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Ivrea

E poi ci sono quelli che da 100 settimane chiedono la pace

Per il trattato di disarmo nucleare si valuterà nei prossimi giorni se intrprendere la campagna #TiVotoSoloSe

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Tutte le fotografie by Rachele Chillemi

E poi ci sono quelli che ci credono. Che credono in mondo migliore e senza guerre. Che ci credono così tanto che per 100 settimane consecutive si sono radunati in piazza di città a Ivrea, raccontandosi quel che sta succedendo nel mondo. Prendendo posizione, pur sapendo che tutto questo altro non rappresenta che una piccola "vocina" in un mondo "indifferente" a tutto e votato al consumismo, più presente sui social, davanti ad un balletto su YouTube e su Tiktok che nella vita reale.

Sono i "resilienti", la parte "pensante" di una società, orami incapace di pensare.

E poi succede che, a sorpresa, al centesimo presidio per la pace organizzato a Ivrea sotto il Municipio, si presenta anche il sindaco Matteo Chiantore.

“Non c’è nulla da festeggiare - sottolinea - L’Amministrazione comunale porta il suo sostegno a chi chiede a gran voce la pace. Credevamo che due guerre mondiali fossero bastate, ed invece ecco che si ripresentano nuovi e gravi pericoli… Manca un ruolo dell’Europa. Per le prossime elezioni europee sta crescendo l’attenzione, e ciò significa che dovremo dare un mandato preciso a chi eleggeremo, mentre ora, purtroppo, l’unico strumento adottato dall’Europa è l’invio di armi. Grazie per la vostra continua testimonianza. Continuate così!”.

Per qualcuno “parole stonate”, se vogliamo anche un po' fuori luogo e strumentali alla campagna elettorale ormai alle porte. Lo dice e lo scrive Franco Giorgio di Unione Popolare, non tanto per mettere i puntini sulle "i".

La risposta è arrivata a stretto giro da Cadigia Perini che qui, in mezzo al popolo della "pace" è di casa.

“Dobbiamo evitare - ha messo le mani avanti - che questo Presidio diventi una commemorazione vuota, dall’Ucraina in poi. Speriamo che il prossimo sabato ci sia la stessa partecipazione di oggi [più di 90 N.d.R.], e non solo per oggi perché è il 100° Presidio. La società civile c’è, manca la politica. Se i nostri rappresentanti votano per l’invio di nuove armi o al massimo si astengono. Finora per l’Ucraina il voto è stato trasversale. Guardiamo bene i programmi dei partiti alle prossime elezioni europee. Controlliamo!”.

Morale? Sempre che una morale ci sia... Si valuterà nei prossimi giorni se intrprendere la campagna #TiVotoSoloSe, che consiste nel chiedere ai candidati alle elezioni un impegno scritto a sostenere, se eletti, la ratifica del trattato per la proibizione delle armi nucleari. Un invito, quello di intraprendere tutte le azioni possibili presso il Presidente della Repubblica e il Governo, affinché l’Italia aderisca al TPNW, rivolto anche all’Amministrazione comunale di Ivrea.

E poi la condanna al programma di riarmo, all’aumento delle spese militari, al circolo vizioso dei conflitti armati che motivano l’aumento di spese per gli armamenti e l’aumento degli armamenti per vincere nelle guerre.

"Così le guerre aumentano - ha sottolineato Pierangelo Monti  - e aumentano i guadagni dei fabbricanti di armi e il potere dei militari. Perchè come ha ribadito il Papa “Le guerre sono sempre una sconfitta. Soltanto guadagnano i fabbricanti di armi. … Coloro che guadagnano con la guerra e con il commercio delle armi sono dei delinquenti che ammazzano l'umanità»

E poi sempre Monti sull’aggressione di Hamas del 7 ottobre 2023 con 1.200 morti civili e militari israeliani e 250 persone prese in ostaggio e sui 100 giorni di guerra nella striscia di Gaza con 25.000 palestinesi uccisi, tra cui quasi 10.000 minori, a dimostrazione che la violenza genera solo altra violenza e la guerra genera altra guerra.

"Quanto sta accadendo - ha sottolineato  - ha spazzato via anni di dialogo anche interreligioso e smantellato l'illusione di facili prospettive di pace. Ciascuno è chiuso nel suo contesto, nel suo dolore, cristiani, ebrei, musulmani. Si dovrà ricominciare da capo, ricostruire con pazienza, tenendo conto degli errori del passato, delle tante troppe ferite del passato e del presente. E se vi è chi continua a ostinarsi nell'arte della guerra, noi saremo ancora più ostinati nell'arte di mettere pace».

E se Rosanna Barzan ha ricordato la morte di Giovanni Maggia, ex Sindaco di Ivrea, professore universitario, storico, studioso della Olivetti, Livio Obert ha ringraziato Monti, perché se c’è il Presidio una parte del merito va a lui, ad una città che dalla Olivetti in poi si è sempre distinta, quindi a Monsignor Bettazzi che adesso avrebbe 100 anni (come il numero dei presidi) e che un giorno disse: "Siamo tutti violenti, con le guerre, con l’egoismo verso i migranti”.

Insomma "Ivrea merita un plauso assieme a tutti coloro che hanno portato avanti discorsi di pace....".

Infine un minuto di silenzio per le vittime di Hiroshima e Nagasaki e ancora Monti sulle mogli dei russi richiamati per combattere in Ucraina che depongono fiori rossi alla fiamma del milite ignoto sotto le mura del Cremlino per chiedere il ritorno dei propri mariti dal fronte. 

Al prossimo presidio, il 101, tutti si presenteranno con delle campanelle da suonare collegati con altre manifestazioni...

siamo tutti palestinesi

Pierangelo Monti

presidio 100

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