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TRINO VERCELLESE. Casa di riposo: presidente e due consiglieri danno le dimissioni. Non c’è accordo sulla concessione di alcuni locali al Milan Club

TRINO VERCELLESE. Casa di riposo: presidente e due consiglieri danno le dimissioni. Non c’è accordo sulla concessione di alcuni locali al Milan Club

Il sindaco Pane con il dimissionario Chiocchetti

TRINO VERCELLESE. Dopo le dimissioni di Maurizio Chiocchetti dalla presidenza del consiglio d’amministrazione dell’Azienda pubblica di servizi alla persona “Sant’Antonio Abate”, nei giorni scorsi hanno rimesso il mandato anche i due consiglieri di nomina comunale: Maria Correzzola (vicepresidente) e Paolo Guttardi.

Le dimissioni di Chiocchetti - che era in carica da poco più di un anno - sono dovute alla concessione di alcuni locali attigui all’ex Ipab all’Associazione operatori commerciali trinesi. Che a sua volta, ottenendoli in comodato d’uso gratuito, ne avrebbe ceduta una parte al Milan Club cittadino per farne la sede, anche se richiesta formale da parte del club rossonero, a quanto emerge, non era ancora arrivata.

Di questo si è parlato nell’ultima riunione del consiglio d’amministrazione, conclusasi con 3 voti contrari e 2 favorevoli alla concessione dell’ex Farmacia dell’ospedale trinese all’Aoct: un acceso confronto sull’opportunità di dare o meno all’associazione i locali chiusi da anni. «Cioè da quando - detto Chiocchetti nella riunione - la farmacia titolare del contratto di affitto si è trasferita».

Chiocchetti ha posto al cda la questione sullo stato di abbandono degli ambienti, «a cui si potrebbe porre rimedio grazie a lavori di recupero dell’Aoct». Contrari alcuni consiglieri, sia per l’eventualità che i tifosi, riunendosi in occasione delle partite, «creassero disturbo agli ospiti della struttura», sia perché «c’è stata poca comunicazione tra presidente e alcuni consiglieri».

A fronte delle rimostranze di una parte del cda per non essere stata interpellata, Chiocchetti ha dichiarato di essere pronto a rassegnare le dimissioni. E così ha fatto. «In un cda - ha poi dichiarato l’ex presidente - ci sono questioni più importanti da affrontare rispetto al dare una stanza o no al Milan Club: ad esempio un project financing che avevo proposto con cui tentare di risollevare economicamente le sorti dell’azienda dopo il duro colpo del Covid. Invece si è discusso per ore della concessione e questo mi ha scoraggiato. Inoltre sono state disattese richieste dell’ultimo periodo».

Le dimissioni hanno provocato la reazione di Bruno Ferrarotti e Giovanni Tricerri, che in passato sono stati membri del cda. «Che un presidente minacci le dimissioni perché la maggioranza del cda non ritiene opportuno accogliere nell’ente il Milan Club non s’era mai visto. Chiocchetti ha giustificato la concessione dei locali per “l’inesistenza di alcun progetto di destinazione socio assistenziale degli stessi”: è questo il punto più preoccupante della vicenda, che evidenzia l’inadeguatezza presidenziale e la mancanza di un’idea per rilanciare l’azienda. C’è bisogno di un cda che sappia lavorare ogni giorno con una prospettiva, non perdere tempo con il Milan Club».

Timori espressi anche dal locale Circolo del Pd. Il segretario Alessandro Demichelis ha dichiarato: «La Rsa ha attraversato una fase drammatica per il Covid e ora bisogna rilanciarne le attività rendendo stabile la situazione finanziaria».

Dopo le dimissioni del presidente Chiocchetti presentate ad inizio ottobre, nei giorni scorsi si sono dimessi anche i consiglieri di nomina comunale Maria Correzzola, che era la vice presidente, e Paolo Guttardi, subentrato pochi mesi fa al dimissionario Giovanni Ravasenga.

Ora in Consiglio d’amministrazione rimangono solo i due consiglieri in rappresentanza delle Confraternite del Santissimo Sacramento e di San Lorenzo, i priori Gianni Casula e Gianni Gennaro.

Il sindaco Daniele Pane ha commentato: «Prendo atto delle dimissioni; insieme alla Giunta e ai consiglieri della “Sant’Antonio Abate” rimasti in carica faremo le valutazioni del caso nei prossimi giorni».

Chiocchetti era stato nominato consigliere dalla Regione Piemonte, Correzzola e Guttardi dal sindaco Pane con linee di mandato votate dal Consiglio comunale. I cinque componenti del cda avevano in seguito nominato il presidente e il vice presidente al loro interno. A questo punto il Comune potrebbe aprire un bando per la nomina di due consiglieri, e la stessa cosa potrebbe fare la Regione. L’alternativa sarebbe la nomina di un commissario.

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