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Elezioni 2023, Ivrea

Perini: “Abbiamo dei sogni!”. Evviva i sogni, evviva l’Utopia

La candidata di unione popolare aAl dibattito organizzato da La Voce al Movicentro

Cadigia Perini

Cadigia Perini

“Il nostro obiettivo è di entrare in consiglio. Permetteteci di portare anche lì la voce che già portiamo nelle piazze. Il mio non è un appello al voto solo per me o per Unione popolare. Siamo un collettivo di donne e uomini, lavoratrici  e lavoratori, studenti, artisti e disoccupati. Non siamo tutti laureati ma abbiamo compagni e compagne in gamba, compagni con la terza media che hanno scritto il programma, tutti impegnati quotidianamente per i diritti dei più fragili, per il lavoro. per la giustizia sociale, per il disarmo. Ci guida la costituzione nata dalla resistenza anti-fascista. La nostra credibilità è data da quello che siamo...”.

Parole e musica di Cadigia Perini candidata a sindaca di Unione Popolare alle elezioni dei prossimi 14 e 15 maggio.

Con la voce alta ma roca, l’altro venerdì, al dibattito pubblico organizzato da questo giornale, ci ha messo l’anima, la passione, tutta sè stessa, come peraltro abitualmente fa. 

Lei che quando si è parlato dei lavori per l’elettrificazione della Ivrea-Aosta è stata l’unica a chiedere una mobilitazione vera contro l’innalzamento del piano stradale in via Cavour “che va stralciato dal progetto perchè la città non può e non deve pagare le “mancanze” di chi (l’attuale Amministrazione ndr) non ha partecipato ai tavoli in cui si sono prese le decisioni, perchè non c’è nulla di ineluttabile...”.

Lei che insieme al candidato a sindaco del centrosinistra Matteo Chiantore s’è schierata fin da subito con chi vuole lasciare il Movicentro nelle condizioni in cui si trova oggi. Lei che tutte le settimane partecipa ai presidi per la pace organizzati in piazza di città. Lei che da anni, sul sito rossetorri commenta, racconta, provoca e informa. 

Il suo programma? 

Un libro dei sogni...?

“Siamo un po’ pazzi è vero - ha fin dalle prime battute messo le mani avanti - Abbiamo dei sogni. Evviva i sogni. Una delle eredità di questa città non è l’utopia? Non è coltivare l’Utopia. Bisogna averli, i sogni. Il problema non è fare, ma avere l’idea di fare. Anche a De Magistris (ex sindaco di Napoli e ex magistrato) dicevano che era un pazzo. Voleva l’acqua pubblica e gli asili nido. Gli avevano anche detto di chiudere i porti.  Erano sogni grandi, i nostri sono piccini e si possano realizzare. I sogni hanno bisogno di volontà politica e molto molto lavoro ...”.

E sarà anche un po’ sognatrice e sessantottina, ma quando si parla della sua città Perini dimostra di conoscerla molto bene, di avere i piedi ben piantati per terra. Soprattutto di essere coerente con sè stessa...

“Perchè non siamo entrati in coalizione con il Pd? - ha raccontato - E’ vero me l’hanno chiesto ma bisogna essere seri. Il mio collettivo quotidianamente fa certi percorsi. Siamo tutti impegnati nella vita e nel sociale. Combattiamo certe politiche sul lavoro, la privatizzazione della sanità, l’aumento delle spese militari. Siamo contrari alla chiusura dei porti  e a tenere nei lager libici gli emigranti. Su questo e molto altro ci siamo scontrati con il centrosinistra  a guida Pd. Noi siamo una piccola forza politica e non sbilanciamo il mondo se stiamo con la schiena diritta e portiamo avanti le nostre idee. Tutti convinti che le politiche nazionali comunque ricadano anche sul nostro territorio...”

Tra le sue critiche una punta diritto ai 33 milioni di fondi Pnrr aggiudicati al Comune di Ivrea.  

“Parlando di questi soldi - ha commentato - non si può non dire che la giunta uscente ha beneficiato di questo straordinario finanziamento europeo, frutto della pandemia. E’ stata facilitata. In una situazione normale non sarebbe stato possibile e negli anni i trasferimenti dal centro alla periferia si sono ridotti. Castello, asilo nido, palazzo Giusiana... diciamo che sono ancora solo sulla carta e non si può dire che siano già diventati progetti...”.

Nelle scorse settimane Cadigia Perini e altri sono stati i promotori di un comitato che intende lavorare per salvare la sanità pubblica e, l’altra sera, senza tanti giri di parole, ha anticipato che semmai si dovesse sedere in consiglio comunale, lavorerà per ridare dignità alla conferenza dei sindaci dell’Asl To4.

“Va convocata ogni mese - ha stigmatizzato guardando diritto negli occhi il sindaco Stefano Sertoli - Il problema è enorme. Riguarda gli utenti ma anche i lavoratori e le lavoratrici. Parliamo dei tanti contratti a termine che sono nati in questi anni, degli infermieri, degli interinali. dei medici a gettone. Per i sindaci la sanità è una priorità assoluta...”.

E poi c’è il portierato sociale a Bellavista che l’Amministrazione comunale ha deciso di non finanziare più, ma che oggi Sertoli ha inserito nuovamente nel programma perchè - ha dichiarato, - lui ci ha sempre creduto ma era ostacolato dai partiti.

“Costava solo 6 mila euro l’anno e aveva un’utilità sociale inimmaginabile. Non posso accettare che il sindaco di questa città oggi venga a dirmi che lui ci crede che è colpa dei partiti. Io penso che Ivrea meriti maggiori rispetto.  Quei 6 mila euro sono gli stessi che sono poi serviti a finanziare una rievocazione storica romana...”.

Guardando al sociale peraltro c’è anche un problema legato ai centri anziani.

Quello dell’Auser che l’Amministrazione comunale vorrebbe ridimensionare e quello a San Lorenzo. Quest’ultimo è stato chiuso perchè chi se ne occupava ha avuto un grave problema di salute.

“Ve lo dico io come avrebbero voluto chiudere questa partita - ha inforcato Cadigia Perini - assegnandolo all’ennesima associazione di una certa categoria. Perchè a Ivrea in questi ultimi anni i pochi spazi liberi sono stati dati in assenza di un  progetto sociale per creare un rapporto… Per esempio il Castellazzo assegnato all’Associazione dei Pifferi senza bando e con un contributo di 75 mila euro. Non si fa così. Si deve pensare ai giovani. La notte è di nessuno non è solo dei giovani. Avessero degli spazi per esprimersi anche di giorno sarebbe diverso...”.

Battute finali sul livello delle manutenzioni molto basso con tanto di invito rivolto al collega Carlo Bravi del “Popolo della famiglia” a farsi un giro per via Arduino con i negozi chiusi e abbandonati e le ragnatele giganti che avvolgono ogni cosa (“Non c’è la cura del verde e delle strade. Non c’è quel senso di lindore. Mancano cose che aiuterebbero, a cominciare dai cestini....”), sui fondi della Guelpa, sul loro cattivo utilizzo del passato, sui contributi a pioggia senza un progetto e sulla realizzazione dei desideri della benefattrice (“Penso non sia tardi..”) e su un sindaco che si vorrebbe intestare solo alcune delle cose fatte in questi anni e non tutte.

“Non possiamo fare una campagna elettorale così - lo ha redarguito - C’è una giunta, c’è un sindaco e per me siete la stessa così...”.

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