fondata da Giovanni Ceretto Castigliano, con Davide Pasqualone e Marco Vidano, fisarmonicisti di Salto Canavese. Promuove lo sviluppo e la divulgazione della fisarmonica canavesana in ambito concertistico.

Pietro Ritorna
La celebre composizione di Pietro Deiro

 

L’originale dello spartito Pietro Ritorna (di cui si riproduce una pagina tratta dall’archivio musicale del montanarese Ettore Cima Barolo), stampato nel 1944 dalle Edizioni Musicali Orfeo, di Torino, porta sulla copertina Celebre marcia americana.

È nell’occasione del suo primo ritorno in Italia che Pietro Deiro festeggia il rimpatrio a modo suo, con la più nota delle sue composizioni a tempo di marcia, il pezzo che ancora oggi viene eseguito dai maggiori virtuosi di fisarmonica.

Giusto un secolo fa, nei primi due decenni del XX secolo – negli ambienti musicali americani ricordati come The Golden Age of the Accordion (L’età dell’oro della fisarmonica) −, i fratelli canavesani Guido e Pietro Deiro hanno avvicinato alla fisarmonica a piano milioni di persone del Nord America con le loro registrazioni e concerti.

Nel 2005 le vicende personali ed i loro successi sono stati dettagliatamente presentati in un affascinante volume del musicista-compositore statunitense Henry Doktorski, The Brothers Deiro and Their Accordions (I fratelli Deiro e le loro fisarmoniche), frutto di accurate investigazioni sulla loro vita, carriera e musica, scoprendo molti fatti e storie che danno una visuale realistica su quella che era diventata ormai leggenda.

Nel 2006 lo stesso Doktorski ha registrato su CD il primo volume dell’opera completa di Pietro Deiro, Celebrates Polkas (Polche celebri). Già nel 1991-1992, quando ci fu una ripresa di interesse per la musica di Pietro Deiro, il compositore-fisarmonicista William Schimmel e sua moglie, la ballerina-coreografa-regista Micki Goodman, presentarono una delle loro maggiori collaborazioni artistiche, l’Opera Fisarmonica, una presentazione della vita e dei lavori di Pietro Deiro in forma d’opera.

Fu eseguita al Sofian Theater di New York, e ricevette elogi e approvazioni da Pietro Deiro junior (che partecipò alla serata di apertura), così come recensioni favorevoli da Bernard Holland del «New York Times», che aprì con il lusinghiero titolo Il Santo Patrono dei Fisarmonicisti.

 

 

Tratto dalla rivista Canavèis di Baima e Ronchetti

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