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Ivrea
22 Novembre 2022 - 10:48
Da sinistra: Paolo Musso, Alberto Alma e Matteo Chiantore
Avrebbe dovuto essere una riunione ufficiale per proclamare il candidato a sindaco del Pd da proporre agli eventuali alleati e da promuovere alle Primarie di coalizione (sempre che ci siano).
Per l’occasione, nella sede di via Peretti 2, che tutto è fuorchè una bottega oscura, si sono presentati in tanti. Più di 30, con almeno una decina di militanti collegati on line.
La parola a Enrico Capirone a nome di quel “Comitato dei saggi”, composto anche dal segretario cittadino Luca Spitale, da Barbara Manucci, Laura Morezzi e Alberto Avetta.

L'ex sindaco Carlo Della Pepa
“Per settimane - ha più o meno sottolineato - abbiamo girato la città chiedendo opinioni e portando a casa suggerimenti... eccetera, eccetera”.
Concludendo?
Il direttivo ha finalmente fatto il nome dell’avvocato Matteo Chiantore... Si dirà nulla di nuovo, nulla di non previsto, nulla che già non si sapesse.
Tutto vero non fosse che di candidati a sindaco ne sono spuntati fuori altri due: l’ex presidente della Fondazione dello storico carnevale Alberto Alma e, udite udite, il dottor Paolo Musso. Sì proprio lui, il cardiologo.
A “sponsorizzarlo” nientepopodimenoche l’ex sindaco Carlo Della Pepa.... Perchè è una brava persona. Perchè è conosciuto. Insomma, le solite cose che si, dicono quando l’obiettivo è far saltare il tavolo.
In realtà anche su questo, molti dei presenti, non ci hanno visto nulla di particolarmente eclatante...
“Alla candidatura a sindaco ci si arriva per approssimazione - confessa un militante - Direi che l’ufficializzazione di Chiantore è solo rimandata di qualche giorno....”.
Peraltro sia la disponibilità di Paolo Musso, sia di Alberto Alma non prevederebbe il passaggio alle primarie, men che meno a quelle di coalizione, quindi nisba, niente da fare..
“Non sottovalutiamo la disponibilità di uno come Alberto Alma...” ha inforcato Della Pepa...
E figuriamoci se nel Pd la vogliono sottovalutare, scottati come ancora sono, dagli errori del passato (ancora fa male la spaccatura che si consumò nel 2018 con l’ex compagna di partito Elisabetta Ballurio) quel che non si vuole è proprio questo, la nascita di una “fronda interna”, anche solo di minime proporzioni.
Obiettivo dichiarato: la massima condivisione possibile.
Ci riusciranno i nostri “fenomeni” a non suicidarsi con l’harakiri proprio come i samurai giapponesi squarciandosi il ventre con un’apposita lama sacrale.
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