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04 Febbraio 2022 - 10:15
Un pacemaker prodotto da Microport
SALUGGIA. La multinazionale Microport, a cui LivaNova (ex Sorin) quattro anni fa aveva ceduto per 190 milioni di dolleari il settore Cardiac Rhytm Management, ha comunicato alle rsu di aver avviato una procedura di licenziamento per 28 dipendenti. Altri 45 erano già stati “accompagnati” fuori dallo stabilimento saluggese nel 2019, e ora in Italia ne rimanevano 168 a Saluggia e 58 a Milano. La procedura riguarda solo lavoratori del sito di Saluggia: 21 operai e 7 impiegati.
La scorsa settimana, dopo aver dichiarato due scioperi da due ore, le rappresentanze sindacali hanno incontrato, nella sede di Confindustria a Vercelli, la dirigenza italiana dell’azienda. Qui sono stati comunicati i numeri. L’azienda ha garantito che a Saluggia proseguirà la produzione di pacemaker e elettrocateteri, ma il personale viene progressivamente ridotto.
La ristrutturazione aziendale è stata motivata con l’andamento del mercato: è stato perso un distributore in Giappone che non ha rinnovato il contratto, quindi è necessario ridurre il numero di ore lavorate e di pezzi prodotti.
I sindacalisti hanno chiesto di ritirare la procedura di mobilità e chiesto un incontro con la proprietà, che potrebbero avvenire a metà febbraio. L’azienda, comunque, non ha bloccato la procedura che prevede 75 giorni per trovare un accordo, trascorsi i quali potranno procedere con i licenziamenti.
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