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TRINO. Non c’è accordo sull’asilo nido in concessione

L’asilo nido comunale non deve essere affidato in concessione perché sarebbe come privatizzarlo: è quanto afferma il gruppo di minoranza di Trino Futura. Al quale il sindaco Daniele Pane risponde di non aver mai parlato di privatizzazione del servizio.

«Le dichiarazioni di Pane in cui ipotizza la privatizzazione del nido, con una concessione a terzi - ha dichiarato il consigliere di minoranza Alessandro Portinaro - ci preoccupano. Negli scorsi anni sono stati realizzati lavori di miglioramento dell’edificio e aumentati i posti disponibili per ridurre o eliminare le liste d’attesa. Per vari motivi non ci sono più dipendenti comunali impiegati al nido, ma resta nel pieno controllo del Comune la gestione di rette, progetto educativo, verifica e coordinamento con la commissione nido dal 2014. L’ipotesi di affidarlo in concessione, di fatto sarebbe una privatizzazione completa del servizio, e il Comune che avrebbe solo l’onere di erogare contributi alle famiglie per far fronte al costo delle rette, ma senza avere il controllo del nido».

«Non ho mai parlato di privatizzarlo - replica il sindaco Pane - e già oggi, non essendoci dipendenti comunali, il servizio è esternalizzato. Stiamo solo ipotizzando di dare il servizio in concessione, cosa che ci permetterebbe di ridurre le spese, risparmiando fino a 40 mila euro all’anno. Se la strada fosse questa, chiederemmo a chi l’avrà in concessione di mantenere l’attuale personale».

Portinaro propone di «puntare a un bando per l’erogazione delle attività, come accade già ora, e per un’integrazione con il comprensivo, che potrebbe avviare una sezione “primavera” per i bambini tra i due e i tre anni, concentrando sul nido quelli più piccoli, ampliando il servizio». Pane sostiene invece che «piuttosto che dare vita alla sezione “primavera”, con i 40 mila euro risparmiati realizzerei un prenido per i bambini dai tre ai nove mesi, pensando a un piccolo ampliamento strutturale vicino al nido».

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