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"Dopo la Fragola di Crescentino ho scoperto l'arte!"

De Filippis racconta la sua storia: oggi realizza quadri con bottiglie di vetro rotte. E non solo

Fabio De Filippis ci racconta come si è reinventato attraverso l'arte

Fabio De Filippis con due sue creazioni

Non c'è una regola scritta di come si arriva a svolgere un lavoro anziché un altro.

Ci sono bambini che crescono in un determinato ambiente lavorativo, perché i genitori svolgono quel lavoro, come può essere un esercizio commerciale, e una volta cresciuti, si ritrovano a svolgere la stessa attività, il medesimo lavoro. La storia di questa settimana parte dalla collina di Torino e precisamente dal Colle della Maddalena, dal ristorante Il Faro e dalla discoteca Heaven, un vero luogo culto della movida cittadina anni 70-80.

Quel bimbo è Fabio De Filippis. I suoi genitori lavoravano alla discoteca Heaven e nel ristorante Il Faro, locali di proprietà del padrino di Fabio, Enzo Gola.

I suoi genitori nel 1981 aprirono "La Fragola", un locale a Crescentino, dove Fabio fin da ragazzo ci ha lavorato, divenendone poi proprietario.

Con il lock down il locale non ha più riaperto e Fabio si è trovato tra le mani tempo libero, con l'opportunità di impiegarlo finalmente per fare altro. E Fabio è divenuto un artista del vetro ma non solo, come vedremo. Lui principalmente compone quadri con i cocci di bottiglie.

“Un giorno mi cadde a terra una bottiglia e notai che la disposizione dei cocci di vetro mi richiamava alla memoria un qualcosa che in quel momento non riuscii a ricordare. Durante il periodo del covid seguivo su tik tok i video di un olandese che faceva quadri con pezzi di vetro. Era questo il ricordo legato alla bottiglia rotta nella mia cucina. E allora decisi di provare a reinventarmi, adesso che non avevo più il locale da portare avanti. Il materiale che utilizzo non è soltanto vetro, principalmente di bottiglie di Champagne e Gin, per citarne un paio, ma anche tronchi d'albero, fiori, sughero, conchiglie e altro. Ultimamente ho in mente quadri con vari oggetti come pneumatici, orologi e scarpe. Insomma, mi sto cimentando a sviluppare la mia creatività con quanti più materiali possibili.

Le bottiglie le recupero in giro per i locali del territorio, avendo avuto io stesso un locale, amicizie nel settore non mi mancano. E ci sono quelle sere che faccio un salto in qualche posto, ci passo un paio d'ore e prima d'andare via, prendo qualche bottiglia vuota, che anziché finire nel bidone del vetro, la utilizzo per le mie opere.”

Una delle opere

Ma il sogno di Fabio da bambino era un altro, cioè fare il pescatore. E mentre ce lo racconta, i suoi occhi si aprono felici, acquistano una luce bella e il sorriso ci investe. La passione è proprio questo.

“Io ero un pescatore. Ho iniziato a pescare da quando avevo 5 anni, dopo aver visto il cartone animato Sampei, quello avrei voluto fare. Negli anni mi perfezionai nel ‘carp fishing’, la pesca sportiva alla carpa. Per svolgere questa attività spesso restavo via da casa anche per un paio di settimane, con la mia ex fidanzata, alla quale piaceva la montagna e con amici che hanno la mia stessa passione.

Con il Lock down ho venduto tutta l'attrezzatura, costituita da avvisatori visivi e acustici, mulinelli e trecce da mulinello, boilies e dumbbell affondanti, pop up, bilanciate e dip, ami e un'infinità di attrezzatura varia, specifica per la pesca alla carpa, comprese canne da pesca ovviamente. Era la mia malattia, ma preferivo, anziché fare l’alba a ubriacarmi e ballare.”

Siamo davanti a un ragazzo a modo, educato, che si è diviso tra il locale La Fragola e la passione per la pesca sportiva alla carpa, dove l’animale viene pescato e rilasciato. E poi con coraggio, una volta arrivato il ciclone covid, ha saputo reinventarsi, lasciando il locale e il carp fishing e buttandosi a capofitto, con quella stessa passione che aveva per la pesca, in questa forma d’arte. Casa sua è disseminata di quadri realizzati con bottiglie e materiali vari. Un vero e proprio allestimento artistico, e noi siamo lusingati della possibilità di avere come guida turistica il curatore di questi spazi, cioè l’artista. E Fabio è diventato anche un arredatore, visto che le sue creazioni vengono ideate per essere inserite nei giusti contesti: conchiglie e alghe per il bagno, pasta e legno per la cucina, tronchi d’albero e sughero per il salotto, piante e fiori per la camera da letto. Oltre che dai materiali come il vetro, i quadri sono composti dalla resina, e rifiniti con cornice, rigorosamente a tema con il materiale utilizzato e vetro, a chiudere l’opera.

Fabio realizza anche opere particolari, per tutti i gusti, come il quadro composto da materiale idraulico. Arriviamo alla fine della nostra bella chiacchierata e chiediamo a Fabio qual è il suo sogno.

“Il sogno che ho, è quello di riuscire a far diventare questa passione, il mio lavoro.”

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