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La misteriosa carriera del sindaco Mazza: un CV che cambia pelle ogni 5 anni

Nel 2019 diploma a Reggio Calabria, nel 2024 spariscono scuola e data. E l’ITIS diventa il Politecnico.

La misteriosa carriera del sindaco Mazza: un CV che cambia pelle ogni 5 anni

Antonio Mazza

A Banchette scoppia un caso istituzionale che potrebbe fare impallidire anche i più fantasiosi addetti alle risorse umane. Il gruppo consiliare di opposizione Uniti con Voi per Banchette ha messo nero su bianco un comunicato in cui accusa il sindaco Antonio Mazza di aver presentato un curriculum vitae pubblico “non corrispondente ai requisiti di trasparenza previsti dalla legge”. Ma il problema non è solo che il CV sia scritto male o poco aggiornato. Il problema è che le due versioni ufficiali del curriculum – quella pubblicata nel 2019 e quella aggiornata nel 2024 – dicono cose diverse, in alcuni casi opposte. Un gioco di prestigio che, invece di raccontare la vita formativa e lavorativa del primo cittadino, la offusca, la reinventa, la confonde. E a farne le spese sono i cittadini, che avrebbero il diritto di sapere chi li amministra.

La prima incongruenza riguarda il diploma in ragioneria. Nel 2019, Antonio Mazza dichiara di essersi diplomato nel 1998-1999, a 36 anni, presso l’Istituto Tecnico Commerciale “Araniti” di Reggio Calabria. Una scelta di vita certamente inusuale: all’epoca Mazza lavorava a Chivasso e, presumibilmente, viveva nel Torinese. E siamo nel 1999: niente videochiamate, niente didattica a distanza, niente app di messaggistica. Insomma, diplomarsi a Reggio Calabria lavorando in Piemonte non era proprio una passeggiata. Ma nel curriculum del 2024, tutto questo sparisce. Nessun riferimento a Reggio Calabria, nessuna data, solo una generica dicitura “Diploma in Ragioneria”. Secondo i consiglieri di opposizione Maurizio Cieol, Salvatore Pennisi, Alberto Russo ed Emanuele Splendore, si tratta di una manovra per “far credere che il titolo sia stato ottenuto nei normali cinque anni dopo la scuola dell’obbligo”, e per cancellare “un dettaglio forse ritenuto imbarazzante dallo stesso Mazza”.

La seconda anomalia è ancora più vistosa. Nel 2019, nel curriculum compare una specializzazione in “Tecnico di Sistemi di Telecomunicazioni, Multimedialità e Reti” conseguita nello stesso anno del diploma, all’ITIS Olivetti di Ivrea. Ma nel 2024, quella voce viene modificata: la specializzazione non solo è posticipata rispetto al diploma, ma non è più conseguita presso un istituto tecnico industriale, bensì tramite un corso a cura del Politecnico di Torino. Una sostituzione che cambia tutto, perché suggerisce al lettore che Mazza abbia seguito un percorso universitario o comunque di alto profilo, quando in realtà non è specificato nulla: né date, né durata del corso, né titolo ottenuto. E soprattutto sparisce l’indicazione dell’ITIS Olivetti, rimpiazzata con un riferimento molto più suggestivo ma anche molto più generico: il Politecnico. Una trovata, secondo l’opposizione, “studiata per impressionare”.

Ma le zone d’ombra non finiscono qui. Nel curriculum del 2019 non si comprende cosa Mazza abbia fatto tra la fine della scuola dell’obbligo e il primo impiego, che compare solo a 24 anni. Un vuoto di almeno otto anni, che nel 2024 viene risolto in modo singolare: spariscono tutte le date, così da non poter più fare alcun calcolo. Una manovra che, anziché chiarire, confonde ancora di più. Come se si volesse rendere impossibile ogni ricostruzione temporale, annullando di fatto la funzione stessa di un curriculum. L’unica cosa che si capisce dal CV 2024 è che non si capisce più nulla.

Curriculum 2019

cv 2024

Un altro passaggio critico è il ruolo ricoperto da Mazza nel momento della candidatura del 2019: nel curriculum non è chiaro cosa facesse in quell’anno, quale lavoro svolgesse. Nel documento aggiornato, anche questo dettaglio viene sfumato. E infine, come se tutto ciò non bastasse, il curriculum del 2024 è redatto in terza persona, con uno stile da agenzia di comunicazione, “come se fosse stato scritto da un consulente d’immagine e non da un cittadino trasparente”, sottolineano i consiglieri. Un CV che suona più come uno spot elettorale che come un documento istituzionale.

Il gruppo Uniti con Voi per Banchette è netto: “Con un curriculum tanto poco trasparente non si viene assunti in nessuna azienda privata, e si fa fatica anche a passare le selezioni di un concorso pubblico. In molti Paesi europei, per comportamenti del genere, si viene allontanati dalla politica e dalle istituzioni”.

Il tutto, ricordano i firmatari, è pubblico: entrambi i curriculum sono stati scaricati dal sito ufficiale del Comune di Banchette, dove chiunque può consultarli e constatare le incongruenze.

La questione non è solo una polemica tra maggioranza e opposizione. È un problema di credibilità e rispetto delle regole, e riguarda il principio stesso della trasparenza, fondamento della fiducia tra cittadini e istituzioni. Quando un sindaco cancella date, cambia scuole, aggiusta qualifiche e riscrive la propria storia in modo così disinvolto, non è solo una svista burocratica: è una ferita al rapporto di fiducia con la cittadinanza.

Insomma, la domanda è lecita: che curriculum deve avere un sindaco per amministrare un Comune?

E soprattutto: può permettersi di riscriverlo a piacimento, togliendo tutto ciò che non fa bella figura?

Se a Banchette qualcuno lo considera normale, altrove – e in qualunque azienda seria – sarebbe già tempo di consegnare le chiavi dell’ufficio.

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