AGGIORNAMENTI
Cerca
04 Ottobre 2019 - 16:58
Per «informare la cittadinanza su alcuni aspetti dell’Amministrazione Pane», la sera di giovedì 19 settembre in piazza Banfora un gruppo di cittadini, riuniti sotto il nome “Il Sinodo dei Sinistri”, ha tenuto una pubblica assemblea.
Del gruppo fanno parte Fausto Cognasso, Giorgio Cognasso, Bruno Ferrarotti, Giovanni Tricerri, Patrizia Massazza e Gian Franco Fracasso.
«Siamo persone - hanno spiegato - stufe di assistere al crescente utilizzo della propaganda che sta caratterizzando l’operato della Giunta comunale, operato che trova eguali solo nel periodo nel quale imperversava la famosa e per certi versi famigerata società in house “Terre d’Acqua”». «La propaganda ha raggiunto livelli tali che i nostri anticorpi istituzionali, amministrativi e democratici, hanno cominciato a reagire e, quindi, come primo passo di risposta “immunitaria” si è deciso di cominciare a studiare gli atti contabili dell’Amministrazione; dopo questo momento di comprensione ci è sembrato corretto portare il tutto all’attenzione dei nostri concittadini, indipendentemente da come hanno votato».
«Come preambolo alla questione ma come emblema della propaganda segnaliamo il manifesto della lista “Trino e Robella Migliore – Pane Sindaco” che, dopo 16 mesi dal voto delle amministrative, fa ancora mostra di sé sulla facciata di quella che fu la sede del comitato elettorale di Daniele Pane. A parte le implicazioni di carattere tributario che non è compito nostro indagare (paga il diritto di affissione?), il fatto è grave, perché, a memoria di cittadino, non si era mai visto un comportamento simile: dopo le elezioni, il sindaco e la maggioranza, dovrebbero cessare di essere una parte ma rappresentare, unitamente all’opposizione, tutti i trinesi. Di fatto una campagna elettorale permanente». Entrando nel merito della questione, “il Sinodo dei Sinistri” fa notare come nel corso del 2018 gli stanziamenti in propaganda sono stati ancora contenuti, ma nel 2019 essi sono “esplosi”».
Nel corso della serata sono stati analizzati gli atti amministrativi e tutto ciò che, in termini economici, essi hanno comportato. «Allo stato attuale ai concittadini - proseguono i membri del “sinodo” - basti sapere che se, per gli anni da qui alla fine del mandato, si ripeteranno gli investimenti in propaganda che abbiamo avuto nel 2018 e nel 2019, supereremo abbondantemente il milione di euro. Ci chiediamo se tutto ciò è compatibile per una cittadina come Trino che non raggiunge i settemila abitanti; ci chiediamo altresì, se tali investimenti, o parte di essi, non avrebbero potuto essere dirottati verso altre cose, più tangibili ed utili alla società trinese. E naturalmente in questo quadro socio-economico chiediamo anche conto delle attività, ma soprattutto delle rendicontazioni finanziarie, di Pro Loco e Aoct».
E’ stata inoltre affrontata la questione dei cambiamenti toponomastici pensati per piazza Banfora e per piazza Martiri dei Lager, «cercando di confutare la tesi secondo la quale il cambio di nome (segnatamente piazza Beati Trinesi per la prima e piazza dei Tipografi Trinesi per la seconda) unitamente ad un nuovo monumento all’arte della stampa possa essere occasione di rilancio turistico della città. Per il momento abbiamo registrato la reazione delle Comunità Ebraiche di Vercelli e Casale Monferrato e di singoli autorevoli esponenti dell’ebraismo italiano, e, potenzialmente, il rischio di offendere i nostri gemelli africani del Burkina Faso, relegando la “loro” presenza cittadina ad un parcheggio periferico dell’abitato. A nostro avviso non è così che si rilancia turisticamente Trino».
Non sono mancati accenni alle mancate promesse elettorali «perché ce ne sono già state» né un approfondimento sull’amministrazione dell’IPAB Sant’Antonio Abate «che, contrariamente alle “sparate” privatistiche, ha dovuto prendere atto della trasformazione ad Azienda Pubblica di Servizi alla Persona, a nostro modesto avviso, non mette in atto le capacità di governo complessivo dell’ente con tutte quelle strategie, progettualità e tentativi di approccio prima ed accordo poi con gli enti sanitariamente preposti, Asl di riferimento, assemblea dei sindaci del distretto casalese e Regione; accordi che dovrebbero garantire un respiro amministrativo di medio lungo termine alla struttura. Il sindaco e la Giunta non possono tirarsi fuori dalla vicenda della più grande azienda cittadina: perché ne hanno votato la totalità dei membri laici del cda, e perché dovrebbero aver dato loro delle linee guida».
Edicola digitale
I più letti
Ultimi Video
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.