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SALUGGIA. Cid-Alvimedica non rinnova 90 contratti a termine. I sindacati: le nuove produzioni saranno in Turchia

SALUGGIA. Cid-Alvimedica non rinnova 90 contratti a termine. I sindacati: le nuove produzioni saranno in Turchia

Un laboratorio di Cid-Alvimedica

Il polo biomedicale saluggese si sta trasformando da eccellenza del settore a motivo di preoccupazione per tutti i lavoratori. Dopo le crisi di LivaNova e Microport infatti un’altra azienda del comprensorio ex Sorin non naviga in acque tranquille. Giovedì 11 febbraio i lavoratori di Cid Alvimedica hanno scioperato per un’ora davanti ai cancelli dell’azienda a guida turca. Motivo? Le tante promesse mai mantenute da quando, nel 2013, la società turca Alvimedica ha acquisito Cid (Carbostent & Implantable Device), azienda saluggese nata nel 2008 da uno spin-off di Sorin, che aveva dismesso la business unit Vascular Therapy: Cid era stata costituita proprio da alcuni ex manager Sorin - fra cui l’ingegner Franco Vallana - che intendevano proseguire la ricerca, lo sviluppo e la produzione in un settore a cui Sorin non era più interessata.

Gian Luigi Guasco, sindacalista Uiltec, spiega i motivi del malcontento: «Da oltre un anno Cid-Alvimedica non riconosce molti diritti dei propri lavoratori. Tra tutti, i livelli di inquadramento e l’erogazione dei buoni mensa. Per non parlare del pagamento dei premi aziendali, le cui tempistiche non sono ancora state chiarite». Secondo Guasco, inoltre, il mancato rinnovo di 90 contratti a termine sarebbe la conclusione di «anni di bugie, a dispetto delle promesse delle conferme dei rapporti di lavoro». «I vertici di Cid Alvimedica - aggiunge il sindacalista - continuano a non voler instaurare un dialogo con chi rappresenta i lavoratori. Per non parlare del fatto che le future nuove produzioni verranno realizzate tutte in Turchia».

Alessandro Triggianese, sindacalista Cgil, afferma: «Lo sciopero dello scorso 11 febbraio ha visto coinvolti i lavoratori del primo turno, con i quali è stata indetta un’assemblea proprio durante l’ora di protesta. L’azienda continua a negarci incontri che abbiamo ripetutamente richiesto per far luce su tutte le questioni ancora senza risposta. Vogliamo conoscere il piano industriale di Cid-Alvimedica per il prossimo futuro sul territorio saluggese, dal momento che non hanno rinnovato 90 contratti a termine e non ci sono ancora garanzie per il futuro». Lo sciopero della scorsa settimana potrebbe però aver smosso qualcosa: «In risposta alla mobilitazione dei lavoratori l’azienda si è resa disponibile a discutere del futuro con i sindacati e con tutte le aziende del sito».

Triggianese aggiorna inoltre sulla situazione di Microport, altra azienda del sito saluggese (ex Sorin, poi acquisita da una multinazionale cinese) che intende ridurre la forza lavoro. «Siamo usciti dall’ultima riunione con i vertici Microport rigettando le loro richieste sui licenziamenti. Per quanto ci riguarda, l’unico modo per far andare via qualcuno è l’accompagnamento alla pensione. La scorsa settimana abbiamo avuto un incontro con il sindaco di Saluggia per esporre le nostre preoccupazioni sul sito ex Sorin. E’ necessario continuare a tenere gli occhi puntati sul futuro dei lavoratori; sempre più aziende manifestano difficoltà ad andare avanti: di questo passo i problemi non potranno che aumentare».

Federico Valletta

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