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TRINO. Quale forma giuridica per l’Ipab? Accesa discussione in Consiglio

TRINO. Quale forma giuridica per l’Ipab? Accesa discussione in Consiglio

Il Consiglio comunale ha discusso le nuove linee di indirizzo politico-amministrativo ai consiglieri di nomina comunale che fanno parte del consiglio d’amministrazione dell’Ipab Sant’Antonio Abate. Due i documenti presentati, uno della maggioranza e l’altro della minoranza; l’opposizione chiedeva come punto fermo che l’ente resti pubblico, ma la maggioranza non ha ritenuto di decidere come scelta definitiva visto che la legge regionale definisce già i parametri (economici) con cui l’ente deve essere pubblico o trasformarsi in fondazione.

«A fronte di un cda dell’Ipab da completare e di un quadro normativo regionale diverso rispetto al passato - ha sottolineato Alessandro Portinaro, consigliere del gruppo di minoranza “Trino Futura” - sulle linee di indirizzo crediamo che il punto principale da cui partire sia la nuova forma giuridica che dovrà assumere l’Ipab. Trasformazione in un’azienda pubblica di servizi alla persona e non in una fondazione ci sembra una scelta applicabile. E’ utile e importante che il Consiglio si esprima, anche in previsione futura, sul personale, sulle figure professionali in forza all’ente, sugli investimenti, sul tema dei convenzionamenti e sull’aumento dei posti letto. L’ente sta vivendo una situazione di criticità e l’adeguamento delle rette lo dimostra».

Ha replicato l’assessore alle politiche sociali Elisabetta Borgia: «La normativa regionale già dice che entro l’attuale fascia economica in cui si trova l’Ipab rimane pubblico. Le finalità che i consiglieri di nomina comunale devono avere sono il contenimento delle rette, sulla base dei bilanci e di dare la possibilità a più persone possibile di poter accedere al servizio con figure professionali adeguate. Auspichiamo inoltre la tutela dell’ospite, a cui riteniamo vada dato un servizio migliore».

«Chiediamo che il Consiglio dia delle indicazioni precise», ha aggiunto Portinaro; «la vostra è una posizione che non è sovrapponibile ai fatti: negli ultimi tre anni il bilancio è oscillato tra i 2 milioni e 406 mila e i 2 milioni e 486 mila euro. Crediamo che l’azienda pubblica abbia tutele maggiori rispetto ad una fondazione privata; il pubblico può dare un miglior servizio essendo all’interno di una rete sanitaria ben definita: una strategia a lungo termine che riteniamo debba essere perseguita».

È quindi intervenuto il sindaco Daniele Pane. «Le criticità che ci troviamo ad affrontare sono frutto di due anni di commissariamento; una situazione di stallo creata più dai consiglieri di nomina comunale che non dai rappresentanti delle confraternite. Insieme al nuovo cda stiamo cercando di capire la situazione: circa 110 mila euro verranno recuperati con i convenzionamenti, cercando di supportare le fasce più in difficoltà. Pubblico o privato? Oggi non abbiamo elementi economici o relazioni di professionisti per dire se sia meglio una o l’altra soluzione. Quindi non ci sentiamo di dare obblighi ai consiglieri di nomina comunale».

Alla fine è stato approvato il documento della maggioranza, voto contrario dall’opposizione.

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