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TRINO VERCELLESE. Cda della casa di riposo: c’è soltanto un candidato ma il sindaco non vuole nominare Bruno Ferrarotti

TRINO VERCELLESE. Cda della casa di riposo: c’è soltanto un candidato ma il sindaco non vuole nominare Bruno Ferrarotti

Trino Vercellese Municipio

 Il gruppo consiliare “Trino futura” e il locale Circolo del Partito Democratico sono preoccupati per la situazione della casa di riposo “Sant’Antonio Abate”.

«Nonostante il lungo tempo trascorso tra le dimissioni dei consiglieri Correzzola e Guttardi dal consiglio d’amministrazione dell’ex Ipab e la pubblicazione del nuovo avviso per individuare i sostituti - scrivono in una nota congiunta -, il Comune ha deciso di prolungare il tempo disponibile per presentare delle candidature, motivando la scelta con il fatto che non sono giunti nemmeno due curricula.

Quanto sta accadendo è decisamente negativo e da più punti di vista. Intanto emerge come ci sia difficoltà nel raccogliere disponibilità e ciò potrebbe essere legato sia alla situazione critica che sta attraversando l’ente, come in diverse occasioni abbiamo sottolineato, anche a fronte dell’assenza di misure straordinarie di aiuto da parte di Regione, Asl e, per quanto possibile, del Comune di Trino. Ma viene da pensare che anche da parte dell’Amministrazione comunale non ci sia stata una sufficiente ricerca di professionalità e di competenze da poter sollecitare a partecipare all’avviso pubblico. Ci troviamo quindi ancora con un cda incompleto, mentre invece servirebbe un organismo di governo nel pieno delle sue funzioni e capace di impegnarsi a fondo. Ma non solo: si prolungano i tempi senza nemmeno procedere alla nomina dell’unica candidatura arrivata, quella di Bruno Ferrarotti, già in passato amministratore dell’ente e che ha dimostrato in più occasioni il suo impegno e la sua passione. A questo punto crediamo che solo una palese incompatibilità o elementi ostativi fortissimi che dovrebbero però essere resi pubblici possano impedirne la nomina e, sinceramente, noi non ne vediamo. Invitiamo quindi il sindaco a procedere ad una prima nomina e a verificare quale possa essere la corretta procedura per l’individuazione di quella mancante, che non può essere semplicemente la proroga tal quale dell’avviso pubblico, che non ha prodotto gli effetti desiderati, ovvero quello di poter raccogliere numerose disponibilità tra cui scegliere».

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