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14 Dicembre 2022 - 16:45
Calogero Terranova
Alla fin gli han fatto tossire tutto quel che c’era da tossire. Circa 2.500 euro per ogni annualità moltiplicati per quattro anni che fa qualcosa come 10 mila euro. Si chiude così, trullalero trullallà, il contenzioso sugli omessi pagamenti della Tari che hanno visto il coinvolgimento di Calogero Terranova, Presidente della SCS cioè la società che nell’eporediese si occupa di raccolta rifiuti.
Applicazione plastica di una nuova legge di Murphy. Indovina indovinello, chi è che si dimentica di pagare le tasse sui rifiuti?
La notizia del “patteggiamento” è arrivata lunedì sera all’apertura dell’assemblea dei sindaci SCS. A darla è stato lui in persona mostrando una lettera firmata dal dirigente del Comune di Ivrea Anna Brusso Vigliermo.
“C’è scritto che non ho nessun debito personale ...” ha precisato Calogero Terranova.
“Della società accusata di omesso pagamento sono pure socio di minoranza...” ha arrotondato per difetto ...
E tanto è bastato ai sindaci, di centrodestra e di centrosinistra per non aggiungere un “bah” che sia unoa. “Pensiamo alla salute...” si saranno detti...
Non uno che si sia alzato in piedi per chiederne le dimissioni. Non uno che l’abbia inforcato chiedendogli “come”, “dove” e “quando”. Tutti “immobili” come dei menhir a cominciare da due assessori di Ivrea (viaggiano come i ferrovieri) Giuliano Balzola e Elisabetta Piccoli, che come rappresentanti del Comune più grosso e meno disinteressato, almeno a parole, avrebbero dovuto fare la differenza....

La vicesindaca Elisabetta Piccoli
Poco importa.
Se ne riparlerà di sicuro in consiglio comunale, si spera non a porte chiuse come l’altra volta.
Il finale sembra già scritto: “E vissero tutti felici e contenti..”.
A cominciare da Calogero Terranova che siede nel cda di SCS dal 20 maggio del 2016.
Prima insieme a Marta Benedetto e al presidente Maddalena Vietti Niclot.
Riconfermato nel 2019 insieme a tutti gli altri e per altri tre anni, infine rieletto nel 2022 su indicazione dell’area Pd, con il sindaco di Strambino Sonia Cambursano schierata apertamente per lui e pronta a rivendicare la carica di presidente, giustificandola con la “continuità” ma anche perchè “nei tre anni precedenti si era dato un gran da fare”.
A scoprire gli omessi pagamenti era stato l’Ufficio tributi del Comune di Ivrea. Cartelle non pagate per svariate migliaia di euro, dal 2016 in avanti, a carico della Btc service & Consulting srl che ha sede al civico 6 di via Cesare Pavese, nell’area del tribunale.
Terranova ne è il presidente e tra i soci figurano il fratello Massimo e Roberto Berutti, figlio dell’ex direttore di Ivrea Parcheggi Luigi.
All’Ufficio tributi del Comune, gira di qua, gira di là, mancavano all’appello 509 metri quadri, tre autorimesse e sei posti auto. E ancora non basta. Tra i conteggi ci sarebbe dovuta essere (e usiamo di nuovo il condizionale) pure casa sua, ma la “cartella” per quel che se ne sa sarebbe stata pagata dalla moglie e non era intestata a lui.
“Pur essendo presidente della società di queste cose non me ne sono mai occupato - ci aveva detto visibilmente imbarazzato - In realtà c’è un errore sui metri. Hanno sbagliato i calcoli. E’ da rettificare. E’ andata così: che cosa ci posso fare? Lo so che fa ridere, ma è capitato a me! .”.
Come abbia fatto il fratello a dimenticarsene è un arcano (chissà dove aveva la testa....) considerando che proprio in via Cesare Pavese, davanti agli uffici esiste una vera e propria isola ecologica... Possibile che non gli sia mai venuto un dubbio che sia uno?
Vero è che Terranova, con il curriculum che si ritrova, tutto avrebbe potuto permettersi tranne che un omesso pagamento delle tasse.
Nato a Canicattì (nell’agrigentino) nel 1968 è iscritto all’albo dei commercialisti e degli esperti contabili della circoscrizione di Ivrea. Nell’elenco dei titoli quello di “revisore contabile”, di “consulente del tribunale”, di “perito penale”, di sindaco in numerosi collegi dei sindaci. Incarichi che ha svolto oltre che a Ivrea anche in numerosi comuni del circondario, al CCA, al Cic, al Distretto tecnologico in Aeg e ci fermiamo qui. Tra le altre cose Terranova è stato anche presidente del Lions Club di Ivrea, dove era succeduto a Roberto Battegazzorre.
Di sicuro Terranova ha fatto una buona impressione anche a chi governa l’Aci, socio di minoranza al 15% di Ivrea Parcheggi che nel 2018 ha fatto il suo nome conferendogli un posto in questo cda. L’Aci (Automobile club Italia), per la cronaca, fino ai primi mesi del 2021 aveva sede in via Cesare Pavese, nello stesso edificio che ospita la Btc Service & Consulting.
Ha chiuso i battenti quando con il nuovo corso, Ivrea Parcheggi ha messo in discussione la convenzione del valore di 30 mila euro per la vendita di abbonamenti, tessere Europark e Card Orange, con sommo dispiacere del presidente Luigi Berruti, che non è un omonimo del Berruti che aveva diretto Ivrea Parcheggi fino a qualche anno prima.
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