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Ivrea

Malpede: "Il cesso l'ho fatto riparare io". Ebbravo il consigliere!

Se vince Sertoli sarà l'assessore "alle piccole cose"

Malpede: "Il cesso l'ho fatto riparare io". Ebbravo il consigliere!

Vabbè, dai, tutto si può dire salvo che, in questi anni, Domenico Malpede seduto tra le file della maggioranza di centrodestra, non si sia distinto per il suo interessamento alla città. Nel silenzio, a volte tombale, dei compagni di viaggi, solo la sua è stata la voce che ogni tanto, più di altre, si è sentita da quei banchi. Lasciamo perdere i discorsi a senso unico su San Giovanni e sul Parco dei 5 laghi. Lasciamo perdere la sintassi e i bigliettini. Ha fatto tutto quello che era nelle sue capacità di fare ed è fors’anche per questo, oltreché per i voti, che gli han chiesto di ricandidarsi e che lui ha accettato. Fine della premessa.

Oh ragazzi, ma qualcuno, di recente, per caso, s’è imbattuto sul suo profilo Facebook?

“Vota Malpede Donato, uno come te…!” è il suo slogan

Una campagna elettorale come non se ne vedevano da anni con la rivendicazione senza se e senza ma di tutte le piccole opere di manutenzione realizzate due minuti prima grazie solo ed esclusivamente al suo interessamento. Meglio del sindaco! Più dell’assessore alle manutenzioni Michele Cafarelli e, almeno su questo fronte, ci voleva ben poco.

E ci sarebbe lui dietro la risistemazione di una struttura vandalizzata adiacente il campo sportivo di Bellavista.

E ci sarebbe lui dietro alla pulizia di un’area ecologica, sempre a Bellavista.

E ci sarebbe, sempre lui, dietro la riparazione della “perdita” d’acqua nel cesso del mercato alimentare.

Sua una segnalazione all’assessore Giuliano Balzola per una discarica abusiva subito rimossa, con l’assessore che a sua volta con un post lo ringrazia per la segnalazione. 

Infine, abracadabra, sarebbe stato grazie a lui che la squadra tecnica è intervenuta per l’eliminazione delle erbacce che crescevano sulla facciata di Santa Marta… Non parliamo di un prato. Solo di una decina di ciuffi che, a ben vedere, sarebbero bastati 5 minuti di lavoro per estirparli tutti. Tant’è!

“Anche questo - scrive Malpede - è il mio interesse per la città…”.

Non tutti la pensano così e infatti son subito piovute giù un mare di critiche.

In suo soccorso la moglie Giovanna Bianca e la collega leghista Anna Bono.

"Bravo Donato - inforca Bono - peccato che da qualche tempo, credo a causa di un parrucchiere che ha aperto proprio lì e che li attira, la piazza sia frequentata da ragazzi (alcuni si vedono in una foto) che lasciano di tutto per terra - carta, lattine... - spezzano i rami delle piante, strappano i fiori per lanciarseli... ci vorrebbe una telecamera…”.

Insomma siamo quasi alla follia. Colpa del parrucchiere? Dito puntato sui ragazzini che si vedono nella foto? 

Uno scivolone della Bono? Macché! Poco più sotto c’è di nuovo lei che incalza, rispondendo a chi giustamente la mette in guardia dal fare certe accuse.

“Un ragazzo ha aperto da un po' un negozio da parrucchiere con musica forte - stigmatizza - che si sente all'esterno e dei ragazzini tutti vestiti di nero come lui hanno preso l'abitudine di andare lì....succede lo stesso in via Arduino dove dei pakistani, credo, hanno aperto un negozio di bibite e altro. Le panchine in piazza santa Marta le abbiamo messe l'anno scorso…”.

Da qui in avanti s’allungano i “bravo Malpede” ma anche i commenti di chi giustamente sottolinea il “fuori tempo massimo”, considerando che siamo a poco meno di un mese dalle elezioni.

“E prima dov’eri?” c’è chi lo rimbrotta…

Manco a dirlo siamo alle solite. E ci pare quasi di sentirlo: “In questa città non va mai bene niente… Se non fai ti dicono che non fai. Se fai ti dicono perchè lo fai!”.

Insomma "Vota Antonio, Vota Antonio!". Pardon "Vota Donato... Vota Donato!".

E se le cose andranno come Donato spera che andranno ci sarebbe già pronta per lui una delega che nel programma han chiamato "alle piccole cose". E Donato sarà un assessore alle piccole cose, sempre che le cose vadano come vuole lui e che le promesse restino un debito da riscuotere.

Malpede ci crede. Ci crede talmente tanto che domenica scorsa, al tradizionale appuntamento del 25 aprile, s'è fatto largo tra la folla fino a posizionarsi fianco a fianco del sindaco con fascia, del presidente del consiglio comunale Diego Borla con fascia e della vicesindaca Elisabetta Piccoli "senza fascia". Succedeva mentre stava parlando il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti, subito dopo le lacrimucce versate del sindaco Stefano Sertoli nel ruolo di Bravehart in salsa eporediese, pronto a liberare la città infestata dai fascisti. "Libertà! Libertà!".

Borla ci ha provato a dirgli che lì davanti ci stanno solo le cariche di un certo tipo e lui, con la testa forse già seduto ai piani alti del Municipio, gli ha risposto "Non sei mica il mio padrone! Io non prendo ordini da te...". Così si fa!

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