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16 Marzo 2022 - 19:32
Giuseppe Di Matteo
Giuseppe Di Matteo era un ragazzino di 12 anni, appassionato di equitazione, figlio di un pentito della mafia, che nel novembre del 1993 venne rapito da un gruppo di mafiosi che agivano su ordine di Giovanni Brusca, allora latitante e boss di San Giuseppe Jato. Per tutto il 1994 il ragazzo fu spostato in varie prigioni nel palermitano, nel trapanese e nell’agrigentino finché nel gennaio 1996, dopo 25 mesi di prigionia, venne strangolato e poi disciolto nell’acido dai suoi sequestratori, che volevano vendicarsi contro il padre.
Il Presidio Libera di Saluggia è intitolato a Giuseppe Di Matteo e ogni anno, in primavera, celebra la “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”. Quest’anno la celebrazione avverrà domenica 20 marzo alle 18 nel parco giochi di via Ponte Rocca intitolato al piccolo Giuseppe Di Matteo. I bambini sono invitati ad omaggiare Giuseppe con un fiore, un disegno, una frase, una preghiera o un altro simbolo; «è un momento di riflessione - spiegano gli organizzatori - di approfondimento e di incontro, di relazioni vive e di testimonianze attorno ai familiari delle vittime innocenti delle mafie. La storia di Giuseppe Di Matteo rappresenta una spinta alla ripartenza per il nostro agire, al fine di porre al centro della riflessione collettiva la vittima come persona e il diritto fondamentale e primario alla verità».
Per informazioni telefonare al 328.2412326, al 329.7498215 o al 348.7695724.
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